Fare informazione: i quotidiani online

Quotidiani online. Quando la notizia è aggiornata 24h su 24h

Di Valentina Cervelli il 11 gennaio | ore 14 : 02 PM


I quotidiani online: una fonte primaria di informazione per chi naviga sulla rete ed al fruscio della carta preferisce l’immediatezza di un aggiornamento informativo 24 ore su 24. Su di essi si discute molto a causa della grande diffusione e dal ritorno economico pressoché nullo se non per i grandi che possono contare su un vario parterre di sponsor dalla notorietà mondiale.

Nella realtà dei fatti, l’informazione online è forse lo strumento migliore per rendere immediatamente disponibile i prodotti giornalistici, ma è altresì vero che l’onere dei costi, in alcuni casi, diventa quasi insostenibile. Specialmente da quando, alcuni editori, in particolare stranieri, hanno intrapreso la tendenza di assumere blogger per gestire alcuni quotidiani di target specifico, aumentando i profitti ed abbattendo i costi.

Fare informazione sulla rete poi, va sottolineato, non è come farla attraverso i media tradizionali. Il lettore, da un quotidiano online si aspetta un flusso costante di notizie, aggiornate ed esaustive: un mix tra un agenzia di stampa ed un televideo.

Un modus operandi sposato dalla maggior parte degli editori attivi in Italia. Non vi è un giornale cartaceo al quale non corrisponda una redazione online.

Per questo motivo, anche la figura del giornalista è cambiata. Esso non è più lo statico scrittore che mette insieme la notizia, la passa a chi crea il menabò e la guarda andare in stampa: ogni professionista è chiamato ad essere “multimediale”, ovvero opportunamente preparato a scrivere la notizia, corredarla di immagini e video, essere in grado di speakerarla se necessario e pubblicarla.

Qualcuno ha proposto un contributo per usufruire dell’informazione online. Le proteste si sono levate ampie e su larga scala. La reazione dei lettori i quali minacciavano l’abbandono dell’uso del mezzo di informazione (il quale si sarebbe risolto in un abbandono di sovvenzione da parte degli sponsor con il calare delle vendite, n.d.r.), ha convinto gli editori a mantenere la gratuità della consultazione dei propri siti di informazione.

Questo perché in un mercato in difficoltà come quello editoriale, il quotidiano online rappresenta contemporaneamente la salvezza e la dannazione per un editore: ovvero un mezzo in grado di attirare lettori ed aumentare i profitti, in seguito ad un impegno economico di base. Un circolo economicamente vizioso che può funzionare solo se reso disponibile all’utenza gratuitamente. Come risolvere la questione? Nessuno ancora vi è riuscito.

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