Europa League: Falcao stende il Braga e regala la coppa al Porto
Di Michele Furlan il 18 maggio | ore 23 : 43 PM
Una rete del centravanti Radamel Falcao al 44′ del primo tempo decide la finale della seconda edizione di Europa Leaague (la ‘vecchia’ coppa Uefa) regalando al Porto il 7° trofeo internazionale della sua storia. Andrè Villas Boas, 34 anni ad ottobre, diventa il più giovane allenatore a vincere una competizione europea seguendo le orme di Mourinho che, con il club del presidente Da Costa, vinse la Coppa Uefa nel 2003 e la Champions League nel 2004. Per lo Sporting Braga di Domingos Paciencia tanta delusione e le lacrime di chi si vede superare da un treno che, molto probabilmente, non passerà mai più.
Nel nuovissimo impianto dell’ “Aviva Stadium” di Dublino, Porto e Sporting Braga scendono in campo per decretare la vincente della seconda edizione dell’Europa League, la nuova competizione che nel 2009 prese il posto della ‘vecchia’ Coppa Uefa. Le due squadra hanno motivazioni diversissime: il Porto è una società ambiziosa e vincente e vuole tornare a vincere in Europa dopo un digiuno che dura da 7 anni. In più è guidato in panchina da Andrè Villas Boas, giovane erede dello ‘Special One’, Josè Mourinho. Lo Sporting Braga è invece un club molto modesto, che fa del collettivo il suo punto di forza. In 90 anni di storia può vantare una coppa Intertoto (2008) e una coppa nazionale (1965-66). In panchina però siede Domingos Paciencia, che con il Porto ha vinto tanto da giocatore e conosce l’ambiente dei ‘Dragoni’ come le sue tasche.
Paciencia decide di schierare il suo Sporting Braga con un 4-2-3-1 nel quale Artur è in porta; difesa formata da Garcia, Paulao, Rodriguez e Silvio; Custodio e Vandinho sono i mediani davanti alla difesa con Alan, Hugo Viana e Paulo Cesar dietro a Lima. Andrè Villas Boas risponde con il consueto 4-3-3 che prevede Helton tra i pali; Sapunaru, Rolando, Otamendi ed Alvaro Pereira in difesa; mediana con Fernando in mezzo coadiuvato da Joao Moutinho e dal colombiano Guarìn; attacco formato da Radamel Falcalo punta centrale con Hulk e Varela ai suoi lati. Arbitra lo spagnolo Carlos Velasco Carballo.
La partita inizia in maniera molto contratta. Ci si aspetterebbe il classico gioco portoghese, fatto di possesso palla e di palleggio, invece il Braga determina la linea della gara: costringere il Porto a giocar male. Si perchè i ragazzi di Paciencia più che imporre il loro gioco fanno si che la formazione di Villas Boas non riesca ad esprimersi ai soliti livelli. Hulk e Varela (rispettivamente al 7′ e 14′) vanno vicini al goal ma a rompere l’equlibrio di un primo tempo nervoso (ammoniti Hugo Viana e Silvio) ci pensa Falcao. Il 25enne colombiano svetta in maniera imperiosa su un cross di Guarìn al 44′, spingendo la palla alle spalle di Artur. E’ l’1-0 con cui le squadre vanno all’intervallo. Non è meritato per il gioco dimostrato stasera, quanto per quello fatto vedere durante l’arco della manifestazione.
La ripresa si apre con due cambi: Il Braga leva Hugo Viana (eterno incompiuto) e Rodriguez ed inserisce il vivace Mossorò e Kakà, roccioso difensore brasiliano. E’ proprio Mossorò ad avere al primo minuto del secondo tempo la migliore occasione della ripresa: rubato il pallone a Pereira si presenta indisturbato davanti ad Helton che, però, riesce a respingere il tiro di piede. Si rimano sull’1-0 per il Porto. Il resto della finale è abbastanza noioso e senza particolari squilli. I ‘dragoni’ di Oporto gestiscono il vantaggio mentre i ragazzi di Paciencia diventano sempre più nervosi. La seconda frazione è comunque più ‘cattiva’ della prima e mette a referto 6 ammoniti, distribuiti equamente tra le due squadra. Nel Porto per la passerella finale entrano Belluschi e James Rodriguez mentre il Braga prova il tutto per tutto inserendo l’africano Meyong. Non cambierà nulla, al 93′ Velasco Carballo fischia la fine ed il Porto può esultare: la seconda coppa Uefa (ora Europa League) è in bacheca, in quello che è stato un anno fantastico con le vittorie della supercoppa portoghese e del campionato. Domenica 22 i ragazzi di Villas Boas avranno la possibilità di vincere proprio tutto, giocandosi la finale di coppa nazionale.
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