Emergency, liberi i tre italiani fermati a Kabul
Plauso per l'esito positivo dell'operazione diplomatica da parte delle Istituzioni
Di Valentina Cervelli il 19 aprile | ore 06 : 33 AM
Sono liberi: i tre italiani di Emergency sono stati rilasciati dalle forze di sicurezza afghane perché “non colpevoli”. A renderlo noto è un comunicato degli stessi servizi segreti di Kabul. “Siamo molto contenti di essere fuori, soprattutto contenti di questo perché sia io che i miei compagni abbiamo passato momenti terribili”, ha spiegato Marco Garatti, uno degli operatori liberati, parlando dalla residenza dell’ambasciatore italiano in Afghanistan, “Siamo soprattutto contenti”, ha aggiunto, “di essere fuori con il nostro nome completamente pulito. La nostra reputazione e quella di Emergency”, ha sottolineato, “ sono intatte”.
Palese la soddisfazione di Gino Strada, fondatore di Emergency, durante la conferenza stampa organizzata a Milano in seguito alla liberazione dei tre connazionali. “Mi sembra una bella conclusione. Qualcuno ha cercato di screditare Emergency”, ha commentato, “e il tentativo è fallito”. Strada ha quindi telefonato alla Farnesina, al presidente Giorgio Napolitano e all’inviato dell’Onu per ringraziare personalmente per l’avvenuta liberazione dei suoi tre cooperanti.
“Vivo compiacimento” è stato espresso anche dal ministro degli esteri Franco Frattini. “Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario”, ha spiegato, “e cioé la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale”. Un risultato ottenuto grazie ad una “intensa azione condotta dalla diplomazia italiana che ha agito”, ha spiegato ancora, “con straordinaria professionalità e discrezione, nel rispetto delle istituzioni afghane che l’Italia e la comunità internazionale stanno aiutando a crescere”.
Anche il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha espresso viva soddisfazione per l’esito della vicenda. “La liberazione dei tre operatori di Emergency in Afghanistan è motivo di sollievo per noi tutti e, in primo luogo naturalmente, per i famigliari. L’intesa raggiunta tra le autorità afghane e il governo italiano”, ha commentato,”garantisce il rispetto dei diritti fondamentali delle persone bruscamente arrestate e pesantemente quanto genericamente accusate, e, nello stesso tempo, la piena corretta disponibilità, nel rispetto delle istituzioni afghane, all’approfondimento delle indagini, sulla base di ogni eventuale ulteriore elemento, da parte della magistratura italiana”.
Da ciò che è emerso, i tre operatori hanno passato le ultime 48 ore presso in una guest house, dove hanno potuto cambiarsi d’abito ed usufruire di una certa libertà. Secondo le forze di sicurezza afghane, le prove a carico degli italiani non si sono rivelate sufficienti a tenerli sotto detenzione: l’inchiesta sull’episodio ad ogni modo continuerà per far luce sull’intero episodio. Insieme ai tre italiani sono stati liberati anche 5 afghani.
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