Emergency, Frattini: italiani in buona salute ma preoccupati
Si attendono i tempi dell'incriminazione ufficiale per ulteriori svolte nel caso
Di Valentina Cervelli il 17 aprile | ore 07 : 47 AM
Marco Garatti, Matteo Dell’Aira e Matteo Pagani, i tre cooperanti di Emergency arrestati ad Helmand in Afghanistan per un presunto complotto contro il governatore della zona , sono preoccupati, ma in buone condizioni di salute.
E’ l’inviato della Farnesina Massimo Iannucci, recatosi ieri a visitare i tre connazionali presso la struttura di Kabul nella quale sono rinchiusi, a rendere pubbliche le condizioni dei tre italiani. “Si è trattato per loro di una improvvisata”, ha spiegato Iannucci, “perché non si aspettavano la mia visita e quella dell’ambasciatore Claudio Glaentzer” che già aveva avuto modo di visitarli domenica scorsa, il giorno successivo all’arresto.
Garatti, Dell’Aira e Pagani sono detenuti in celle separate. E nonostante la situazione, spiega il funzionario del ministero degli Esteri inviato da Frattni, “il loro morale è buono”, anche se “sono in ansia perché non hanno chiaro il futuro davanti a loro”. Per Iannucci, questa visita, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa tenutasi subito dopo, ha rappresentato un primo successo della iniziativa diplomatica italiana. La speranza, ha aggiunto, è di avere nel “prossimo futuro altre buone notizie”: al momento non sono ancora noti i tempi necessari ad una eventuale imputazione.
”L’obiettivo dell’incontro, previsto dalle prerogative della Convenzione di Vienna”, ha spiegato ancora il responsabile italiano, “era espressamente legato alla verifica delle loro condizioni fisiche” e “loro mi hanno confermato che non avevano lamentele particolari riguardanti gli interrogatori, il vitto e la qualità dell’alloggio”. Ognuno dei tre ha chiesto a Iannucci ed all’ambasciatore Glaentzer di rassicurare i familiari sulle proprie condizioni. Garatti, che ieri ha compiuto gli anni, ha chiesto che venissero rassicurati la moglie, incinta, e gli anziani genitori. “Quest’ultimo”, ha commentato Iannucci, “mi è sembrato forse il più fiducioso sull’evolversi della situazione”.
Ancora non si è a conoscenza della durata della missione dell’inviato italiano. “Da quando sono qui ho avuto incontri con i vertici afghani competenti”, ha sottolineato, “e stiamo cercando di trovare una soluzione a questo problema con la decisione e la chiarezza necessari”. Sul fronte delle indagini”, ha aggiunto, “oggi non si sono avute sostanziali novità, data anche la giornata festiva del venerdì islamico. L’attuale fase in cui i tre operatori di Emergency sono in mano agli agenti dei servizi è la più difficile, perché è anche la più discrezionale. Non appena la Nsd avrà determinato se considerarli colpevoli o no di qualcosa, i tempi procedurali si faranno invece più chiari”.
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