Elmetto giallo. Prendiamo esempio dal Giappone
Di Miriam Pierro il 11 marzo | ore 15 : 50 PM
Leggo con ammirazione del sangue freddo ed organizzazione “nipponico/svizzera” che si è attivata nel mega terremoto a Tokio. Un giornalista italiano diceva che vedeva scappare “ordinatamente” i giapponesi con tanto di elmetto giallo in testa e valigetta kit di sopravvivenza.
E parliamo di un terremoto quasi del nono grado della scala Richter. Se fosse capitato in Italia, conteremmo centinaia di morti e feriti. L’Aquila insegna, ultimo scandalo di zona sismica dove tutto è crollato sulla testa dei poveri cristi di turno. E sicuramente non ricostruiscono con lo standard dei giapponesi.
Ed invece loro si permettono di scappare con gli elmetti gialli. Il giornalista lo diceva quasi come per dire che erano ridicoli, ma io ci metterei la firma ad essere ridicoli. Effettivamente me li immagino, tutti educati con gli elmetti che a passetti ordinati effettuavano l’evacuazione. Però loro alla fin fine, ne escono con poche vittime e tanti calcinacci e danni. Quindi, mi domando, meglio essere ridicoli o morti?
Ovviamente, ridicoli. Ed allora mettiamoci tutti un bell’elmetto e togliamoci la benda dagli occhi… siamo indietro anni luce rispetto ai cari giapponesi. I terremoti non si possono prevedere, ma affrontare responsabilmente e limitare le perdite civili questo sì. Meglio un elmetto che un ennesimo funerale di Stato.
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