E se ci comprasse la Cina?
Di m.luzziml il 13 settembre | ore 09 : 55 AM
L’indiscrezione è partita dal Financial Times ed è una di quelle notizie capaci di sollevare un bel polverone: parrebbe (la fonte sono alcuni non meglio specificati “funzionari italiani”) che Lou Jiwei, presidente della China Investment Corp, uno dei più ricchi fondi sovrani cinesi, sia stato a Roma in gran segreto per incontrare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e i vertici della Cassa Depositi e Prestiti.
Oggetto del dialogo sarebbe stata la possibilità di “significativi” acquisti di titoli di stato italiani da parte della Repubblica Popolare Cinese, nonché di investimenti in società strategiche.
L’incontro, confermato in mattinata da via XX Settembre, sarebbe stato il seguito di quello effettuato a Pechino da Vittorio Grilli, direttore generale del tesoro, nel corso del quale avrebbe preso contatti, oltre che coi vertici della Cic, anche quelli della China State Admninistration of Foreign Exchage, l’ente che amministra qualcosa come 3200 miliardi di riserve in valuta straniera.
Quello romano sarebbe stato dunque una sorta di “secondo appuntamento”, e sappiamo tutti cosa capita al terzo.
La Cina è vicina? Il FT sottolinea la plausibilità di questo scenario, evidenziando come l’investimento cinese arriverebbe provvidenzialmente “in un momento critico per l’Italia, con i mercati che chiedono rendimenti sempre più alti per acquistarne il debito, che è previsto salire quest’anno al 120% del pil, risultando in Eurolandia secondo solo alla Grecia” e assicurando che “ulteriori negoziazioni [fra Roma e Pechino] avranno luogo presto”.
Se le conseguenze politiche di questo scenario sono facilmente immaginabili, con il maggior alleato di governo (la Lega) cui tocca vedere nel ruolo di salvatore del destino economico del Paese il nemico n. 1 del tessuto produttivo manifatturiero nelle sue valli, i mercati hanno reagito splendidamente a questa indiscrezione: Wall Street, negativa per quasi tutta la seduta, ha chiuso in positivo sia con il Dow Jones (+0,63%) che con il Nasdaq (+1,11%). Anche gli indici italiani, a metà mattinata, portano tutti segno positivo.
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