E’ il Piccolo Principe il libro classico più venduto nel 2010 in Italia
Di Francesca Di Giuseppe il 2 aprile | ore 10 : 31 AM
“Tutti i grandi sono stati bambini (ma pochi se lo ricordano)”. Questa è una frase della dedica (a Léon Werth) con cui si apre “Le Petit Prince”, ovvero “Il piccolo principe”, il romanzo più famoso dello scrittore francese Antoine De Saint-Exupèry, pubblicato nel 1943, che secondo svariati siti internet (la classifica risulterebbe uscita nel dicembre scorso) è stato il romanzo, tra i classici, più venduto, in Italia, nel 2010.
Da questi stessi siti apprendo che il secondo posto della classifica spetta a “1984″ di George Orwell, seguito da “Se questo è un uomo” di Primo Levi, “L’amico Ritrovato” di Fred Uhlmann, ancora Orwell con “La fattoria degli animali”, “Il diario di Anna Frank” e agli ultimi tre posti ci sono tre libri di Italo Calvino: “Il sentiero dei nidi di Ragno”, “Il visconte dimezzato” e “Il cavaliere inesistente”. Sull’ origine della classifica e sulla sua attendibilità non posso essere sicura, non avendo trovato notizie più approfondite sull’ argomento, ma di una cosa sono certa il romanzo in questione è talmente tanto bello che non mi risulta difficile immaginarlo al primo posto nella classifica delle vendite. Per chi non ancora la conoscesse la storia del Piccolo Principe, ambientata nel deserto del Sahara durante il dicembre del 1935, racconta di un aviatore (Antoine De Saint-Exupèry) costretto, a causa di un guasto al suo aereo, ad un atterraggio di fortuna nel deserto e del suo incontro in questo posto così desolato, “a mille miglia da qualsiasi abitazione umana”, con il bambino dai capelli color del grano, il Piccolo Principe appunto. Il bimbo che si dice proveniente da un altro pianeta “poco più grande di una casa”, molto probabilmente l’asteroide B612, racconta al pilota il suo viaggio per giungere sulla terra e degli strampalati adulti che ha incontrato nei pianeti in cui si è imbattuto lungo il cammino: l’ uomo che conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come un capitale; quello che crede di regnare sull’universo anche se non c’è nessuno che sappia della sua esistenza; il vanitoso che vive nella speranza di essere notato e l’ uomo che accende e spegne continuamente i lampioni pur di far il proprio lavoro nella maniera più ligia possibile.
Due personaggi molto importanti del libro sono la rosa amica del piccolo principe, che vive sull’asteroide B612 e verso cui lui prova molto affetto, e la volpe che il bambino incontra sulla terra e da cui apprende il significato dell’ amicizia. Ora senza troppo entrare nei particolari della storia per non rovinare la lettura, a chi non ancora si fosse imbattuto in questo splendido libro, voglio solo aggiungere che il racconto parla di sentimenti come l’ amicizia (“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”) e la fiducia ( “Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa”). “Il Piccolo Principe”, disarmante nella sua semplicità, apparentemente potrebbe sembrare un testo per bambini, invece, io consiglio di leggerlo a tutti, grandi e piccini, perché ognuno di noi potrà ritrovarsi in questa poetica e magica storia. Voglio concludere questo post con due delle frasi, per me, più belle e più significative di questo libro: “ciò che abbellisce il deserto è che nasconde un pozzo in qualche luogo.” quindi mi raccomando, non fermatevi mai alle apparenze, andate oltre e ricordate ciò che disse la volpe al Piccolo Principe: “non si vede bene che col cuore. L’ essenziale è invisibile agli occhi.” Buona lettura a tutti!
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