Due miliardi di danni
Di Giordano Masini il 7 luglio | ore 18 : 31 PM
Nonostante si tenda a dimenticarlo, in politica ogni decisione ha un costo, e questo è il costo, probabilmente sottostimato, della bocciatura da parte della Camera della proposta di legge sulla soppressione delle province presentata dall’IDV. Contro il provvedimento hanno votato PdL e Lega Nord, ed è stata decisiva l’astensione del PD. Hanno votato a favore IDV e Terzo Polo.
Sui possibili risparmi che potrebbero derivare dalla soppressione degli enti più inutili previsti dal nostro ordinamento è interessante la lettura del paper pubblicato alcuni mesi fa da Andrea Giuricin per l’Istituto Bruno Leoni:
Secondo Giuricin, “il solo costo politico delle province era di circa 115 milioni di euro nel 2004, saliti a 135 milioni nel 2010”. Ma questa è solo una parte dei risparmi che si potrebbero ottenere dall’abolizione delle province. Infatti, le spese di controllo e amministrazione ammontano a quasi 4 miliardi di euro, di cui poco più di 2 di costo per il personale. Assumendo di riallocare tutti i dipendenti in conseguenza dell’abolizione delle province (ma sapendo che, almeno nel lungo termine, il numero dei dipendenti pubblici potrebbe essere strutturalmente ridotto), si può stimare un risparmio dell’ordine dei 2 miliardi di euro.
Continuando a parlare di cifre, può essere utile ricordare che proprio in questi giorni il governo sta aumentando la tassazione del risparmio dal 12,5 al 20 percento, e quadruplicando l’imposta di bollo sui depositi titoli.
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