Diciotto minuti senza respirare. Record mondiale di apnea
Di admin il 7 febbraio | ore 10 : 12 AM
Gli hanno chiesto “ma come fai a respirare sottacqua” ? Lui ha risposto “non respiro”. Incredibile ma vero, un essere umano è rimasto sott’acqua per 18 minuti senza respirare. Un’impresa oltre i limiti umani. Così almeno si era creduto sino a ieri, quando Gianluca Genoni è riuscito a infrangere, e di larga misura, il record mondiale di apnea statica detenuto da un inglese.
Genoni non è nuovo a prestazioni eccezionali. Due anni fa, a Sharm el Sheik in Egitto, era diventato primatista mondiale di apnea profonda, arrivando a -141 metri. L’attuale successo in apnea statica sottolinea ulteriormente le particolari caratteristiche personali e fa di lui un super-atleta…
Una preparazione costante e fatta di grandi sacrifici, unitamente a una predisposizione naturale fuori dal comune. Solo così ha potuto affrontare situazioni estreme, come quelle rappresentate dalle immersioni alla massima profondità possibile e di più lunga durata

Il giorno del record si è alzato verso le 8. Senza fare colazione, si è diretto nella vasca della piscina. L’atleta si è rilassato e concentrato, cercando di estraniarsi da tutto quello che lo circondava. Questi atleti utilizzano particolari tecniche di Yoga e Training autogeno, grazie alle quali è possibile ottenere un rilassamento mentale e di tutta la muscolatura del corpo. Accanto a lui la compagna Paola Savini, i cronometristi e i medici.
Alle 10.22 ha ossigenato per 10 minuti i polmoni, grazie a una bombola portata ai bordi della piscina. Poi, lentamente, si è disteso con la testa e il corpo in giù sommersi dall’acqua. Nell’immobilità assoluta è iniziata la sfida incredibile al primato. Di tanto in tanto, mentre la tensione saliva alle stelle, tra l’incredulità dei medici e dei cronometristi, la compagna Paola Savini, si accertava che fosse tutto ok toccandolo sulla schiena, Genoni rispondeva alzando leggermente un dito della mano, in modo da non consumare ossigeno prezioso e confermando quindi il suo stato di coscienza.
Un’ovazione liberatoria pochi istanti dopo, quando il cronometro si è fermato sul tempo prima inimmaginabile di 18 minuti, 3 secondi e 69 centesimi e Genoni ha fatto riemergere il capo. Il primato non è stato solo superato; è stato addirittura stracciato con il vantaggio di un minuto, un tempo interminabile in quelle condizioni (provate a guardare per solo un minuto le lancette dell’orologio).
Penso che questo record sia soprattutto positivo per gli esperimenti medici basati sulla resistenza del corpo umano. Certo mi è costato sacrifici. Sconsiglio di fare tali tentativi a chi non ha un’adeguata preparazione; può essere molto pericoloso. Sono assai soddisfatto. Questo il commento dell’uomo pesce.
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