Diabete e depressione: curandoli si evita il declino mentale
Nuovo studio: la demenza può essere evitata
Di Antonella Serra il 10 agosto | ore 08 : 26 AM
Un team di ricercatori francesi ed inglesi dell’Università di Montpellier e dell’Imperial College di Londra, ha evidenziato, con uno studio pubblicato sul British Medical Journal, che curare la depressione e il diabete, e aumentare il consumo di frutta e verdura, porta ad una riduzione del 21% di nuovi casi di demenza. Questo risultato, infatti, può essere ottenuto, diminuendo i casi di patologie legate al colesterolo elevato, ipertensione e obesità. Lo studio è stato condotto su 1.433 anziani, catalogando, per ciascuno di essi altezza, peso, abitudini alimentari, consumo di alcool, di tabacco, livello di istruzione, reddito mensile.
Queste persone sono state esaminate dopo due, quattro, sette anni dall’inizio dello studio, per valutarne i livelli di declino mentale. Perchè come elemento è stato esaminato anche il livello di istruzione? Dalla ricerca è emerso che aumentare i livelli di istruzione potrebbe limitare l’insorgere della demenza. Descriviamo le due patologie che sono legate alla prevenzione delle demenza. La depressione è un disturbo diffusissimo e quindi ben conosciuto tra la popolazione in generale. Sembra che ne soffra circa il 10%-15% della popolazione, con un riscontro maggiore tra le donne. Tra le cause entrano in gioco fattori di tipo psicosociale, ma anche genetico e biologico. La cura per la depressione può essere sia farmacologica che non.
Per quanto riguarda il diabete: è una malattia cronica, caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta ad un’alterata quantità o funzione dell’insulina. L’insulina è un ormone, che ha la responsabilità di consentire al glucosio l’ingresso nelle cellule e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica. Purtroppo quanto questo meccanismo è alterato il glucosio si accumula nel sangue. Esistono due tipi di diabete: il diabete di tipo I e il diabete di tipo II. Il primo sopraggiunge, sopratutto, durante l’adolescenza, mentre il secondo in età adulta. Nel diabete tipo I, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß, del pancreas, che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. Nel diabete di tipo II, la causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas, è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non sono in grado di utilizzarla. Lo studio svolto dai ricercatori francesi e inglesi, apre le porte ad una scoperta molto importante per le persone anziane.
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