Darfur/Arrestato reporter che denunciò condanna a morte bambini. Italians for Darfur fa appello al ministro Frattini per petizione

Di Redazione il 9 novembre | ore 18 : 31 PM


Esteri –

Roma, 9 nov. (Apcom) – “il 3 novembre è stato arrestato dai Servizi di sicurezza e di intelligence sudanesi Jaafar Alsabki Ibrahim, giornalista del Darfur tra i primi a diffondere la notizia della condanna a morte di quattro bambini soldato. Lo ha annunciato la presidente di ‘Italians for Darfur’, Antonella Napoli, intervenendo all’inaugurazione della mostra “Darfur 2010″ allestita nella sala del Cenacolo, nel complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati.

“Al ministro Frattini – ha affermato la presidente di ‘Italians for Darfur’ a margine della mostra dell’Intergruppo parlamentare ‘Italia Darfur’, promosso proprio dall’associazione capofila della campagna per il Sudan – che ringraziamo per l’immediato sostegno alla nostra petizione per chiedere la sospensione della pena di morte per quattro bambini soldato e sei adulti condannati lo scorso 21 ottobre, rivolgiamo l’appello ad adoperarsi anche per chiedere la liberazione di Alsabki, nota firma di ‘Al Sahafa’ importante testata indipendente del Sudan che spesso ha pubblicato inchieste ed editoriali contro il presidente del Sudan Omar Hassan al Bashir”.

“Ci sembra evidente che si tratti dell’ennesimo giro di vite di Khartoum – prosegue la Napoli – nei confronti di attivisti, giornalisti e oppositori del governo di Bashir. Jaafar Alsabki Ibrahim, tra le tante storture del regime sudanese, aveva raccontato che il 21 ottobre il Tribunale Speciale istituito in Darfur aveva condannato a morte dieci persone. tra cui quattro bambini. sulla base di prove ingiuste e non attendibili. Per i presunti minori era stato chiesto dalla difesa un esame medico in grado di stabilire se si trattasse di individui con meno di 18 anni. Di cinque solo due degli imputati – che apparivano palesemente poco più che bambini – sono stati sottoposti a tale esame risultando entrambi positivi. Ma solo uno, affa fine, è stato dichiarato non condannabile alla pena capitale”.

“Appena appresa la notizia – ha sottolineato l’attivista e giornalista che ha lanciato un appello che ha già raccolto 20mila firme – e aver verificato con i nostri referenti locali, tra cui fonti diplomatiche, abbiamo avviato una petizione per fermare, come era già avvenuto lo scorso dicembre per un analogo caso, la mano del boia. Alla mobilitazione da noi promossa hanno dato supporto anche Articolo 21, Amnesty International e altre organizzazioni italiane e internazionali che si battono per i diritti umani”.

“Ora a questa battaglia – conclude la Napoli – si affianca quella per la liberazione di Jaafar e degli altri giornalisti rinchiusi nelle prigioni sudanesi e sottoposti a torture e abusi che non possono e non devono continuare e rimanere impuniti”.

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