Darfur/ Raid aerei nell’anniversario inizio guerra. Organizzazine ha appena pubblicato rapporto annuale sul Darfur

Di Redazione il 26 febbraio | ore 11 : 47 AM


Esteri –

Roma, 26 feb. (TMNews) – Italians for Darfur rende noto che nella zona, dopo 8 anni, si continua a morire e combattere. Oggi, “a otto anni dall’inizio della guerra, in Darfur si continua a morire – dice Italians – E i raid aerei in corso in queste ore rendono ancora più macabro l’anniversario del conflitto che ha causato oltre 300mila morti e quasi 3 milioni di sfollati”.

“I dati contenuti nel Rapporto annuale che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi – sottolinea Antonella Napoli, giornalista e presidente di ‘Italians for Darfur’ – tracciano la drammaticità di una crisi che si è incancrenita e non riesce a trovare soluzione. Anzi peggiora, come testimoniano i bombardamenti che da giovedì colpiscono i gruppi ribelli nel Jebel Marra ma anche la popolazione civile”.

“Lo stesso esercito sudanese, attraverso il portavoce Khalid Al-Sawarmi – prosegue la Napoli – ha annunciato di aver attaccato i guerriglieri, asserragliati nella zona montuosa da sempre roccaforte del Sudan Liberation movement, per aprire un varco e farsi strada nella travagliata regione per riguadagnare il controllo dell’area. Al-Sawarmi ha anche sottolineato che le truppe governative hanno ucciso venticinque ribelli e sequestrato quattro veicoli, subendo la perdita di soli due militari. L’Unamid, la missione delle Nazioni Unite e dell’Unione africana dispiegata in Darfur, ha confermato che i civili coinvolti negli attacchi continuano ad arrivare nei campi profughi nel Nord e nel Sud. In migliaia fuggono dalle violenze che infuriano nella regione”.

“I ribelli del Sudan liberation movement di Minni Minnawi, che ha recentemente rotto l’accordo di pace firmato nel 2006, hanno precisato di aver risposto al fuoco – prosegue la presidente di Italians for Darfur – e di non aver cercato lo scontro con i militari di Khartoum che hanno lanciato un attacco sostenuto da elicotteri e aerei Antonov. Secondo Adam Saleh Abakar, portavoce SLM-MM, sono state inferte pesanti perdite alle truppe regolari e di aver perso solo sei combattenti. Il resto delle vittime, almeno venti persone, sarebbero civili”.

“Questi continui scontri – ha infine ricordato l’africanista e attivista per i diritti umani – – non sono certo un buon preludio ai colloqui di pace che settimana prossima entreremmo nel vivo in Qatar. I mediatori a Doha hanno consegnato martedì scorso al tavolo negoziale le nuove proposte sulle questioni su cui le parti non sono riuscite finora a concordare. Il capo negoziatore Djibril Bassole ha annunciato che sarà presentato un programma di accordo finale entro la fine del mese. La speranza è che non sia l’ennesimo accordo – conclude la Napoli- destinato a rimanere su carta e che si trasformi in un reale cessate il fuoco”.

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