Daniela Santanchè: per il bene del paese ora parla lei

Di Giuseppina Lombardi il 4 giugno | ore 17 : 21 PM


Noi tutti sappiamo bene quanti problemi ci siano in Italia: la disoccupazione, la difficoltà relativa alla gestione dell’enorme numero di immigrati presenti nel nostro paese, la piaga sociale delle violenze sulle donne, provvedere a ridare una casa a tutti coloro che hanno perso tutto a causa del terremoto che ha colpito l’Abruzzo, eppure ultimamente si parla di una sola cosa, giornali, riviste e telegiornali, danno voce a un unico problema: il divorzio di Silvio Berlusconi…

Nel momento in cui Veronica Lario ha gridato di essere stanca dei continui tradimenti del marito, l’Italia è stata sconvolta e rimasta affranta da questa notizia, che ha colpito tutti nel profondo del loro cuore. Berlusconi non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, esprimendo la volontà di tenere la propria vita privata separata dalla sua carica di capo del governo, ma non sono stati della stessa opinione alcuni dei suoi più cari amici…

Flavio Briatore ha definito ineccepibile la condotta del suo amico Silvio durante le famose feste a Villa Certosa e espresso il suo disappunto verso coloro che vedono malizia nei comportamenti del premier, secondo Briatore infatti Berlusconi è un single da molto tempo e anche la moglie si comporta da tale, ormai da anni. Dichiarazioni queste che hanno acceso una vera miccia e suscitato scalpore e curiosità in molti italiani.

Proprio in nome del bene del paese e del suo futuro, a difesa di Silvio Berlusconi è intervenuta anche Daniela Santanchè, che non si è limitata a semplici dichiarazioni, ma è andata oltre, affermando che Berlusconi non è la causa della fine del suo matrimonio, ma solo un uomo che si è rassegnato alla perdita dell’amore della propria moglie, infatti secondo la Santanchè, Veronica Lario avrebbe addirittura un altro compagno da anni e precisamente Alberto Orlandi, capo del servizio di sicurezza di Villa Belvedere a Macherio.

E a chi pensa che le polemiche e gli scoop siano finiti qui, diciamo che si sbaglia di grosso, perchè è proprio di poco tempo fa la notizia che il presunto amante di Veronica Lario si è dichiarato arrabbiato e sorpreso delle dichiarazioni rilasciate dalla Santanchè e le persone a lui vicine lo descrivono come un professionista serio che non permetterebbe mai che la sua vita privata influisca o incida sul suo lavoro, un uomo che vive solo per la figlia e per la famiglia.

Noi non possiamo fare altro che aspettare il seguito di questa che sta diventando una vera e propria telenovelas, e sperare che proprio per il bene del paese e del suo futuro, tanto invocati dalla Santanchè, si smettano di fare dichiarazioni che riguardano il puro gossip e si torni a parlare di altro e precisamente di quelli che sono i veri problemi che affliggono l’Italia e di cui bisogna preoccuparsi seriamente.

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3 Commenti

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  2. gianni tirelli, 1 anno fa

    LETTERA APERTA A CONCITA DE GREGORIO “La rabbia dal profondo”

    Cara e dolce Concita, l’improvvido esercizio volto a spiegare l’evidenza e l’incontestabilità dei fatti, non solo non paga e mortifica la verità ma, rischia di trasfigurare la realtà in mistificazione e la vittima in carnefice. Alla luce degli ultimi, ennesimi e inauditi avvenimenti, Berlusconi e cricca dovrebbero rassegnare, seduta stante, le loro dimissioni e calarsi in un dignitoso e tombale silenzio. Questi signori, diversamente e contro ogni logica e ragionevolezza, attaccano e aggrediscono con violenza ancora maggiore, compatti, determinati e, certi che, la già sperimentata diabolica strategia mediatica della delegittimazione e della diffamazione, produrranno i loro frutti velenosi.
    E’ inaccettabile e incomprensibile che lei, cara Concita De Gregorio, permetta ancora a questa gente (nello specifico, Daniela Santanchè e Paolo Liguori), di offendere la sua onorabilità, intelligenza e onestà intellettuale e si presti (come chi dubita di se), ad essere interrotta, irrisa e zittita, dallo scomposto e fastidioso starnazzare di un oca isterica in menopausa e dalla tronfia ostentazione di superiorità di un cretino.
    Lei non può pensare e, davvero credere (almeno in questa circostanza eccezionale) che il suo argomentare sereno, non pregiudiziale e composto, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore. E’ un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata, come un atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica e improduttiva pratica relazionale che, in breve, accomuna tutti gli esponenti dell’opposizione. Non voglio credere, neppure per un secondo che, nessun moto di sana rabbia, abbia mai pervaso il suo cuore e che il suo carattere, sia a tal punto conciliante e docile, da impedirle un qualsiasi sussulto di orgoglio e di amor proprio. Il sentimento di rabbia, non è un’invenzione dell’uomo, ma un atto dovuto; un’estrema e opportuna risorsa di umana ribellione, di fronte ai sistematici e volgari attacchi dell’uomo corrotto.
    Lei questa rabbia ce la deve! La deve a me, a tutti i suoi lettori e, in modo particolare, a tutte quelle donne, per la dignità delle quali, lei si batte da sempre con impegno, dispendio di energie e vera solidarietà. E’ finito il tempo della buona educazione e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e. in un certo senso, offesi, proprio in ragione del loro basso livello culturale e di consapevolezza. Un tipico complesso di inferiorità indotto dall’atteggiamento di una sinistra supponente e salottiera, poco propensa a confrontarsi (anche turandosi il naso) sul terreno degli altri. Nel berlusconismo, contrariamente, molti italiani trovano conforto alla loro parte peggiore e più nascosta, sentendosi (almeno riguardo a questo), pienamente rappresentati e riabilitati dalla loro condizione di emarginazione socio-culturale. Come in certe regioni italiane dove, in mancanza di alternative, la mafia diventa, paradossalmente, motivo di orgoglio.
    Volere giustificare gli italiani per la loro incapacità di discernimento e di una oggettiva comprensione e valutazione degli avvenimenti, è l’ultimo dei miei pensieri e fantasie. Le loro responsabilità sono gravissime, imperdonabili e conclamate ma, certe attenuanti relative alla barbara campagna di disinformazione di mistificazione, di plagio e omologazione perpetrata in questi ultimi 15 anni dalla televisione commerciale, nello specifico ruolo di Grande Diseducatore, andrebbero (per amor di verità) considerate, in quanto reali e non opinabili. Unico caso nella storia delle democrazie occidentali.
    Per tanto, dolce Concita, disertiamo la sterile, inconcludente indignazione, per rovesciare, come un’onda anomala, su questa banda di cialtroni e impostori, tutta la nostra rabbia e ribellione. E’ questo l’atteggiamento che gli italiani, confusi, rassegnati e intorpiditi dalle subdole lusinghe del berlusconismo, aspettano, a buon diritto, da tempo immemorabile. Un certo vittimismo della sinistra e un’antiberlusconismo inconsistente e fatuo, hanno concorso al prolungarsi di questa incredibile situazione tutta italiana e a consolidarla nel tempo.
    Dunque, cara Concita: “ Che rabbia sia!” Ci sentiremo tutti molto meglio, liberati dal peso di quella frustrazione da impotenza che ci ha indeboliti, castrati e umiliati. Al punto tale (in particolari momenti di sconforto), di accettare la realtà dei fatti, come la suprema volontà di un tragico destino.

    Gianni Tirelli

  3. Franco Marta, 1 anno fa

    Il cavakiere nero, oggi, il Bettino, ieri, sono proprio “il peggio della vita”. Non è giusto riportare, un Ordine che s’è fatto Potere, nel giusto ambito costituzionale! E’ giusto che una categoria di impiegati dello Stato, peraltro, non resposabili d’ogni loro atto, vogliano assurgere al ruolo di Potere e legiferare e tenere sotto scacco il Parlamento eletto dal popolo ed impedire, con ogni mezzo al governo di governare. Se tutto ciò è giusto, chi fece negli anni 90 il golp mediatico giudiziario, che procedano nella prpria “giusta” opera e “guai ai vinti!”. Franco Marta


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