Dalla Cina i computer con filtro censura
Di AlessandraBattistini il 27 giugno | ore 13 : 36 PM
Dalla foto si vede una famiglia cinese che ride mentre usa il computer, ma c’è poco da ridere con quanto ha intenzione di mettere in pratica il Governo Cinese. Il governo ha annunciato a tutti i produttori di computer mondiali, che a partire dalla prima settimana di Luglio, tutti i computer che destinati al mercato cinese, dovranno essere assolutamente predisposti nativamente di un software che impedisca l’accesso ai siti Internet vietati dal regime.
Sono due le opzioni che sono state messe a disposizine dei produttori di computer. La prima è quella di installare il programma di default nel sistema operativo dei computer e venderlo insieme ai PC; la seconda è quella di fornire con il PC il CD del software con l’indicazione di installazione obbligatorio per i clienti del regime cinese; o ancora la terza alternativa possibile è quella di non sottostare al governo Cinese e rinunciare quindi all’importazione dei computer in Cina.
Secondo i manager dell’industria hardware / software mondiale, però, a seguito di un esame approfondito del software scelto dal Governo (un semplice linked di IP al database contenente tutti i siti bannati), l’installazione di questo sui PC potrebbe portare a sicuri malfunzionamenti dei computer e soprattutto maggiormente vulnerabile agli attacchi virus esterni.
Inoltre, non è stato considerato che un utente più esperto ci metterebbe solo pochi click per abolire i contenuti bloccati e renderli visibili. Il detentore maggiore della fetta di mercato cinese per la vendita dei computer è Hewlett-Packard, azienda americana, che ha dichiarato di essere in contatto continuo con il Governo del Paese per cercare di organizzare una tavola rotonda, e studiare meglio la questione, in modo tale da trovare a monte un software in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori dal punto di vista della privacy e della sicurezza, ed allo stesso tempo, osservare le limitazioni del Governo.
Con questa mossa, sicuramente la democrazia del web viene a cadere, infatti il regime cinese avrà tra le mani uno strumento molto potente per restringere le attività on line degli utenti locali. Secondo i rappresentanti del Governo cinese: “lo scopo dell’iniziativa è quello di proteggere i giovani da contenuti web pericolosi”. Una dichiarazione alquanto ambigua. Secondo Jinhui Computer System Engineering Co., sviluppatrice e distributrice del software scelto dal governo di Pechino, il programma “Green Dam-Youth Escort” (questo è il nome in codice), serve per tutelare in primis dalla pornografia e poi dalle idee terroristiche. Un modo certamente dicutibile per decidere le sorti di tutti gli utenti Cinesi.
Ringraziamo TuttoNotebook per questo articolo sul fitro censura sui computer
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