Dalla camorra al mancato arresto: tutta la vicenda Cosentino
Accusato di collusione con la camorra il deputato del Pdl è stato "salvato" oggi alla camera, spaccatura nella Lega.
Di Salvatore Giambelluca il 12 gennaio | ore 16 : 48 PM
La Camera ha bocciato con voto a scrutinio segreto chiesto dal Pdl, la richiesta di arresto nei confronti del deputato Nicola Cosentino con 309 no e 298 sì.
Indagato per collusione con la camorra. La magistratura di Napoli aveva chiesto alla Camera dei deputati di autorizzare l’arresto dell’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, deputato del Pdl, indagato per corruzione ed altri reati in un’inchiesta sulle collusioni tra camorra e politica. Da quanto apprende l’Ansa la richiesta è in corso di notifica alla presidenza della Camera.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Cosentino è stata firmata dal gip Egle Pilla, su richiesta dei pubblici ministeri Antonio Ardituro, Francesco Curcio e Henry John Woodcock – quest’ultimo applicato per questa inchiesta alla Direzione distrettuale antimafia. Secondo quanto si apprende l’inchiesta riguarda vicende di infiltrazioni del clan dei Casalesi nella pubblica amministrazione ed in particolare tra ex amministratori del comune di Casal di Principe dove il clan ha la sua roccaforte.
La spaccatura della Lega. In un primo momento la Lega Nord aveva detto sì all’arresto di Nicola Cosentino. «Noi della Lega crediamo sia un’azione giusta ed onesta da compiere.» Aveva dichiarato l’onorevole leghista Roberto Maroni qualche giorno fa. Dopo una cena con Berlusconi però, il capo della Lega – Umberto Bossi – dichiara: «Lascio libertà di coscienza, nelle carte non c’è nulla». «Quando si tratta di arresti, bisogna stare tranquilli» ha aggiunto il Senatur.
Dimissioni. Nicola Cosentino non sa ancora se si dimetterà da coordinatore campano del Pdl: «Sentirò nelle prossime ore i vertici del partito a livello locale e nazionale». Così risponde Nicola Cosentino dopo il voto sul suo arresto. «È mia intenzione liberarmi di questa responsabilità politica e difendermi nel processo dalle accuse infamanti che mi sono rivolte».
- Le parole dopo il voto
Maroni: «Non ho condiviso la posizione di lasciare libertà di voto. Io ero favorevole all’arresto. Ma non c’é nessun disaccordo con Bossi”, così Roberto Maroni commenta il no dell’Aula all’arresto di Cosentino.»
L’elettorato della Lega capirà? «Non lo so, io ho ricevuto molti messaggi negativi su questa posizione», continua l’ex ministro dell’Interno. Poi, aggiunge: «ho ricevuto molti messaggi di apprezzamento per la posizione di chiarezza che ho espresso. Io non ho cambiato idea».
Bersani: «Ora sta alla Lega spiegare il risultato. Così facendo Bersani mette in evidenza il dato politico della giornata, il cambiamento maturato nel giro di poche ore tra le fila del Carroccio, che 48 ore fa in sede di giunta per le autorizzazioni votava convinta per l’arresto e ieri sera ha lasciato liberta’ di coscienza sul voto definitivo. Un voltafaccia che ha contribuito al risultato della votazione, a scrutinio segreto, in Aula.
Berlusconi: «Non è che io ho convinto Bossi, è che le cose erano di per sè convincenti perchè il fumus persecutionis era chiaro”, afferma Silvio Berlusconi.»
Bocchino: «Ovviamente non c’è alcun nesso tra la decisione della Consulta e quella dell’Aula, entrambe sono pienamente legittime, ma ho l’impressione che l’indignazione popolare contro le istituzioni sarà fortissima perchè esse appaiono capaci di difendere l’indifendibile, sia il Porcellum o l’impunità di un deputato”, afferma Italo Bocchino, vicepresidente di Futuro e Libertà.»
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