Crisi/ Mse:Si riparte con i tavoli. Agenda fitta, la prima Agile. Il 15 Termini Imerese. Tripoli: Nessun vuoto politico

Di Redazione il 2 settembre | ore 15 : 29 PM


Economia interna –

Roma, 2 set. (Apcom) – Archiviata la pausa estiva, le crisi aziendali tornano in primo piano con tutto il loro peso. E il calendario al ministero dello Sviluppo economico si preannuncia fitto di incontri, mentre aumenta il pressing sul premier per la nomina del successore a Claudio Scajola dimessosi ormai 4 mesi fa. L’agenda dei tavoli toccherà tutti i settori produttivi senza sconti per nessuno, dalla componentistica per auto alla ceramica, dalle apparecchiature elettriche alle tlc. Guardando solo all’agenda dal 7 al 23 settembre i dipendenti coinvolti dalle aziende in crisi sono circa 14mila. Ad aprire i lavori, martedì 7, sarà il caso Agile, ex-Eutelia, azienda in amministrazione straordinaria con 1.900 lavoratori. Subito dopo, l’8 settembre sarà la volta della componentistica per auto con il caso della Oerlikon-Graziano di Ferrara.

Il 13 si discuterà della Ideal Standard, azienda arriva nella ceramica con due aziende, una in Lombardia e una in Friuli, il 15 sarà il giorno non solo dello stabilimento Fiat di Termini Imerese per il quale Invitalia presenterà una short list al Ministero, ma anche della Nuova Pansac di Venezia con 950 dipendenti, azienda chimica. Il 17 ci sarà il tavolo della ex-Jabill di Bergamo gruppo di apparecchiature elettriche, il 20 quello della Videocon, azienda di Itc, il 22 la Micron Numonix, azienda di microelettronica, il 23 la Merc-Shering, multinazionale del farmaco alle prese con la crisi del settore che sta portando a un pesante processo di razionalizzazione.

Ma tra le situazioni più preoccupanti – spiega ad Apcom Giuseppe Tripoli – capo del Dipartimento Impresa ed Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo economico “ci sono tavoli che riguardano la Antonio Merloni, la Burani, la Legler, la Vinyls, la Caffaro, la Indesit, l’Itierre. Queste sono le situazioni più urgenti e più significative”.

“Queste – aggiunge Tripoli – sono in amministrazione straordinaria e i commissari hanno continuato a lavorare per presentare un piano che in alcuni casi devono ancora illustrare o portando avanti il piano se è già presentato o procedendo con i bandi nel caso si debba vendere. Queste sono le situazioni più rilevanti. Dopo di che i tavoli sono diversi, riguardano tante aziende, sono quei 170 tavoli che riguardano imprese non in amministrazione straordinaria ma comunque in difficoltà. Quindi ci si vede con i sindacati, con gli enti territoriali per trovare dei percorsi di uscita dalla crisi”.

“Sono situazioni sostanzialmente di aziende che si trovano in difficoltà che devono da un lato ripensare la loro strategia aziendale e dall’altro affrontare spesso un percorso che ha anche conseguenze sul lato dell’occupazione”, aggiunge Tripoli. Quello che tuttavia il capo Dipartimento tiene a sottolineare è che nonostante l’assenza del ministro, le aziende non sono lasciate sole: “non c’è – dice – un vuoto politico”. “Qui – spiega – c’è uno staff che ha continuato a lavorare in questi mesi, un’attenzione diretta del sottosegretario Saglia che gli è stata richiesta dal presidente Berlusconi su questi tavoli. I passaggi più delicati, quelli che riguardano le amministrazioni straordinarie li vede sempre il sottosegretario Letta che li porta all’attenzione di Berlusconi. Quindi non c’è un vuoto politico, e sulle situazioni più delicate c’è sempre il confronto con la presidenza del consiglio”. (segue)

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