Crimini Accettati

Di Fulvio DAmico il 23 luglio | ore 19 : 07 PM


Gli economisti sono esperti nelle questioni concernenti gli affari, ma non sono abituati a considerarle dal punto di vista della rilevanza penale, d’altra parte la maggior parte dei sociologi prende in considerazione la criminalità, ma non quella che è propria del mondo economico

Con queste parole esordiva già nel 1939 il sociologo – criminologo Edwin Sutherland, all’interno del suo testo “Il crimine dei colletti bianchi”. Con tale espressione, si suole indicare quel particolare genere di reati, quasi sempre sottovalutati e impuniti, commessi da esponenti della borghesia delle professioni, da leader della politica e dell’economia.

Praticamente terreno fertile per le organizzazioni criminali di stampo mafioso. Proprio per la loro simbiosi con la Società in cui tali reati vengono commessi. Perché non dimentichiamo che le mafie si differenziano dalle semplici organizzazioni criminali proprio per il loro forte potere sociale.

Per la commissione dei reati economici sono necessari tre elementi fondamentali: possibilità di commetterli e rinuncia di un problema da risolvere per ottenere l’approvazione di un gruppo; la competenza su come violare la legge; la possibilità da parte degli autori del reato di addurre spiegazioni accettabili che ne giustifichino il comportamento.

Il crimine economico o crimine imprenditoriale si qualifica quindi come un comportamento illecito adottato da soggetti che operano internamente ad una organizzazione legittima, tipicamente un’impresa, in congruità con gli obbiettivi di questa (Schrager,  Short 1977).

Tre sono le caratteristiche salienti emerse nel corso degli studi su tali tipi di reati. La criminalità dei colletti bianchi è assassina, nel senso che spesso le conseguenze dei reati sono devastanti non meno di quanto avviene con la violenza personale. La criminalità dei colletti bianchi tende naturalmente a nascondersi, a mimetizzarsi, a camuffarsi. La criminalità dei colletti bianchi è impunita, anche perché misconosciuta e nonostante sia spesso assassina.

Tutte queste tre peculiarità affondano le proprie radici nell’accettazione di tale tipologia di reato in ampi strati del contesto sociale. Corruzione, riciclaggio, evasione, truffe, sono solo alcuni dei crimini commessi con l’ausilio ed il benestare della collettività moderna.

Infatti, non vi è truffa senza alcuna imprudenza del truffato, non vi è corruzione senza responsabilità del corrotto, non vi è riciclaggio senza una sprovveduta acquisizione di capitali illeciti, non vi è evasione senza una minima omissione di regolarità finanziarie.

Vi è quindi un concorso di colpa. Un tacito accordo di accettazione, anzi quasi un’ammirazione verso chi esercita tali tipi di pratiche criminali.  Siamo sempre alle solite. E’ davvero ora di cambiare. Dal basso.

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