Cresci Italia
Di Federico Catani il 30 dicembre | ore 16 : 27 PM
Finora abbiamo varato norme dovute, da oggi passiamo agli atti voluti
Così si è espresso il Presidente del Consiglio Mario Monti durante la conferenza stampa di fine anno in cui ha voluto annunciare l’avvio di una “fase due” del suo programma economico per l’Italia. Parlando per oltre due ore e mezzo davanti a decine di giornalisti, Monti ha suggerito ai cronisti di chiamare le misure che saranno prese con il nome di misure “Cresci Italia”, perché volte a incentivare la crescita e lo sviluppo del Paese. Tuttavia, pur parlando genericamente di liberalizzazioni, interventi in materia di concorrenza, riforme del mercato del lavoro e ammortizzatori sociali, il premier non ha aggiunto granché a quel che già si sapeva, lasciando così gli italiani nel dubbio sulle concrete prossime mosse dell’esecutivo.
Una cosa però è certa: i tempi di attuazione delle nuove misure saranno rapidi, visto che l’Europa fa pressioni. Il professore ha comunque promesso che è intenzionato a evitare tensioni sociali e dunque cercherà la concertazione con i sindacati, che già ha rassicurato e avvertito allo stesso tempo, dichiarando che, sebbene non si possa ricorrere a larghezza finanziaria, l’equità sarà garantita, così come il consolidamento dei conti pubblici. Ma in merito ai singoli provvedimenti, il capo del governo non ha fornito alcuna anticipazione, limitandosi a promettere, tra le misure per stimolare la crescita, interventi per cercare di sanare il ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Così, la maggior parte della conferenza stampa è stata incentrata sulla difesa della manovra “Salva Italia” da poco varata. Il premier ha cercato di rassicurare i cittadini e si è detto persino stupito della popolarità di cui gode il governo, segno evidente, secondo il professore, che gli italiani hanno ben compreso che i sacrifici occorrono per il bene del Paese.
Malgrado la convinzione di aver fatto un buon lavoro nelle scorse settimane e di essere in procinto di fare altrettanto nelle prossime, Monti non ha comunque nascosto che la situazione rimane difficile. Per questo motivo, ha lanciato una proposta all’Europa: “È essenziale la disciplina di bilancio e ogni meccanismo per renderne sicura e credibile l’applicazione ci va bene – ha sottolineato il premier – a condizione che sia integrato in una politica economica europea complessiva che abbia maggiori risorse per far uscire l’area euro dalla difficoltà e promuova la crescita con una più stretta integrazione dei mercati”.
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