Cos’è la P4?

Di Paolo Gallazzi il 20 giugno | ore 15 : 08 PM


Luigi Bisignani

Luigi Bisignani

Un nuovo filone d’indagine è stato aperto nell’ambito dell’inchiesta sulla così detta P4. I pubblici ministeri Henry John Woodcock e Francesco Curcio hanno infatti trasmesso ai colleghi della procura di Roma gli atti relativi alle presunte ingerenze nell’attività istituzionale della società segreta messa in piedi dal facceniere Luigi Bisignani e dal senatore del Pdl Alfonso papa.
Intanto oggi Bisignani verrà ascoltato dal gip Luigi Giordano per l’interrogatorio di garanzia, mentre mercoledì prenderà avvio l’esame della domanda di autorizzazione all’arresto per il senatore pidiellino Alfonso Papa.

Dagli incartamenti emerge come il dirigente ed il parlamentare avrebbero costruito una fitta rete di relazioni, attraverso le quali sarebbero stati in grado di condizionare diversi livelli della vita pubblica ed a influire sugli apparati dell’intelligence e delle forze di polizia. Le indagini stanno inoltre rivelando il ruolo chiave di Bisignani come punto di riferimento per i vertici amministrativi delle società statali Eni, Enel e Poste Italiane.

Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire che cosa sia esattamente quella che viene attualmente definita come P4.
Una perfetta via di mezzo tra le società segrete che l’avrebbero preceduta nella storia recente del nostro Paese e dalle quali trarrebbe ispirazione, la P2 e la P3.
Di sicuro non vasta ed efferata quanto la P2 di Licio Gelli ma neanche un “circolo di pensionati” millantatori come la P3 di Carboni, Lombardi e Martino. Quali sarebbero allora le attività e la portata delle operazioni compiute dalla P4? Innanzitutto non parliamo, in questo caso, di uno “Stato parallelo”, come fu per la P2, ma di una sorta di “organismo supervisore” dell’attività statale, in grado di intervenire condizionando le scelte degli organi istituzionali, manipolando nomine, appalti e finanziamenti attraverso la gestione di dossier segreti.

La P4 sarebbe quindi una vera e propria società segreta, proibita dal secondo comma dell’art. 18 della Costituzione (“Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici anche mediante organizzazioni di carattere militare”). Bisignani, Papa, il sottuficiale dei Carabinieri Enrico La Monica, l’assistente della Polizia di Stato Giuseppe Nuzzo e probabilmente altri esponenti delle forze dell’ordine, stando all’impianto accusatorio, avrebbero svolto “attività dirette ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale. I suoi membri sono soggetti formalmente estranei alle Istituzioni pubbliche e alla pubblica amministrazione e soggetti espressione delle Istituzioni dello Stato come parlamentari della Repubblica, appartenenti alle forze dell’ordine e faccendieri”.

Secondo a quanto emerso nel corso delle indagini la “società” lavorerebbe in due modi. Attraverso l’acquisizione di dati secretati e riservati riguardanti procedimenti penali particolarmente delicati oppure ottenendo informazioni sensibili relative ad esponenti dei vertici delle istituzioni. Una volta in possesso di tali dati avrebbe potuto “rivenderli” in cambio di favori, come ad esempio la nomina di una persona fidata ad una carica nell’amministrazione pubblica.

Ma c’è di più. Dagli interrogatori ed dalle intercettazioni si starebbe delineando il ruolo di Bisignani ed i suoi agganci con Enti statali e personalità politiche.
Luigi Bisignani è titolare di una società, la Ilte. Questa ha legami con l’Eni, per la quale cura la stampa della rivista aziendale. Con Poste Italiane ha creato una società, la Postel, che ha ottenuto la gestione della stampa delle bollette. Naturalmente ora è in corso di accertamento la regolarità con la quale questi appalti siano stati concessi e se ciò non nasconda in realtà una forma di finanziamento occulto.

Ma i rapporti tra Luigi Bisignani e le Aziende pubbliche non si esauriscono qui. Il faccendiere avrebbe “orientato” per mezzo di indicazioni personali quasi tutti i contratti siglati da Eni ed Enel, soprattutto in materia di pubblicità e sponsorizzazioni. Lo stesso Bisignani sarebbe poi stato in trattativa per un immobile, in piazza del Parlamento, del valore di 100 mila euro con la Presidenza del Consiglio. L’affare è poi saltato probabilmente proprio a causa dell’avvio dell’inchiesta a carico dello stesso Bisignani.

Anche la Rai risulta essere tra gli interessi dell’ex giornalista. E’ ormai appurato che Luigi Bisignani fosse il direttore generale “ombra” dell’Azienda. “Mi interessavo delle vicende televisive perché sono sempre stato convinto che Masi non fosse la persona giusta per quel ruolo”, sono le sue stesse parole. E nelle intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, con l’ex direttore Rai si ascolta inequivocabilmente Bisignani rivelare notizie relative all’inchiesta di Trani sulle presunte pressioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sui componenti dell’Agcom con lo scopo di ottenere la chiusura del programma Annozero di Michele Santoro.

Secondo alcune indiscrezioni pare che fosse addirittura stato messo in atto un piano per discriminare il pm di Milano Ilda Boccassini. La Procura di Napoli avrebbe intercettato una conversazione tra Bisignani e la deputata del Pdl Michela Biancofiore. I due parlano di una rissa avvenuta all’interno di una discoteca di Ischia nel 1997 e nella quale fu coinvolto uno dei figli della Boccassini. Il giorno successivo, ad Arcore, i principali direttori delle testate vicine a Berlusconi si incontrano e meno di una settimana dopo escono i primi titoli sui “fatti di Ischia” ed i servizi giornalistici ipotizzano pressioni da parte del procuratore aggiunto di Milano per evitare ripercussioni giudiziarie al primogenito. La Biancofiore nega qualunque coinvolgimento nella vicenda, sostenendo di non avere nessuna influenza sui direttori dei quotidiani berlusconiani e che la conversazione con Bisignani non fosse nient’altro che gossip.

Questa potrebbe tuttavia essere solamente la punta dell’iceberg. Con l’interrogatorio di oggi Bisignani, che ha mostrato l’intenzione di voler rispondere alle domande, avrebbe l’opportunità di fare nomi di persone pubbliche di rilievo ed allargare ulteriormente l’inchiesta. Vedremo quindi se l’indagine farà un balzo in avanti, con le dichiarazioni del faccendiere considerato uno degli uomini più potenti d’Italia, oppure se l’accusa perderà di consistenza dato che, per il momento, il reato associativo è stato escluso dal giudice per le indagini preliminari.

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Un Commento

  1. Franco Marta, 10 meses fa Replica

    Se veramente il Bisi ed il Papa sono la P4, allora coloro che nel 92, sul Panfilo inglese Brtannia, tramarono contro le Istituzioni democratiche ( Poi demolite nel 93) che P furono?


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