Cosa c’entrano le sigarette con le pensioni
Il decreto aumenta il prezzo delle sigarette per finanziare contributi pensionistici per lavoratori precoci e "esodati".
Di Salvatore Giambelluca il 26 gennaio | ore 10 : 26 AM
Sarà un rincaro delle sigarette a finanziare il pensionamento dei lavoratori «esodati», termine per definire coloro che hanno firmato accordi di uscita anticipata dall’impiego in vista del pensionamento, ma che la riforma previdenziale del decreto «salva Italia» ha collocato in un limbo: niente salario o stipendio, e niente pensione.
Il decreto Milleproroghe. La norma che riguarda i lavoratori esodati, quelli cioè che avevano accettato di lasciare l’azienda in crisi pensando di poter andare in pensione entro pochi mesi, mentre la riforma previdenziale li lascia ora senza pensione e senza lavoro. La nuova versione del Milleproroghe restringe la platea di coloro a cui verranno accordate le vecchie regole previdenziali. La norma approvata pone precisi limiti temporali. Le vecchie regole previdenziali varranno solo per chi ha risolto effettivamente il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011, e non per chi ha sottoscritto l’accordo entro fine anno, ma ha previsto l’uscita effettiva dopo tale scadenza.
L’aumento delle sigarette. Per finanziare le pensioni, abolito l’aumento dei contributi previdenziali degli autonomi e stabilito un ritocco all’insù del prezzo delle sigarette, che verrà utilizzato come nuova copertura per le misure che riguardano i lavoratori precoci ed esodati.
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