Come sarà Twitter nel 2012

Il social network crescerà ancora e punterà sulla pubblicità.

Di Salvatore Giambelluca il 28 dicembre | ore 12 : 30 PM


Il 2011 è stato l’anno di Twitter. Il social network che ha guidato le porteste per le strade in Egitto, Yemen e Tunisia. Senza dimenticare il nostro Bel Paese con le dimissioni da Presidente del Consiglio di Silvio Berlusconi prima annunciate sulla Rete e poi confermate il giorno dopo.

La crescita di Twitter in Italia negli ultimi mesi è stata spaventosa, grazie anche all’aiuto delle cosiddette «Tweetstar» che hanno  sdoganato il social network attraverso mezzi più tradizionali come televisione e giornali, Twitter oggi in Italia può contare oggi su oltre 2.5 milioni di utenti.

Advertising. Secondo eMarketer, Twitter nel 2012 crescerà ancora. Il sito di informazioni sul marketing digitale calcola che Twitter avrà 259,9 milioni dollari di ricavi nel 2012, 86,3% in più del 2011. Debra Aho Williamson, l’autore del rapporto, ha scritto che anche se Twitter ha un pubblico più piccolo di rispetto a Facebook, gli annunci di Twitter in alcuni casi potrebbero superare quelli di Facebook.

Promuovere i tweet. Capita già oggi di vedere i cosiddetti “tweet promossi, temi trend e profili raccomandati”. Prodotti promossi, che è il nome del servizio, hanno prestazioni molto simili a AdWords di Google, vale a dire, ogni inserzionista che ha una carta di credito può assumere pubblicità (quando è disponibile per tutti). Anche se Twitter al momento non offra molta trasparenza su questo stumento di advertising, la EA nel Regno Unito ha deciso di rafforzare la pubblicità fino al 11%, visto il grande successo della promozione per alcuni titoli come Fifa 12, molto pubblicizzato sul Social Network.

Quanto costa promuovere un tweet? Anche se non si conoscono le cifre ufficiali, secondo un rapporto del Wall Street Journal, gli inserzionisti spenderebbero oltre 100.000 dollari per gli annunci, pur essendo questi ultimi ancora in fase di test e, pertanto, ad appannaggio di pochi utenti (più di 30 “grandi marchi”). Inoltre circa l’80% dei marchi che partecipa alla fase di test acquistando annunci, sta ripetendo questa scelta.

(photo GettyImages)

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2 Commenti

  1. paolo c, 4 meses fa Replica

    non credo che le realtà rapprensentate da twitter come dai nostrani telegiornali abbiamo raccontato veramente cosa sia veramente successo in quei paesi…. quelle rivolte sono finte, montate ad arte dagli occidentali per accapparrarsi le ricchezze di quei paesi … il vero social network libero non esiste perchè, se avesse proseliti così numerosi, sarebbe oscurato in un battibaleno… il fatto che resista è indice solo di una cosa: racconta ciò che fa comodo a qualcuno.

  2. Giacomo Montana, 4 meses fa Replica

    Il problema delle verità monche o distorte a piacimento di qualcuno esiste. Verosimilmente le realtà non vengono mai annunciate integralmente, troppo spesso subiscono dei super filtri, perché la verità tutta intera è improponibile alla società contemporanea la quale si sdegnerebbe una infinità di volte in più di come oggi accade! Oggigiorno anche cercando con il lanternino tra i comunicatori di massa (tv, giornali, internet, dibattiti pubblici) diviene sempre più impossibile trovare traccia di qualcuno che realmente serve la verità completa e incontaminata da tagli o distorsioni


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