Champions League: Manchester United annichilito, il Barcellona è campione d’Europa

Di Michele Furlan il 29 maggio | ore 00 : 00 AM


Doveva essere la finale dei sogni e di fatto lo è stata. Il Barcellona di Josep Guardiola spazza via un Manchester United troppo timido per essere vero e solleva al cielo di Londra la quarta Champions League della sua storia (le altre nel 1992, 2006 e 2009), la seconda da quando in panchina siede l’ex regista blaugrana. Il risultato maturato nel perfetto terreno dello stadio di Wembley è un 3-1 senza appello, firmato dalle reti di Pedro, dal momentaneo pareggio di Rooney e dai capolavori di Leo Messi e David Villa. La ciliegina sulla torta è stato il gesto capolavoro della consegna della fascia di capitano ad Eric Abidal, giocatore vittima qualche mese fa di una grave operazione per tumore al fegato. Il terzino transalpino ha potuto così sollevare la coppa da protagonista. Un pensiero va anche agli sconfitti: il Manchester United di sir Alex Ferguson rimane una squadra modello per il calcio europeo ma questa volta perdere fa ancora più male. Come a Roma nel 2009 il tecnico scozzese non è riuscito ad imbrigliare lo splendido calcio di Guardiola e non è riuscito ad eguagliare Bob Paisley che è l’unico allenatore che è stato capace di vincere per 3 volte il trofeo (con il Liverpool a cavallo tra gli anni 70 ed 80).

Nel ‘tempio’ di Wembley (che per la prima volta ospita questa manifestazione dopo la sua costruzione) Barcellona e Manchester United si affrontano per determinare chi sarà la squadra vincitrice della 56esima Coppa dei Campioni o Champions League. Le motivazioni sono differenti. I blaugrana di Guardiola vogliono dimostrare di essere veramente una delle squadre più vincenti della storia del calcio e per farlo devono imporsi (nuovamente) anche in Europa. I ‘Red Devils’ di sir Alex Ferguson sono imbottiti di vecchie glorie (Van Der Sar, Ferdinand, Giggs, Owen, Scholes) che proveranno uno degli ultimi assalti alla ‘coppa dalle grandi orecchie’.

Il manager scozzese schiera il suo Manchester United con un 4-4-2 molto coperto, più votato al contenimento che all’offesa. In porta c’è Van Der Sar; difesa formata da Fabio, Vidic, Ferdinand ed Evra; centrocampo con Carrick e Giggs centrali e Valencia e Park Ji-Sung sulle fasce; coppia d’attacco formata da Hernandez e Rooney. Pep Guardiola risponde con il consueto 4-3-3 lasciando clamorosamente Puyol in panchina. Victor Valdes è tra i pali; difesa con Dani Alves ed Abidal laterali e coppia di centrali formata da Piquè e Mascherano; linea mediana con Iniesta, Busquets e Xavi e tridente composto da Messi, Villa e Pedro. Arbitra l’ungherese Viktor Kassai, 35enne agente di viaggio, internazionale dal 2003.

La partita inizia esattamente come 2 anni fa a Roma. Il Manchester United sembra padrone del gioco tanto da presentarsi più volte in maniera pericolosa dalle parti di Victor Valdes. Il portiere catalano e i suoi due centrali di difesa però fanno buona guardia. La squadra di Guardiola, subito lo spavento iniziale, comincia a giocare come sa. Possesso palla (percentuale intorno al 65%), triangoli corti e verticalizzazioni improvvise che fanno venire il mal di testa allo United, che non riesce più a superare la metà campo. Pedro al 15′ e Villa al 20′ vanno vicini al goal, che viene rinviato anche da due chiusure prima di Vidic e poi di Ferdinand. Al 27′ però il Barcellona passa. Messi dialoga con Xavi al limite dell’area, il regista spagnolo trova l’imbucata sulla destra che manda fuori tempo Evra e concede a Pedro di segnare indisturbato l’1-0 blaugrana. Tuttavia la partita non finisce qui, come si potrebbe pensare. Alla prima grande occasione, il Manchester United trova il pareggio. E’ il 34′, Rooney approfitta di una rimessa laterale battuta malamente da Abidal per chiudere due triangoli (con Carrick e Giggs) prima di calciare a rete per l’1-1. Il pareggio sveglia il Barcellona che torna all’attacco. Tuttavia non ci sono azioni degne di nota fino al 45′, quando Kassai manda le due squadre al riposo.

Nella ripresa il Barcellona comincia con un piglio differente, molto più determinato del Manchester United. Al 54′ ci pensa Lionel Messi a ‘spaccare’ in due la partita. Iniesta lo libera al limite dell’area e lui di sinistro fulmina Van Der Sar che, per la verità, non pare affatto impeccabile ed esente da colpe in questa occasione. Il Barça comunque va sul 2-1 e continua a spingere. Al 62′ e 65′ il portiere olandese di Ferguson riesce a salvare il risultato, ma poco dopo non può nulla sul perfetto destro a rientrare di David Villa che vale il 3-1 e chiude la partita. Ferguson aveva appena giocato la carta Nani al posto di Fabio: un esterno offensivo per un difensore. La partita diventa accademia pura per il Barcellona, mentre dall’altra parte Wayne Rooney è a dir poco ammirevole per l’impegno che mette nel non arrendersi mai. I due allenatori concedono alcune passerelle: nello United entra Paul Scholes, leggendario regista che probabilmente si ritirerà a fine gara. Guardiola inserisce Keita, Puyol ed Afellay. Al 93′ Kassai fischia la fine: il Barcellona è campione d’Europa per la quarta volta nella sua storia. La festa catalana può iniziare, per i ‘Red Devils’ il campo di Wembley diventa una valle di lacrime.

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