Cav. che abbaia non morde
Perché Berlusconi non può staccare la spina
Di Federico Catani il 16 gennaio | ore 08 : 40 AM
Se qualcuno sperava che il Pdl mettesse i bastoni fra le ruote al professor Monti si sbagliava di brutto. Come è ormai evidente, non c’è nessuna possibilità che il governo tecnico, impostoci dall’Unione europea per tenere l’Italia sotto controllo, cada. Con tutta probabilità, Monti e i suoi arriveranno tranquillamente fino al termine della legislatura. Berlusconi all’inizio ha fatto lo spavaldo, sostenendo che poteva staccare la spina in qualsiasi momento. In realtà, ciò che si è visto è stato solo il suo sostegno.
È vero, a volte il Cavaliere abbaia, manda avanti il delfino Alfano per mostrare che le ragioni del Pdl vanno ascoltate, ma si tratta di una commedia, di un triste gioco delle parti. Finora, a parte qualche deputato ribelle e con un minimo di autonomia e amor proprio, il partito di Berlusconi ha approvato ogni provvedimento partorito dai cervelloni che compongono l’esecutivo tecnico. Il Cavaliere sa bene che contro l’Europa c’è poco da fare. Egli stesso ci ha sbattuto il muso. E così si adegua, cercando sia di salvare i suoi personali interessi, sia di rimettere in sesto il centrodestra. Sono questi infatti i motivi principali che inducono il vecchio presidente del Consiglio a starsene buono.
Se infatti in questo frangente Monti dovesse rassegnare le dimissioni o dimettersi a causa del mancato sostegno del Parlamento, a cosa andrebbe incontro il Pdl? Al suo interno sembra regnare il caos. Tolta la leadership a Berlusconi, chi prenderebbe il suo posto? Alfano è l’erede designato, ma non da tutti appoggiato. Formigoni da mesi scalda i motori e non è escluso che anche qualcun altro si faccia avanti. Tra l’altro, anche la linea politica da assumere di fronte ai tecnocrati ha portato una grande divisione dentro il partito. E poi, in caso di elezioni anticipate, chi assicurerebbe al centrodestra la vittoria elettorale? Infatti, l’altro grande problema attualmente sta nella Lega, che fino a qualche mese fa era l’alleato di ferro del Pdl.
La lotta tra il filoberlusconiano Bossi e l’ormai critico Maroni può essere devastante per le camicie verdi. E se tra i due, com’è giusto che sia, dovesse avere la meglio il secondo, i rapporti nel centrodestra si complicherebbero e in ogni caso muterebbero. Insomma, per il momento al Cavaliere conviene star zitto e aspettare. Nel frattempo alle riforme impopolari ci pensa Monti, che tanto può fare di tutto, visto che nessuno si ribellerà.








