Cassazione: è reato se il marito costringe la moglie ad avere rapporti sessuali
Di Giuseppina Lombardi il 12 luglio | ore 18 : 43 PM
Un uomo di Novara, un certo Massimo di 40 anni, sposato con Monica è stato condannato per violenza sessuale nei confronti della consorte, il motivo? costringeva la moglie ad avere rapporti sessuali plurimi nonostante lei non volesse.
Con questa importante decisione, la Cassazione ha sancito come violenza sessuale, l’ipotesi in cui un marito pur di ricevere l’appagamento dei propri insaziabili istinti sessuali, compia atti di costrizione, minacce, oppure obblighi la propria moglie a piegarsi dinanzi alle sue volontà, subendo più rapporti sessuali pur non avendone alcun desiderio.
Avviene spesso nell’ambito di un matrimonio che la moglie giustifichi la propria mancanza di desiderio, con la famosa scusa del mal di testa e che nonostante questo si trovi a fronteggiare le richieste insistenti del marito, voglioso di trascorrere una “piacevole” serata, in questo caso non ci troviamo di fronte a un reato, perchè non è reato insistere e desiderare fisicamente la propria moglie, ma costituisce reato con la consenguenza di essere condannati, minacciare la propria moglie e costringerla ad avere rapporti sessuali nonostante la sua opposizione e contro la sua volontà.
Nel caso specifico Massimo non si era limitato all’insistenza, ma era arrivato addirittura a minacciare la propria moglie con un machete, e questa donna pur di proteggere i propri figli e salvaguardarli da ogni timore o paura, non si opponeva al proprio marito urlando, ma lo faceva attraverso gesti silenziosi, ma che manifestavano la sua mancanza di desiderio. La Cassazione è stata chiara anche su questo punto, perchè ha stabilito che si tratta di violenza sessuale, anche se la moglie non esprime a voce il proprio dissenso, attraverso parole, ma manifesta tacitamente la propria opposizione mediante gesti impliciti.
Il matrimonio è un grande atto d’amore che in quanto tale comporta molte rinunce e sacrifici, scegliendo di condividere la propria vita con la persona amata e decidendo di consacrare e affermare la propria unione attraverso il matrimonio, si compie una scelta importante, dalla quale derivano legalmente e moralmente, una serie di obblighi indissolubili, la cui violazione viene severamente condannata. Quello che molti mariti devono sapere è che dal matrimonio non deriva, in nessun modo, il diritto di avere rapporti sessuali anche contro l’altrui volontà, e quello che ancora molte mogli devono purtroppo capire, è che essere mogli e madri non significa per nessuna ragione dover subire le pretese sessuali del proprio marito, perchè il principale dovere al quale due persone che si amano sono tenute, sia al di fuori che nell’ambito del matrimonio, è il rispetto della persona amata e desiderata e se il diritto alla propria dignità viene calpestato, qualsiasi tipo di legame si trasforma da atto d’amore a pura violenza e questa non può e non deve essere tollerata da nessuna donna.
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Commercialista, 2 annos fa
Mi pare anche giusto che nel 2009 anche le donne abbiano dei diritti..
Non vedo lo scalpore della notizia, dovrebbe essere lo standard