Caso Claps, Restivo: io estraneo ai fatti
Disposti esami autoptici approfonditi sui resti della ragazza. Il fratello: vogliamo giustizia
Di Valentina Cervelli il 19 marzo | ore 09 : 43 AM
Un lungo applauso ha ieri accompagnato i resti di Elisa Claps alla loro uscita dalla chiesa della Santissima Trinita nei quali, presumibilmente hanno trascorso gli ultimi 17 anni, fin dal giorno della scomparsa della giovane, il 12 settembre del 1993. La salma è stata poi trasferita nel corso della giornata di ieri presso il centro di medicina legale del Policlinico di Bari per ulteriori esami.
Intanto dall’Inghilterra Danilo Restivo, indagato dalla procura di Salerno per l’omicidio volontario della ragazza, attraverso i suoi difensori, Mario e Stefania Marinelli, fa sapere di non sapere nulla sulla morte della ragazza e di essere estraneo alla vicenda. Come riportato dai suoi legali all’agenzia Ansa, l’uomo conferma di essersi ferito alla mano, il giorno della scomparsa di Elisa, “ cadendo in un cantiere di una scala mobile in costruzione”. Restivo fa sapere di non temere un possibile arresto, anzi, aggiunge tramite i Marinelli, spera che le investigazioni che seguiranno il ritrovamento del cadavere potranno confermare la sua estraneità alla morte della giovane.
Ancora non è stato disposto, secondo fonti giudiziarie, un
mandato di arresto internazionale per Danilo Restivo, attualmente ed ancora unico indagato per l’omicidio di Elisa Claps, per i quali sarebbero stati profilati anche i reati di violenza sessuale ed occultamento di cadavere. Maggiori decisioni saranno prese in seguito agli esami previsti in queste ore sui resti della giovane: il cadavere è stato infatti affidato ad un equipe specializzata, necessità data dall’irripetibilità di alcuni esami a causa dell’avanzato stato di decomposizione dei resti.
“L’unico messaggio, inequivocabile, che vogliamo mandare” ha commentato Gildo Claps, fratello della giovane ritrovata, “è che se qualcuno pensava che la famiglia Claps si accontentasse di ritrovare il corpo si sbagliava. Ora la famiglia Claps comincia una nuova battaglia, che è quella di inchiodare i responsabili alla giustizia”.
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