Caso Claps: forse l’assassino aveva un complice
I primi rilievi effettuati sul cadavere e nel luogo del ritrovamento farebbero pensare al coinvolgimento di una terza persona
Di Valentina Cervelli il 20 marzo | ore 09 : 03 AM
Dopo il ritrovamento dei resti di Elisa Claps ed i primi accertamenti effettuati iniziano ad essere ventilate le prime ipotesi sul delitto. Una tra le più forti al momento quella che la ragazza non sia stata uccisa da una sola persona.
Dai primi rilevamenti infatti sembra che il suo corpo non sia stato mai spostato in tutti questi anni dal luogo nel quale è stato effettivamente ritrovato: uno degli abbaini del sottotetto della Santissima Trinità di Potenza. Sembrerebbe poi che i resti non presentino evidenti segni di violenza: nessuna evidente ferita d’arma da fuoco o da taglio.
Per avere maggiori dettagli sullo stato dei resti di Elisa bisognarà attendere i risultati dell’autopsia sul corpo, prevista per il prossimo 23 marzo. La polizia scientifica, a due giorni dal ritrovamento del cadavere ha continuato le sue rilevazioni all’interno del sottotetto ed in diverse altre strutture della canonica. Accertamenti che dureranno, all’interno del perimetro del luogo di culto, per almeno una settimana, periodo di tempo nel quale la chiesa rimarrà chiusa ed inaccessibile al pubblico.
L’impervietà del luogo nel quale i resti della sedicenne sono stati ritrovati stanno portando gli inquirenti a pensare sempre di più ad un reale coinvolgimento di Danilo Restivo, attualmente indagato per omicidio dalla Procura di Salerno ed alla possibilità che lo stesso abbia avuto in complice.
Si attendono i risultati dell’esame autoptico sul corpo di Elisa per effettuare una ricostruzione più dettagliata e particolareggiata degli eventi. Vi è molta attesa per i rilievi da effettuare sugli oggetti trovati accanto ai resti della ragazza: l’eventuale presenza di Dna diverso da quello della Claps, aprirebbe infatti la strada al nome del suo assassino.
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