Canone Rai per pc e smartphone: come funziona
La Rai esige il pagamento del canone anche per i commercianti con almeno un pc, smartphone o tablet in ufficio.
Di Salvatore Giambelluca il 20 febbraio | ore 08 : 31 AM
La Rai da quest’anno esige il pagamento del canone anche da parte delle imprese che posseggono non la tv bensì computer, smartphone e tablet che possono ricevere trasmissioni televisive anche se non sono normalmente finalizzati a questo.
Centinaia e centinaia di imprese stanno ricevendo il bollettino per il pagamento del canone Rai. Basterà avere un qualsiasi dispositivo – anche se non collegato ad internet – e si dovrà pagare il canone.
La Rai, concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo italiano, ha imposto il pagamento di un canone tv “speciale”, che parte da un minimo di 200 euro, sfruttando il Regio Decreto Legge 246/1938 e il Decreto Legislativo Luogotenziale 458/1944, che stabiliscono l’obbligo del pagamento di un canone a carico di chi “detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.
Quanto si dovrà pagare. Qualunque impresa possieda un computer, uno smartphone o un tablet – ma anche videoregistratori e sistemi di videosorveglianza sono soggetti a quest’imposta -, dovrà pagare questa sovrattassa. I bollettini da pagare stanno arrivando e le imprese sono in rivolta. Questi partono da un minimo di 200 ad un massimo di 6000 euro, e il tutto è calcolato in base alla categoria dell’impresa.
Polemiche e sanzioni. Secondo Rete Imprese sono quasi 5 milioni le aziende italiane che in tutto dovranno sborsare 980 milioni di euro. Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza. Con una lettera al premier Monti e al ministro Passera, Rete Imprese chiede l’ esclusione da qualsiasi obbligo di corrispondere il canone in relazione di apparecchi che fungono da strumenti da lavoro per le aziende e che non siano ovviamente televisori. «Una richiesta assurda – si legge nella lettera – tanto più se si considera che il governo spinge proprio sull’ informatizzazione per semplificare il rapporto tra imprese e Pubblica amministrazione».
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Franco Targa, 3 meses fa
Scusate, ma anche le cooperative sociali (ONLUS) devono pagare questa tassa???
E per quelli che hanno 2 sedi devono pagare per ogni sede???
andrea s, 3 meses fa
Le ONLUS sarebbe ora che cominciassero a pagare le tasse come tutte le altre imprese, visto che i titolari ne percepiscono totalmente gli introiti sotto forma di stipendi o parcelle e non come reddito d’impresa
Franco Targa, 3 meses fa
Caro amico,
la “nostra” Onlus è una cooperativa che cerca di dare dignità a circa 60 utenti con difficoltà psico-fisiche attraverso il lavoro ed utilizza l’opera di circa 90 volontari.
Le garantisco che nessuno dei nostri volontari percepisce stipendi, parcelle o rimborsi spese, ma spesso oltre che con il lavoro contribuiscono anche direttamente….
Per la nostra economia, pagare il canone richiesto (oltretutto doppio perchè abbiamo due sedi fisicamente separate) ci sembrava un pò esagerato.
La invito a visitarci per verificare cosa facciamo