Calcio, Champions League: i risultati dell’andata dei quarti di finale

Vincono Bayern, Lione e Inter. Buon pareggio del Barcellona con l'Arsenal

Di Michele Furlan il 2 aprile | ore 12 : 32 PM


Tra martedì 30 e mercoledì 31 marzo 2010 si è giocata l’andata dei quarti di finale di Champions League. Questi i risultati:

Bayern Monaco 2-1 Manchester United

Lione 3-1 Bordeaux

Arsenal 2-2 Barcellona

Inter 1-0 CSKA Mosca

I ritorni saranno disputati tra il 6 e il 7 aprile prossimo. Ora vediamo in sintesi l’analisi delle partite.

BAYERN MONACO 2-1 MANCHESTER UNITED

All’ “Allianz Arena”, gremita in ogni ordine di posto, si incontrano due giganti del calcio europeo. Bayern Monaco e Manchester United infatti contano complessivamente 7 Champions League vinte (4 dei tedeschi e 3 degli inglesi) e diedero vita, nel 1999, ad una delle finali più emozionanti di sempre. Ora però in palio c’è l’ingresso alla semifinale ed entrambe le squadre non vogliono steccare. I bavaresi padroni di casa devono fare a meno dell’estro di Arjen Robben e della quantità di Bastian Schweinsteiger. Recuperano però la difesa titolare con Lahm a destra, Badstuber a sinistra e la coppia centrale Demichelis-Van Buyten. Centrocampo a 4 con Ribery e Altintop esterni con Pranjic e Van Bommel in mediana e Muller a svariare per tutto il fronte offensivo dietro al terminale Ivica Olic, preferito a Mario Gomez. Il Manchester United recupera Carrick dalla squalifica e così sir Alex Ferguson può schierare la formazione tipo (tolti i lungodegenti Owen e Anderson). Davanti a Van der Sar giocano Gary Neville, Ferdinand, Vidic ed Evra. Centrocampo a cinque con Nani e Park Ji-Sung esterni con Scholes, Fletcher e Carrick centrali. Wayne Rooney gioca da unica punta. La partita inizia subito col “botto”: dopo appena sessanta secondi Nani calcia una punizione dalla destra in mezzo all’area, la palla viene spizzata di testa da Van Buyten mettendo fuori tempo la difesa tedesca, Demichelis scivola e si perde Rooney che di piatto al volo insacca l’1-0 alle spalle di Butt. Inizio shock per il Bayern che si trova così ad inseguire dopo appena un minuto. I ragazzi di Van Gaal però incassano bene il colpo e prendono in mano il pallino del gioco. Tanti passaggi ma poca concretezza con il Manchester pronto a ripartire e capace di andare vicino al raddoppio ancora con Rooney. Prima della fine del primo tempo, Ribery da il via all’azione più pericolosa dei bavaresi che porta Olic a sfiorare l’1-1, non arrivando di un niente sul pallone che termina sul fondo. La seconda frazione comincia con lo stesso copione del primo tempo. Per il Bayern entra Gomez al posto di Muller. lo United passa al 4-4-2 con gli ingressi di Berbatov e Valencia. Cambi che non incidono. Al 77′ un fallo di mano ingenuo di Neville regala una punizione dal limite al Bayern. Ribery calcia, la palla sbatte sul polpaccio di Rooney e beffa così Van der Sar per l’1-1, meritatissimo. I Red Devils vanno in bambola. Al 92′ in uno scontro Rooney si fa male alla caviglia e nel proseguo dell’azione il Bayern clamorosamente trova il 2-1 con Olic, bravo a concludere nello stretto. Finisce così, un risultato giusto per quanto visto sul terreno di gioco e che comunque non chiude il discorso qualificazione. Certo l’assenza di Rooney (stop di 4 settimane per lui) si farà sentire.

LIONE 3-1 BORDEAUX

Allo stadio “Gerland” di Lione ecco andare in scena il primo derby di Francia di Champions League. Non è il primo a livello di competizioni europee, infatti nella coppa Uefa 1998-99 agli ottavi si scontrarono Monaco e Olympique Marsiglia. Ma questo è senza dubbio molto più importante, perchè vale una semifinale. I padroni di casa recuperano Michel Bastos e così Claude Puel può schierare la formazione tipo, un 4-2-3-1 con l’inserimento del polivalente Mathieu Bodmer in mezzo alla difesa a fare coppia con Cris. A centrocampo Makoun e Toulalan mediani con Michel Bastos, Pjanic e Delgado dietro a Lisandro Lopez. I girondini devono invece sopperire alle defezioni di Planus e Alou Diarra. Laurent Blanc decide così di arretrare in difesa il mediano Sanè e di lanciare in coppia con Fernando Menegazzo il ceco Plasil. Per il resto è il solito 4-2-3-1 con Wendel, Gourcuff e Gouffran dietro a Chamakh. La partita comincia subito con un ritmo piacevole e con occasioni da una parte e dell’altra. Non c’è traccia di esasperato tatticismo, bensì le due squadre se la giocano decisamente a viso aperto. Al 10′ il primo goal. Dalla fascia sinistra d’attacco del Lione parte un cross che Ciani controlla male favorendo Bodmer che mette una palla tesa al centro che viene deviata in rete da Lisandro Lopez. L’1-0 risveglia però l’orgoglio del Bordeaux che trova il pareggio 4 minuti più tardi: Gourcuff pennella un traversone perfetto per la testa di Chamakh, che infila Lloris per l’1-1. Le emozioni non finiscono qui, Delgado avrebbe la palla del 2-1 ma Carrasso è bravo e sventa l’occasione. Non può nulla però al 32′ quando il bosniaco Miralem Pjanic parte centralmente, si allarga sulla sinistra e fa partire un cross che Tremoulinas non spazza, Michel Bastos raccoglie e di sinistro incrocia sul secondo palo per l 2-1. Il primo tempo di fatto finisce qui. La seconda frazione comincia con il Bordeaux tutto riversato nella metà campo del Lione, alla ricerca di un pari preziosissimo. Difatti in più di una occasione Lloris si esalta e quando non potrebbe fare nulla, viene salvato dalla traversa (su tiro di Wendel). Puel decide che è il momento di cambiare qualcosa: inserisce infatti Kallstrom e Govou per Pjanic e Delgado in modo da rendere più equilibrata la sua squadra. Al 77′ la svolta. Una incursione dalla sinistra del terzino lionese Aly Cissokho (uno dei migliori in campo) procura alla squadra un calcio di rigore per fallo di mano di Chalme. Dal dischetto Lisandro Lopez non sbaglia e realizza il 3-1. A nulla servono gli ingressi di Bellion ed Henrique per il Bordeaux. Vince il Lione per 3-1, che ora sa di poter giocare per 2 risultati su 3 a Bordeaux, dove mancheranno per squalifica Lisandro Lopez e Govou. Per i girondini, invece, l’impresa è difficile ma non impossibile.

ARSENAL 2-2 BARCELLONA

All’ “Emirates Stadium” di Londra si affrontano in un replay della finale del 2006, Arsenal e Barcellona. Obiettivo: la semifinale contro la vincente del confronto tra Inter e CSKA Mosca. I Gunners si presentano all’appuntamento senza i lungodegenti Van Persie e Ramsey, e senza Rosicky. Arsene Wenger decide di schierare così un 4-3-3 solido e fantasioso con la difesa titolare (Sagna-Vermaelen-Gallas-Clichy), un centrocampo muscolare con Diaby e Song ai lati di Fabregas ed un attacco formato da una torre (Bendtner) coadiuvata da due seconde punte veloci come Arshavin e Nasri. Dal canto suo Guardiola deve fare a meno solo dell’infortunato Iniesta e così manda in campo il suo Barcellona con un modulo speculare a quello dei suoi rivali. La difesa è quella titolare con Maxwell che oramai ha preso molto bene il posto dell’infortunato Abidal. La completano Dani Alves, Piquè e Puyol. Centrocampo a 3 con Xavi, Busquets e Keita e attacco con Pedro e Messi a sostegno di Ibrahimovic, preferito all’ex di turno Thierry Henry. La partita è un monologo blaugrana per una buona mezz’ora. Ibrahimovic sbaglia almeno due goal già fatti, ma anche Xavi e Messi non sono da meno e vanno a sbattere continuamente su uno strepitoso Almunia. Dall’altra parte l’Arsenal perde per infortunio prima Arshavin (sostituito da Ebouè) e poi Gallas (al cui posto entra Denilson). Bendtner non si conferma cecchino come contro il Porto, e verso la fine del tempo sbaglia anche lui una palla molto facile, favorendo la parata di Victor Valdès. La seconda frazione di gioco inizia col “botto” per i blaugrana. Al 1′ Ibrahimovic scatta su un lancio che sembrava perdersi a fondo campo, lo svedese però vede Almunia incerto nell’uscita e lo punisce con un pallonetto delizioso che vale l’1-0. Al 59′ Ibra concede il bis, lancio millimetrico di Xavi e destro di potenza dello svedese sotto l’incrocio su cui Almunia non può far niente. Qualificazione in ghiaccio? macchè! Wenger corre subito ai ripari e leva Sagna per inserire Theo Walcott. Sarà un cambio decisivo. Al 70′ infatti lo stesso Walcott parte dalla destra, entra in area e fa partire un piattone di destro che trova impreparato Victor Valdes: è l’1-2 e adesso l’Arsenal ci crede. Guardiola decide di fare entrare Henry per Ibrahimovic. All’85′ Puyol in area aggancia la gamba di Fabregas che cade senza poter concludere a rete. Busacca decide, con il suggerimento del guardalinee, di decretare il penalty e l’espulsione del capitano catalano. Fabregas dal dischetto non sbaglia ed è 2-2, con la beffa dell’infortunio allo stesso giocatore spagnolo nel calciare il pallone. Non succederà più nulla. Doveva essere spettacolo e spettacolo è stato. La qualificazione sembra comunque pendere dalla parte del Barcellona che, però, dovrà giocare al Camp Nou senza la coppia centrale di difesa Piquè-Puyol, squalificati. Dall’altra parte l’Arsenal dovrà fare i conti con i tanti infortunati. Destano soprattutto preoccupazione le condizioni di Arshavin e Gallas, dato che Fabregas anche se recuperasse non potrebbe giocare per squalifica.

INTER 1-0 CSKA MOSCA

In un “Giuseppe Meazza” gremito, l’Inter vuole staccare già all’andata il biglietto per le semifinali, che mancano al club milanese dal 2002/2003 quando fu il Milan ad eliminarla nell’ euroderby. Dall’altra parte il CSKA non vuole fare la parte della vittima sacrificale, ma vuole provare ad arrivare più avanti possibile. Leonid Slutsky decide dunque di schierare la migliore formazione salvo due defezioni: il cileno Mark Gonzalez e la stellina Alan Dzagoev, entrambi non al meglio. Mette in campo così un 4-2-3-1 con Akinfeev in porta, i gemelli Berezutski con Ignashevich e Schennikov in difesa; Aldonin e Semberas mediani con Mamaev, Honda e Krasic dietro all’unica punta Necid. Josè Mourinho dal canto suo non convoca Balotelli per l’ennesima volta (la pace scoppierà solo dopo la partita) e decide di schierare una formazione d’attacco. Un 4-2-3-1 con Zanetti terzino al posto di Chivu (difesa completata da Materazzi, Samuel e Maicon), Stankovic in mediana con Cambiasso,  Eto’o, Sneijder e Pandev dietro a Diego Milito. La partita all’inizio è molto brutta, l’Inter è timorosa e contratta e il CSKA cerca in qualche maniera di fare male, ma senza mai dare l’impressione di poter affondare il colpo. Pesanti le ammonizioni di Krasic e Aldonin, diffidati. I nerazzurri hanno un buon gioco corale, ma mancano sempre nel colpo finale e così si va al riposo sullo 0-0. La ripresa inizia con il CSKA che di fatto abbandona le velleità offensive per provare a difendere uno pareggio che andrebbe di lusso, l’Inter invece comincia a provarci in maniera più convinta e pericolosa. Dopo qualche azione clamorosa sbagliata (soprattutto una di Sneijder solo davanti ad Akinfeev), al 65′ Diego Milito si inventa una rasoiata da fuori area che si infila nell’angolino basso alla destra del portiere russo. E’ il meritato 1-0. Da qui in poi il CSKA inserisce Mark Gonzalez e Dzagoev per non soccombere, ma non riesce comunque ad incidere. L’Inter invece non opera cambi e va vicina al raddoppio più volte, con Cambiasso, Stankovic e Pandev. Finisce però 1-0 e quindi tutto rimane aperto. Anche se, sinceramente, visti i valori in campo è difficile pensare che in Russia la qualificazione non sarà dell’Inter.

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