Calcio, Champions League: i risultati del ritorno dei quarti di finale

Le semifinali saranno Inter-Barcellona e Bayern Monaco-Lione

Di Michele Furlan il 8 aprile | ore 10 : 35 AM


Tra martedì 6 e mercoledì 7 aprile 2010 si sono giocati i ritorni dei quarti di finale della Champions League 2009/10. Vedendo i risultati dell’andata non destano clamore il passaggio del turno di Inter, Barcellona e Lione. Il Bayern Monaco (pur avendo vinto il primo match in Baviera) è la squadra “sorpresa” dato che ha eliminato all’ “Old Trafford” il Manchester United di Ferguson, finalista delle ultime due edizioni. Per la prima volta dopo anni non ci sono squadre inglesi tra le migliori quattro.

Ecco gli accoppiamenti delle semifinali, che si giocheranno in doppio confronto la settimana del 20 e 21 aprile e quella successiva:

Inter-Barcellona

Bayern Monaco-Lione

Analizziamo ora in sintesi le partite che si sono giocate questa settimana.

CSKA MOSCA 0-1 INTER

Allo stadio “Luzhniki” di Mosca, tanto discusso per il suo terreno sintetico, si incontrano due squadre dalle differenti ambizioni. Il CSKA parte nettamente sfavorito in virtù dell’1-0 subìto a Milano, della caratura tecnica inferiore e delle pesanti assenze di Krasic e Aldonin. L’Inter invece arriva a questo match con il morale a mille (dopo la bella vittoria di campionato col Bologna) sicura di poter approdare in semifinale dopo 7 anni di tribolazioni europee. Leonid Slutsky schiera il consueto 4-2-3-1 senza novità in difesa, dove davanti ad Akinfeev giostrano i gemelli Berezutski, il nazionale russo Ignashevich e il giovanissimo Shennikov. Novità a centrocampo dove Semberas viene affiancato in mediana da Honda, arretrato quindi di posizione. Dietro a Necid giocano Mark Gonzalez, Dzagoev e Mamaev. Josè Mourinho invece porta un 4-2-1-3 con Julio Cesar coadiuvato da Maicon, Lucio, Samuel e Javier Zanetti in difesa. Centrocampo con Cambiasso e Stankovic mediani puri dietro a Sneijder trequartista alle spalle del terzetto Eto’o, Milito, Pandev. La partita comincia subito con un buon ritmo, i russi cercano di sfondare dopo appena un minuto e mezzo con un tiro di Honda che termina di poco a lato. Ma ad “uccidere” la partita ci pensa Wesley Sneijder. Il piccolo olandese al 6′ si trova a dover battere una punizione dal vertice destro dell’area di rigore, ad una distanza di circa 20-22 metri dalla porta. Il suo destro è un bolide che passa sotto la barriera e coglie impreparato Akinfeev: è lo 0-1 e il discorso si fa in discesa per i nerazzurri. Sul CSKA piove sul bagnato: Vassili Berezutski si fa male poco dopo e Slutsky deve già ricorrere al cambio inserendo il nigeriano Chidi Odiah. La partita non regala grandi emozioni. Honda prova a battere a rete tutte le punizioni per la squadra moscovita, ma i suoi tiri finiscono sempre a lato. Prima della fine del tempo Necid da una parte e Milito dall’altra rischiano seriamente di fare male ai portieri avversari, ma ciò non accade. Il secondo tempo comincia con l’Inter padrona del campo, che controlla il risultato con autorevolezza. L’ingresso di Chivu per Pandev da più compattezza alla difesa nerazzurra. Gli altri cambi (Balotelli e Muntari) non incidono granchè. Incide molto l’espulsione per doppio giallo comminata ad Odiah al 59′. Gli ingressi di Guillherme e Rahimic (soprattutto del primo) vivacizzano un po’ di più l’attacco sterile dei russi, ma di fatto non accade più nulla. Finisce 0-1 e l’Inter approda meritatamente in semifinale sette anni dopo l’ultima volta. Mourinho invece non le raggiungeva dal 2007.

BARCELLONA 4-1 ARSENAL

Al “Camp Nou” di Barcellona, gremito in ogni ordine di posto, si gioca la partita più affascinante tra quelle in programma nei quarti di finale. Si affrontano infatti dopo il pirotecnico 2-2 dell’andata il Barcellona e l’Arsenal. I catalani devono fare a meno di Puyol e Piquè squalificati e Ibrahimovic ed Iniesta non al meglio. Guardiola schiera il solito 4-3-3 con Victor Valdes in porta; Dani Alves, Marquez, Gabi Milito e il recuperato Abidal in difesa; centrocampo con Xavi, Busquets e Keita e tridente leggero con Messi e Pedro a supporto di Bojan. Arsene Wenger deve sopperire alle assenze di Gallas, Arshavin, Fabregas e Campbell. Davanti ad Almunia giocano così Sagna, Vermaelen, Silvestre e Clichy; centrocampo con i muscoli di Diaby e Denilson coadiuvati dal genio di Nasri e Rosicky. Attacco formato da Bendtner e Walcott. Il match è subito elettrico, l’Arsenal non ci sta e vuole rovesciare il risultato dell’andata. La coppia Marquez-Milito sembra avere qualche problema, soprattutto per colpa dell’argentino. E’ proprio da una sua palla persa che, al 18′, Diaby fa partire il contropiede di Walcott che serve Bendtner che in due tempi segna la rete dello 0-1 che gela il Camp Nou. Passano tre minuti e Messi decide che è il momento di cominciare lo show. Prende palla dalla destra, si accentra, tenta lo sfondamento, la palla rimbalza su Silvestre e torna a lui che, di prima intenzione, la calcia violentemente di sinistro insaccandola all’incrocio dei pali alla sinistra di Almunia. E’ solo l’inizio. Al 37′ trova un filtrante geniale per Keita che mette in mezzo: Bojan fa velo, Pedro si accorge dell’arrivo della “Pulce” e gli mette un pallone morbido che Messi insacca di destro: 2-1. Passano soli 5 minuti e su un azione di impostazione della difesa inglese Keita trova il pertugio geniale di testa per lanciare Messi in campo aperto: uno contro uno con Almunia che non può nulla sul delizioso pallonetto dell’argentino. E’ il 3-1 del Barça, una sinfonia per gli amanti del bel calcio. Il secondo tempo serve a poco, Abidal si fa male di nuovo e viene sostituito da Maxwell, Yaya Tourè entra per Bojan mentre in casa Gunners sono da segnalare gli ingressi di Ebouè ed Eduardo. L’Arsenal comunque non ci sta a fare la vittima sacrificale e cerca in tutti i modi di riaprire la partita e la qualificazione, ma il Barcellona non sbanda in difesa. All’86′ si rivede in campo anche Andrès Iniesta, giocatore fondamentale per questa squadra. Due minuti dopo Messi parte da sinistra, si beve la difesa e sulla respinta di Almunia sul suo primo tiro gliela piazza in mezzo alle gambe: è il 4-1 e il Camp Nou è una bolgia. Il Barcellona passa così alla semifinale con l’Inter grazie al suo pallone d’oro. La voglia di alzare la coppa al cielo di Madrid è tanta.

BORDEAUX 1-0 LIONE

Al “Chaban Dalmas” di Bordeaux i Girondini di casa scendono in campo per vendicare il severo 3-1 di Lione nel derby francese.  Laurent Blanc schiera il solito 4-2-3-1 con Carrasso in porta; Sanè arretrato terzino con Ciani e Planus al centro e Tremoulinas a sinistra; linea mediana con Plasil e Diarra dietro al trio Jussie-Gourcuff-Wendell che supporta l’unica punta Chamakh. Claude Puel dal canto suo cambia molto (anche perchè Lisandro Lopez e Govou sono squalificati) e mette in campo un 4-2-3-1 speculare ma con molti innesti nuovi. Tra i pali il solito Lloris, supportato da Reveillere, Cris, Boumsong e Cissokho; In mediana Toulalan con Gonalons dietro a Michel Bastos, Kallstrom e Delgado. Bafetimbi Gomis unica punta. La partita è piuttosto piacevole, frizzante. L’impressione è che possa succedere qualcosa da un momento all’altro in entrambe le porte. Il primo vero spavento però arriva ben oltre la mezzora quando Alou Diarra spara un fulmine dai 25 metri che prende in pieno la traversa a Lloris battuto. Sono le prove generali del goal che arriva al 45′. Dalla sinistra arriva un cross che viene “sporcato” dai centrali del Lione, la palla rimane lì e Chamakh la spinge in rete con forza: è l’1-0 che tutta Bordeaux aspettava. Un altra rete e saranno semifinali. Intanto però si va al riposo. Nella ripresa i girondini giocano costantemente nella metà campo lionese, rischiando più volte il raddoppio che, però, non arriva. A nulla servono gli ingressi di Cavenaghi, Chalme e Gouffran, mentre Bodmer, Ederson e Pjanic danno più fiato alla causa del Lione. Finisce così 1-0 con il Bordeaux eliminato ed il Lione che per la prima volta nella sua storia approda in semifinale. Se la vedrà col Bayern Monaco.

MANCHESTER UNITED 3-2 BAYERN MONACO

All’ “Old Trafford” di Manchester va in scena uno dei derby d’Europa più accesi ed attesi, quello tra i padroni di casa dello United e i tedeschi del Bayern Monaco. L’andata era finita 2-1 per i bavaresi quindi il discorso qualificazione è apertissimo. Sir Alex Ferguson clamorosamente (e forse incautamente) recupera Wayne Rooney, i cui tempi di degenza erano stimati attorno alle quattro settimane. Con l’impiego di “Wazza”, il manager scozzese usa il suo classico 4-5-1 con Van der Sar tra i pali; Rafael a destra, Vidic e Ferdinand centrali ed Evra a sinistra; centrocampo a 5 con Nani e Valencia sulla fasce e Fletcher, Gibson e Carrick centrali. Davanti, come detto, Rooney. Louis Van Gaal invece schiera un 4-2-3-1 con Butt in porta; Lahm, Demichelis, Van Buyten e Badstuber in difesa; Schweinsteiger e Van Bommel in mediana; Ribery, Muller e Robben dietro a Ivica Olic. La partita inizia col “botto”. Al 3′  il nordirlandese Darron Gibson sfonda per vie centrali e dai 20 metri lascia partire un destro che sorprende Butt sul primo palo: è l’1-0 che vale già la qualificazione. Ma passano soli quattro minuti e al 7′  Nani devia di tacco un cross dalla destra, sorprendendo Butt: è il 2-0. Il Manchester da’ spettacolo, gioca un calcio divertente e spreca molte occasioni. Al 41′ comunque Nani finalizza un’azione strepitosa di Valencia piazzando un piattone destro al volo alle spalle di Butt: è il 3-0 che taglierebbe le gambe a chiunque. Non Al Bayern che al 43′ accorcia con Olic che segna di prepotenza con un sinistro in diagonale sull’angolo lontano: è il 3-1. La seconda frazione comincia con Mario Gomez  e O’Shea gettati nella mischia. Il Bayern cinge d’assedio la porta di Van der Sar. Il Manchester non riesce a colpire in contropiede. Al 50′ per un fallo tattico Rafael viene espulso e a quel punto i Red Devils si arroccano in difesa. Al 74′ arriva il colpo del campione che decide la qualificazione. Corner dalla sinistra di Ribery e Arjen Robben colpisce al volo con il mancino spedendo un vero siluro alle spalle del connazionale Van der Sar: è il 3-2 e la qualificazione si sposta verso Monaco di Baviera. Van Gaal a questo punto inserisce Altintop e Pranjic, mentre Ferguson tenta il tutto per tutto con l’ingresso di Berbatov e Giggs. Il risultato non cambierà più. Il Bayern vendica ancora una volta la notte infausta di Barcellona’99, e va a giocarsi le semifinali con il Lione. Il Manchester United torna a casa consapevole di aver dilapidato una grande occasione.

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