Calcio, Champions League: i risultati dei primi quattro ritorni

Passano il turno Bayern Monaco, Arsenal, Manchester United e Lione

Tra martedì 9 e mercoled’ 10 marzo 2010 si sono giocati i primi quattro match di ritorno (degli otto previsti) valevoli per l’ingresso al tabell0ne dei quarti di finale della Champions League 2009/2010. A passare il turno sono stati il Bayern Monaco, l’Arsenal, il Manchester United e il Lione a discapito della Fiorentina, del Porto, del Milan e del Real Madrid. Gli ultimi quattro incontri che andranno a completare la lista delle qualificate ai quarti si giocheranno tra martedì 16 e mercoledì 17 marzo.

Vediamo ora in sintesi l’analisi delle partite.

FIORENTINA 3-2 BAYERN MONACO

All’ “Artemio Franchi” di Firenze, gremito in ogni ordine di posto, la Fiorentina va a caccia di una storica qualificazione ai quarti di finale contro il colosso Bayern Monaco. L’ andata era finita 2-1 per i bavaresi, quindi la rimonta è possibile. Cesare Prandelli deve fare a meno dello squalificato Gobbi, al cui posto gioco Felipe. Per il resto formazione tipo con Vargas, Jovetic e Marchionni dietro a Gilardino. Louis Van Gaal dal canto suo risponde con un modulo speculare, con Ribery, Muller e Robben dietro a Gomez. Deve però rinunciare a Demichelis (infortunato) dirottando così al centro della difesa Badstuber e inserendo il giovanissimo austriaco Alaba come esterno basso di sinistra, preferendolo a Pranijc. La partita all’inizio è molto contratta, la paura e il forte vento condizionano le due squadre. Al 28′ il primo squillo è tinto di viola: Marchionni tira da fuori area, Butt respinge male sui piedi di Vargas che insacca con freddezza la rete dell’1-0. La risposta bavarese è tutta nei piedi di Arjen Robben, che gioca una partita straordinaria andando vicino al goal in più occasioni. Il secondo tempo comincia col botto per la squadra di Prandelli. Al 54′ infatti Stevan Jovetic trova il pertugio giusto e infila Butt per la seconda volta: è il 2-0 e adesso tutta Firenze sogna. A svegliarla ci pensa il capitano dei tedeschi, Mark Van Bommel che al 60′ trova il rasoterra vincente che si insacca alle spalle di Frey per il 2 a 1. Risultato ora di piena parità con quello della partita di andata. Passano però solo 4 minuti e Jovetic, servito nello stretto da Gilardino, trova nuovamente lo spazio per tirare a rete determinando il 3-1. A questo punto i supplementari sono scongiurati, ma Robben non ci sta e al 65′ (solo un minuto dopo) segna un goal sensazionale, infilando il pallone nel sette alla destra di Frey da una distanza di circa venti metri: è il 3-2 che gela il “Franchi”. Non succederà più nulla e, pur perdendo, passa il Bayern. Per la Fiorentina una delusione cocente, una eliminazione da ricondurre agli errori dell’ arbitro Ovrebo della partita d’andata.

ARSENAL 5-0 PORTO

All “Emirates Stadium” sessantamila persone incitano l’Arsenal per riuscire nella rimonta. L’ andata era infatti finita 2-1 per il Porto. I londinesi di Arsene Wenger devono fare a meno dello sfortunato Ramsey e del capitano Fabregas. Il tecnico francese schiera così un 4-4-2 di sostanza e fantasia con Nasri e Rosicky a centrocampo coadiuvati da Song e Diaby. In attacco la coppia atipica Arshavin-Bendtner, con quest’ultimo in discussione per aver fallito molte palle goal nell’ultima partita di campionato. Da parte sua Jesualdo Ferreira invece schiera un 4-3-3 classico con l’inserimento in mediana dell’esordiente Nuno Coelho. In attacco ecco il trio Varela-Falcao-Hulk. La partita comincia subito con un copione ben preciso: l’Arsenal attacca furiosamente a testa bassa per ribaltare il risultato dell’andata. Il Porto si arrocca in difesa e sceglie sciaguratamente una strategia attendista. Al 10′ Arshavin spacca in due la difesa lusitana con un inserimento centrale stile rugby e, dopo uno scontro col portiere Helton, la palla arriva a Nicklas Bendtner che a porta sguarnita insacca la palla dell’1-0. Il Porto accusa il colpo e prova a rovesciarsi in attacco, ma lo fa in maniera confusionaria e sterile. Al 25′ il terzino destro Jorge Fucile si suicida perdendo una palla facilissima all’altezza dei venti metri. Andrey Arshavin ringrazia, si allarga sulla sinistra e serve al centro Bendtner per il più facile dei goal: 2-0 e Porto in bambola. La seconda frazione comincia alla stessa maniera della prima: il Porto è come un pugile frastornato che non sa cosa fare, mentre l’Arsenal gioca sul velluto. Al 63′ il francese Samir Nasri riceve palla sull’out di destra e entra in area facendosi beffe di almeno 4 giocatori portoghesi, salvo poi scaricare in rete il 3-0. Un goal bellissimo che taglia definitivamente le gambe alla squadra di Ferreira. A nulla servono gli ingressi di Guarin, Rodriguez e Gonzalez. Funzionano invece gli inserimenti di Walcott, Denilson ed Ebouè da parte di Wenger. Proprio l’ivoriano neo-entrato al 66′ si produce in un’azione solitaria che termina con la rete del 4-0. Partita terminata? assolutamente no. Al 91′ Bendtner segna la sua personale tripletta su calcio di rigore, facendo esplodere l’ “Emirates”. Il risultato finale è dunque  5-0, non è mai stato in discussione e lancia un messaggio ben preciso alle altre compagini: chi vorrà vincere la coppa dovrà fare i conti anche con i ragazzini terribili di Wenger.

MANCHESTER UNITED 4-0 MILAN

All’ “Old Trafford” di Manchester, il mitico Teatro dei Sogni, il Milan deve fare l’impresa: battere con due goal di scarto i Red Devils, in virtù del risultato dell’andata (2-3). Peccato che in 54 anni di storia della competizione più prestigiosa d’Europa nessuno abbia vinto con più di un goal di scarto in casa dello United. Leonardo tra l’altro deve fare i conti con la sfortuna, che gli leva Pato, Nesta e Antonini costringendolo ad inventarsi una difesa inedita con Abate-Bonera-Thiago Silva e Jankulovski. Centrocampo muscolare a 3 e tridente d’attacco con Ronaldinho, Borriello e Huntelaar. Sir Alex Ferguson dal canto suo deve fare a meno di Anderson, Brown, Giggs e Carrick. Schiera così un 4-3-3 che diventa 4-5-1 in fase di non possesso palla con Nani e Valencia tornanti, col compito di supportare Wayne Rooney in attacco. Il match comincia con ritmi abbastanza bassi, il Manchester non ha fretta e il Milan sembra poco capace di incidere. Tuttavia prima Rooney e poi Ronaldinho vanno vicini entrambi alla rete dell ’1-0. 1-0 che si concretizza al 13′ quando un cross dalla destra trova Rooney tutto solo in area libero di colpire di testa e battere Abbiati. Il Milan  tenta di rispondere, ma la scarsa vena di Ronaldinho, i ritmi troppo compassati di Pirlo (marcato a uomo da uno strepitoso Park) e la sterilità di Borriello e Huntelaar fanno si che non accada nulla fino alla fine del tempo. La seconda frazione inizia con Ambrosini dirottato in mezzo alla difesa al posto di Bonera infortunatosi e al cui posto entra Clarence Seedorf, autentico talismano Champions. Le cose però non cambiano e al 46′ Rooney anticipa Abbiati in uscita bassa, insaccando il 2-0. Per il Milan comincia un incubo che neanche Beckham (applauditissimo) e Inzaghi possono evitare. Al 59′ infatti il Manchester fa tris con Park Ji-Sung (straordinaria partita la sua). I rossoneri sono alle corde, non riescono a reagire con concretezza e devono pure subire l’onta del 4-0 che arriva all’88′ per mano (anzi per testa) di Darren Fletcher. La partita termina dunque col poker dei Red Devils, che avanzano meritatamente ai quarti. Per il Milan una punizione forse fin troppo severa.

REAL MADRID 1-1 LIONE

Al “Santiago Bernabeu” di Madrid, stadio che ospiterà la finale di quest’anno, i Galacticos di casa devono rimontare l’1-0 subito a Lione, per poter sognare di vincere la coppa tra le mura amiche e per giustificare le centinaia di milioni di euro spesi in estate per la faraonica campagna acquisti. Il tecnico Manuel Pellegrini deve rinunciare a Pepe, Xabi Alonso e Marcelo. Schiera così la coppia centrale Albiol-Garay e dirotta Arbeloa sulla fascia sinistra. Il resto del 4-2-3-1 è completato da Guti e Lass Diarra in mediana, Granero, Kakà e Cristiano Ronaldo dietro all’unica punta Higuain. L’allenatore dei francesi Claude Puel deve rinunciare a Michel Bastos, ma per il resto schiera una formazione assolutamente offensiva con giocatori come Govou, Makoun, Pjanic, Delgado e Lisandro Lopez. La partita inizia subito ad alti ritmi. Sono le merengues a fare la partita, come ci si aspettava, e al 6′ Cristiano Ronaldo fa impazzire i tifosi seminando panico sulla fascia sinistra e infilando la palla sotto le gambe di Lloris per l’1-0 che mette in pari il risultato dell’andata. Ovviamente questo non basta al Real, che attacca a testa bassa e prende anche un palo con Gonzalo Higuain, a Lloris battuto. Il primo tempo termina comunque 1-0. La ripresa comincia con gli ingressi di Kallstrom e Gonalons per i francesi mentre Pellegrini decide di inserire Van Der Vaart per uno spento Granero. Il Real continua ad attaccare, ma lo fa in maniera meno decisa e il Lione invece comincia ad essere più pericoloso. La beffa arriva al 75′ quando il bosniaco Miralem Pjanic si trova a tu per tu con Casillas e non sbaglia: è l’1-1 e adesso servono due reti alle merengues per passare il turno. Entrano infatti Raùl e Mahmadou Diarra da una parte e Ederson dall’altra. Il Real si sbilancia, attacca senza però riuscire a finalizzare e il Lione in contropiede rischia il colpo del K.O. per ben due volte con Lisandro Lopez e Delgado, ma entrambi falliscono il più facile dei goal. Finisce dunque 1-1 con il Lione qualificato e il Real Madrid eliminato per la sesta volta consecutiva agli ottavi di finale.

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