Calcio, Champions League: i risultati dei primi quattro ottavi di finale

Altre quattro partite verranno giocate tra il 23 e il 24 febbraio

Di Michele Furlan il 18 febbraio | ore 21 : 30 PM


Tra martedì 16 e mercoledì 17 febbraio 2010 si sono giocati quattro degli otto incontri valevoli per l’andata degli ottavi di finale della Champions League 2009/2010. Le partite che si sono giocate sono state: Milan-Manchester United, Lione- Real Madrid, Bayern Monaco-Fiorentina e Porto-Arsenal. I quattro match restanti (Olympiacos-Bordeaux, Stoccarda-Barcellona, Cska Mosca-Siviglia e Inter- Chelsea) verrano disputati tra martedì 23 e mercoledì 24 febbraio 2010.

Vediamo ora in sintesi come sono terminate le quattro partite già giocate.

MILAN 2-3 MANCHESTER UTD

In un “Giuseppe Meazza” gremito in ogni ordine di posto, il Milan di Leonardo schiera la formazione ideale eccezion fatta per la debacle di Borriello in attacco (sostituito da Huntelaar) e la scelta di schierare Bonera in luogo di Abate. Sir Alex Ferguson non può schierare Vidic e Giggs, preferendo poi Rafael a Brown. Il Milan gioca la partita della vita, al 2′ è già in vantaggio grazie ad una volèe di Ronaldinho deviata in rete da Carrick. Le occasioni per raddoppiare sono molteplici, i Red Devils infatti sembrano assenti e Antonini, Huntelaar e di nuovo Ronaldinho vanno vicini al 2-0. Al minuto 37 la svolta: Antonini si fa male, saltano le marcature e Scholes si trova libero di calciare a botta sicura su assist di Fletcher: è l’1-1. Nel secondo tempo i cambi sono decisivi: Favalli entra al posto dello sfortunato terzino sinistro milanista, e Valencia rileva uno spento Nani. Proprio dall’ecuadoregno parte il cross per Rooney, che al 66′ insacca l’1-2. passano otto minuti e lo stesso Rooney mette il terzo sigillo ancora di testa (pesante l’amnesia difensiva di Nesta e Thiago Silva) su ottimo passaggio di Fletcher. L’ingresso di Seedorf e Inzaghi ridà vitalità al Milan che all’85′ accorcia le distanze grazie ad una splendida segnatura di tacco proprio del neo entrato olandese. Nei minuti di recupero viene espulso Carrick per doppia ammonizione, ma non accade più nulla. Il Milan perde dunque 3-2 in casa.

LIONE 1-0 REAL MADRID

Allo stadio “Gerland” di Lione si vedono opposte la formazione di casa  e i “galattici” del Real Madrid. Claude Puel mette in campo la migliore formazione possibile, preferendo Govou a Michel Bastos. Manuel Pellegrini invece deve fare a meno del centrale Pepe, rivoluzionando così la difesa con l’inserimento di Arbeloa a destra, l’accentramento di Sergio Ramos in coppia con Albiol e il solito Marcelo a sinistra. A centrocampo viene preferito Mahamadou Diarra al francese Lassana Diarra. Per il resto formazione tipo con Xabi Alonso, Granero e Kakà a centrocampo e Cristiano Ronaldo e Higuain (preferito a Benzema) in attacco. La partita la fa il Lione con il Real messo alle corde. I francesi sono pericolosi soprattutto con le ali offensive Delgado e Govou (due volte vicino al goal) e con l’immarcabile Lisandro Lopez, punta centrale. Il palo clamoroso preso dall’argentino Delgado sul finire del primo tempo non è che il preludio a quello che accadrà nei primi minuti della seconda frazione. Il centrocampista camerunense Jean Makoun infatti si inventa un gol pazzesco da 20 metri, che mette in ginocchio le merengues. Madridisti che non riescono più a rimontare per colpa di un Alonso totalmente incapace di organizzare la manovra, un Cristiano Ronaldo bravo solo a far numeri, un Kakà completamente fuori forma e un pacchetto difensivo totalmente inadeguato. Finisce così 1-0 per il Lione.

BAYERN MONACO 2-1 FIORENTINA

All’ “Allianz Arena” di Monaco di Baviera scendono in campo due compagini molto diverse per tradizione, ma entrambe molto determinate. Il tecnico dei tedeschi Louis Van Gaal schiera il suo modulo ideale (il 4-2-3-1) con tutti gli interpreti presenti: da Butt a Gomez, passando ovviamente per Ribery e Robben. Cesare Prandelli dal canto suo risponde con un modulo speculare inserendo però De Silvestri per Comotto, Natali per Felipe, Bolatti per Donadel e Jovetic per Mutu (sospeso per doping). La partita è subito molto gradevole, il gioco lo fa il Bayern soprattutto con gli esterni Robben e Ribery. La Fiorentina si chiude in difesa ma è sempre pericolosa quando riparte in contropiede. Al 48′ però si spezza l’equilibrio (dopo che comunque i tedeschi erano andati più volte vicini alla rete dell’1-0) a causa di un fallo da rigore di Kroldrup su Robben. Massima punizione che lo stesso olandese realizza spiazzando Frey. La seconda frazione inizia con i viola all’attacco, tanto che al 50′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo e su una dormita di Butt e compagni di reparto, il danese Per Kroldrup insacca sottomisura la palla dell’1-1. Van Gaal, che ha già sostituito Van Buyten con l’italotedesco Diego Contento, decide di mettere in campo l’artiglieria pesante ovvero il croato Ivica Olic e il bomber tedesco Miroslav Klose. La partita però la decide Tom Henning Ovrebo, ovvero l’arbitro. Al 73′ espelle direttamente Gobbi per una gomitata molto dubbia nei confronti di Robben. Pochi minuti più tardi non riserva lo stesso trattamento a Klose che entra col piede a martello sulla caviglia di Vargas, rischiando di fargli molto male. Ma il “capolavoro” succede all’89′: Su una respinta corta di Frey, Olic di testa smista verso il centro dell’area dove Klose è liberissimo, ma in fuorigioco di almeno due metri. Il tedesco spinge la palla in rete e il guardalinee incredibilmente convalida. La partita finisce così 2-1 con una coda di polemiche infinita.

PORTO 2-1 ARSENAL

All’ “Estadio do Dragao” di Oporto il match vede contrapposti i portoghesi padroni di casa contro i favoriti londinesi dell’Arsenal. Jesualdo Ferreira, come sempre, premia una formazione mix di esperienza e gioventù affiancando ai soliti Helton, Bruno Alves e Raul Meireles nuovi volti come Pereira, Ruben Micael, Varela, Falcao e Hulk. Stesso discorso valido per Arsene Wenger, da sempre grande lavoratore con i giovani. Questa sera poi propone il cavallo di ritorno Sol Campbell al posto di Gallas, centrocampo con i soliti Fabregas, Rosicky e Diaby. Coppia d’attacco inusuale con i giovanissimi Nasri e Bendtner. La partita è molto equilibrata, ma l’ambiente è favorevole al Porto che spinge e crea occasioni da rete a raffica. All’11′ un cross senza molte pretese di Varela si trasforma nell’1-0 a causa della immane papera di Fabianski (sostituto del titolare Almunia), incapace di controllare il pallone che si insacca debolmente in rete. I Gunners non si danno per vinti e al 19′ Sol Campbell risolve un flipper in area con un potente colpo di testa che batte Helton. E’ curioso pensare che l’ultima partita di Campbell in Champions fu la finale di Parigi col Barcellona, nel 2006 in cui proprio il roccioso difensore inglese aprì le marcature. Il primo tempo termina con un paio di parate decisive del portiere brasiliano del Porto. La seconda frazione di gioco comincia con un vero e proprio “caso”. Al 51′ infatti su un retropassaggio di Campbell, Fabianski goffamente raccoglie il pallone con la mani determinando così una punizione a due in area. Il bello è che Givanildo Hulk batte subito a sorpresa passando la palla a Radamel Falcao che insacca senza problemi, dato che i londinesi stavano ancora protestando. L’arbitro Hansson (lo stesso del caso Henry) non può fare altro che convalidare la rete del 2-1, sotto una pioggia di polemiche. La partita non regala molte altre emozioni, nonostante gli ingressi in campo di Ebouè, Walcott e Vela per l’Arsenal (a trazione decisamente anteriore). Ferreira, per arginare i londinesi, decide di inserire uomini di maggior esperienza come Belluschi, Costa e Gonzalez, portando così a casa la partita.

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