Calcio, Champions League: i risultati degli ultimi quattro ottavi di finale
Tra martedì 23 e mercoledì 24 febbraio 2010 si sono giocate le ultime 4 partite valevoli per l’andata degli ottavi di finale di Champions League, edizione 2009/10. Il tabellone dei risultati è stato così completato dai seguenti incontri: Olympiacos 0-1 Bordeaux, Stoccarda 1-1 Barcellona, CSKA Mosca 1-1 Siviglia e Inter 2-1 Chelsea . I ritorni saranno disputati ancora una volta dilazionati in due settimane distinte: quella del 9 e 10 marzo e quella successiva, ovvero del 16 e 17 marzo.
Vediamo ora in sintesi l’analisi delle partita sopra menzionate.
OLYMPIACOS 0-1 BORDEAUX
Allo stadio “Georgios Karaiskakis” di Atene si affrontano i campioni in carica di Grecia e di Francia. I biancorossi di Bandovic (terzo allenatore stagionale dopo Ketsbaia e Zico) si schierano con la formazione migliore possibile (eccezion fatta per la defezione importante dell’argentino Galletti). Un vero e proprio meltin pot dove trovano posto solo 5 greci (Nikopolidis, Torosidis, Papadopoulos, Stoltidis e Mitroglu) a fronte di un restante mix di nazionalità. Per lo più giocatori molto esperti che hanno militato nei migliori campionati d’Europa (come Mellberg, Maresca, Lua Lua e Raul Bravo). I Girondini di Laurent Blanc sono invece una squadra giovane, fresca, illuminata dal genio dell’ex milanista Gourcuff, ma che deve rinunciare all’esperienza del capitano Alou Diarra, sostituito da Sanè. Per il resto formazione tipo con un 4-2-3-1 con Plasil, Wendell e appunto Gourcuff dietro a Chamakh. Il primo tempo è abbastanza noioso, con il Bordeaux che tenta di fare la partita orchestrando bene la manovra offensiva e l’Olympiacos che si arrocca in difesa e riparte ma senza efficacia. L’equilibrio si spezza al 47′ del primo tempo (ultimo minuto di recupero) quando in situazione da palla inattiva (calcio di punizione dalla fascia sinistra) il difensore centrale Ciani si sgancia e di testa infila Nikopolidis per l’1-0 del Bordeaux. Nella seconda frazione di gioco i greci tentano qualche sortita offensiva in più andando più volte vicini alla rete del pari, soprattutto col congolese Lua Lua che impegna seriamente Carrasso a metà ripresa. Gli ingressi di Zairi e Derbyshire non cambiano nulla per gli ellenici e il Bordeaux comunque gioca la sua partita affidandosi più che altro a Wendell piuttosto che a Gourcuff (in serata negativa). Ma il brasiliano è quasi sempre impreciso nelle conclusioni. La partita termina con uno scatto d’orgoglio dell’ Olympiacos che va in gol a tempo scaduto con Maresca. Rete che però viene giustamente annullata dall’arbitro Webb per fallo sul portiere francese da parte dell’inglese Derbyshire. Termina così 0-1 e i francesi possono essere più che soddisfatti di questo risultato.
STOCCARDA 1-1 BARCELLONA
Alla “Mercedes Benz Arena” di Stoccarda, i padroni di casa si trovano opposti ai “marziani” del Barcellona, campioni d’Europa in carica e, a detta di molti, autori del miglior gioco corale a livello mondiale. Senza timori reverenziali, il tecnico dei tedeschi Christian Gross mette in campo la migliore formazione possibile, sfruttando l’esperienza di giocatori come Lehmann e Hleb coadiuvata dalla freschezza dei vari Celozzi, Gebhart, Tasci e Trasch. In attacco la coppia titolare è Cacau-Pogrebnyak. In campo c’è anche un po’ di Italia rappresentata, gioca infatti il terzino sinistro Cristian Molinaro, in prestito dalla Juventus. Dal canto suo Pep Guardiola deve rinunciare invece a Dani Alves, Abidal e Seydou Keita schierando al loro posto Puyol (con Marquez centrale), Maxwell e Sergio Busquets. Il centrocampo delle meraviglie è completato da Xavi e Yaya Tourè dietro al trio Iniesta-Messi-Ibrahimovic. La partita comincia subito a ritmi elevatissimi, lo Stoccarda è in completo controllo della gara, i suoi giocatori (soprattutto quelli di fascia) vanno a mille e annullano il Barcellona, stordito e forse troppo presuntuoso. Messi viene nascosto dalla foga di Molinaro che duetta benissimo con Hleb, dall’altra parte fanno lo stesso Celozzi e Gebhart. E proprio da un cross dalla fascia destra al 25′ Cacau svetta anticipando Puyol e infilando Victor Valdes per l’1-0. Ma i tedeschi non si fermano, sanno che gli spagnoli possono colpire da un momento all’altro e così continuano ad attaccare a spron battuto andando più volte vicini al raddoppio con Pogrebnyak e ancora col brasiliano Cacau. Il Barcellona si vede raramente dalle parti di Lehmann, che però è chiamato in causa a metà tempo da un tiro debole di Messi che, mal controllato dall’estremo difensore, va a sbattere sul palo. La seconda frazione di gioco comincia a parti invertite, i blaugrana tengono il pallino del gioco senza però riuscire a sfondare perchè tutto lo Stoccarda gioca dietro la linea della palla, difendendosi con tutti gli effettivi. Al 52′ però ( e dopo l’ingresso di Henry e Gabi Milito) il Barcellona passa. In una mischia aerea in area la palla giunge tra i piedi di Zlatan Ibrahimovic che prima spedisce contro Lehmann, ma sulla ribattuta non può fallire il centro dell’1-1. Primo goal negli ottavi di finale per lo svedese del Barça, che li aveva già giocati con Ajax, Juventus e Inter. A quel punto la partita non cambia di inerzia, il Barcellona fa tanto possesso palla ma trova pochi spiragli, lo Stoccarda con Marica e Kuzmanovic è più fresco ma privo di idee. Finisce così 1-1, ed alla fine è un punteggio che va bene ad entrambe.
CSKA MOSCA 1-1 SIVIGLIA
Sul manto sintetico dello stadio “Luzhniki” di Mosca (quasi vuoto, con soli 28’000 spettatori che sfidano il grande freddo e la nevicata più consistente degli ultimi 40 anni) si affrontano i padroni di casa del CSKA (per la prima volta nella storia agli ottavi di Champions) contro i più quotati rivali spagnoli del Siviglia, vincitori del proprio girone e quarta forza del campionato iberico. Il tecnico dei russi, Leonid Slutski può contare sulla formazione ideale, dove però pesa l’assenza importante della stellina del calcio sovietico Alan Dzagoev, fermato da problemi fisici. La squadra si schiera così con un 4-2-3-1 molto offensivo con Krasic, Mark Gonzalez e Honda dietro al ceco Necid. Gli spagnoli di Manolo Jimenez sono una squadra giovane con qualche innesto di esperienza (Palop, Stankevicius, Fernando Navarro) e questo trend è dimostrato dalla scelta dell’allenatore di scegliere un modulo speculare a quello dei russi, inserendo però come attaccante il giovane Alvaro Negredo invece del maliano Kanoutè, sicuramente più esperto. Rimangono a casa, indisponibili, Luis Fabiano e Diego Capel. La partita inizialmente la fa il Siviglia, anche perchè il CSKA non gioca una partita ufficiale dall’8 dicembre scorso (la Russian Premier League segue l’anno solare, cominciando a marzo e terminando a novembre) e i suoi giocatori non sono certo in condizione atletica ottimale. Si rendono però pericolosi con qualche tiro da fuori del giapponese Honda, arrivato a gennaio dal VVV-Venlo, squadra dell’ Eredivisie olandese e quindi più preparato sul piano fisico. Al 25′ il Siviglia passa. Jesùs Navas si scatena sulla destra lasciando sul posto Shennikov e mette un pallone teso rasoterra che induce in errore sia il portiere Akinfeev, che i due centrali Ignashevich e Berezutski. Alvaro Negredo può così depositare in rete a porta vuota la palla del pesantissimo 0-1. La risposta russa è soltanto nei piedi e nella corsa di Milos Krasic, ala destra serba dalla potenza fisica e capacità tecnica straripante. Ma da solo può fare poco. Il secondo tempo comincia con un piglio diverso, la partita è più divertente e si creano occasioni da una parte e dell’altra. Al 66′, Mark Gonzalez (cileno con precedenti illustri al Liverpool), scarica un sinistro dai venti-venticinque metri che si insacca alla sinistra di Palop, dopo aver compiuto una parabola stranissima. E’ l’1-1. Le sostituzioni (Perotti, Kanoutè e Acosta per gli andalusi e Mamaev per i sovietici) non incidono sulla gara, che comunque riserva una sorpresa finale quando Necid all’ultimo minuto si vede respingere dal portiere spagnolo la palla del possibile 2-1. Finisce invece in parità, 1-1, ed è il risultato più giusto per quanto visto in campo.
INTER 2-1 CHELSEA
Al “Giuseppe Meazza”, straripante di pubblico per l’occasione, si sfidano i padroni di casa dell’Inter, alla ricerca della assoluta affermazione a livello europeo dopo l’oramai conclamato strapotere in Italia, e il Chelsea finalista nel 2008 (perse la coppa per uno scivolone del capitano John Terry al momento di calciare il rigore decisivo) e semifinalista nel 2009, eliminato dal Barcellona in una partita molto discussa per via dell’arbitraggio del solito Ovrebo. La sfida nella sfida è anche quella tra i due allenatori: Josè Mourinho (3 anni al Chelsea conditi da molti trofei) e Carlo Ancelotti (una vita al Milan prima come giocatore e poi come allenatore). Il portoghese sceglie di schierare il solito 4-3-1-2 dirottando a sinistra Javier Zanetti come esterno basso (assenti Chivu e Santon) e formando una mediana muscolare con Thiago Motta, Cambiasso e Stankovic, con Sneijder a supporto di Milito e Eto’o, autentico uomo Champions (l’ha vinta 2 volte, segnando nelle due finali). Dal canto suo Ancelotti schiera un 4-3-2-1, sopperendo alla mancanza di terzini sinistri (Cole e Zhirkov infortunati e Belletti troppo statico) mettendo Malouda in quel ruolo. Ivanovic prende il posto di Bosingwa indisponibile. Obi Mikel fa le veci di Essien in mezzo al campo e Kalou e Anelka supportano l’ariete Drogba. La partita inizia a razzo, al 3′ infatti Diego Milito si beve Ivanovic con un bel dribbling nello stretto e tira di precisione sul primo palo, sorprendendo il portiere Cech e l’accorrente Terry. E’ l’1-0, e tutto il “Meazza” non aspettava altro. Da questo momento in poi però il Chelsea reagisce, spinge molto con Malouda e Kalou sulla sinistra e arriva al tiro più volte. Una punizione di Drogba infatti si stampa sulla traversa, più tardi è Ballack ad andare alla conclusione, ma Julio Cesar è attento. Verso la fine del primo tempo l’Inter però torna a farsi pericolosissima con una incursione di Sneijder dalla sinistra, mettendo un ottimo pallone per Eto’o che incredibilmente si “incarta” al momento della conclusione a botta sicura. All’ultimo minuto di gioco, Kalou lanciato verso la porta viene fermato in qualche modo da Samuel che lo atterra in area. L’arbitro fa proseguire, la moviola dirà che era calcio di rigore. La seconda frazione inizia malissimo per l’Inter. Al 51′ Zanetti perde palla, Ivanovic la riconquista e inizia l’azione offensiva sulla destra, la palla arriva a Salomon Kalou appena fuori dall’area che, con un piattone destro, batte Julio Cesar, questa volta non esente da colpe. E’ l’1-1 e il “Meazza” è gelato. Il Chelsea tenta di chiudere il discorso qualificazione, ma gioca in maniera troppo compassata. Inoltre deve fare i conti con un superlativo Lucio, capace di fermare Drogba in tutti i modi. Al 55′ la svolta. Cambiasso tira verso la porta di Cech, ma il suo tiro viene respinto. L’ argentino però si fa trovare pronto sulla ribattuta e riesce a piazzare al volo un pallone a filo d’erba all’angolino basso della porta: è il 2-1. A questo punto Mourinho vuole chiudere il match, sostituisce Thiago Motta facendo entrare Balotelli e spostandolo sulla destra dove, contro Malouda, riesce a realizzare al meglio le sue sfuriate offensive. Entra anche Pandev, per uno spento Eto’o. Per gli inglesi entra Sturridge per Kalou, ma il risultato non cambierà. L’Inter coglie così un preziosissimo 2-1 che, però, non consente di dormire sonni tranquilli in vista del ritorno a “Stamford Bridge”.
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