Calcio, Champions League: completato il tabellone delle qualificate ai quarti

Alle 4 già qualificate si aggiungono Inter, Barcellona, Bordeaux e CSKA Mosca

Di Michele Furlan il 18 marzo | ore 17 : 55 PM


Tra martedì 16 e mercoledì 17 marzo 2010 si sono completati gli ottavi di finale della Champions League 2009/2010. Alle già qualificate Bayern Monaco, Arsenal, Manchester United e Lione si aggiungono Inter, CSKA Mosca, Barcellona e Bordeaux. Le “magnifiche” otto d’Europa andranno nell’urna di Nyon per il sorteggio degli abbinamenti dei quarti di finale venerdì 19, quando saranno effettuati anche gli accoppiamenti di Europa League.

Vediamo ora, in sintesi, l’analisi degli ultimi quattro ottavi di ritorno.

CHELSEA 0-1 INTER

Allo “Stamford Bridge” di Londra, il Chelsea aspetta l’Inter per ribaltare il 2-1 patito a Milano, per qualificarsi ai quarti di finale. Dal canto suo l’Inter non vuole perdere l’ occasione del minimo (ma fondamentale) vantaggio maturato in casa propria, per sfatare il tabù degli ottavi di finale e sbloccarsi psicologicamente a livello europeo. Carlo Ancelotti deve fare a meno del primo e del secondo portiere, infortunati, e così schiera l’inesperto Turnbull tra i pali. In difesa torna Zhirkov a sinistra, ma Carvalho da forfeit, sostituito da Alex al centro. Per il resto sia centrocampo che attacco a 3 con Mikel a fare le veci di Essien e il trio titolare di punta Anelka, Drogba e Malouda. Josè Mourinho, in quella che è stata casa sua per 3 stagioni indimenticabili, risponde con un modulo speculare. Javier Zanetti si sistema esterno basso di sinistra al posto di Chivu, infortunato. A centrocampo i muscoli di Thiago Motta e Cambiasso accompagnano il genio di Sneijder nel supportare il tridente Milito- Eto’o- Pandev. Addirittura lasciato fuori dai convocati il giovane Balotelli. La partita inizia con un copione ben preciso: l’Inter (tatticamente perfetta) aspetta che il Chelsea dia vita a qualche sfuriata offensiva, necessaria per fare il goal-qualificazione, salvo poi ripartire con micidiale pericolosità. Il match si gioca in spazi molto stretti che non favoriscono certo lo spettacolo. I Blues cercano il pertugio giusto per andare in goal, ma la difesa nerazzurra è sempre attentissima a sventare i pericoli. Il secondo tempo si apre con le squadre più lunghe e col Chelsea che tenta il tutto per tutto. Joe Cole e Kalou non riescono a cambiare l’inerzia della gara. L’Inter dal canto suo riparte continuamente in maniera pericolosissima, creando le più nitide palle-goal della gara. Al 78′ il capolavoro: Sneijder effettua un lancio di 40 metri di sinistro a innescare Eto’o, che fulmina Turnbull e spezza le gambe al Chelsea. Gli uomini di Ancelotti perdono la testa e Drogba all’87′ si fa espellere per fallo a gioco fermo. Passa meritatamente l’Inter. Con Mourinho che vince la sua personalissima sfida con Ancelotti, in una serata da incorniciare per impostazione tecnico-tattica e gestione della gara. L’impressione ora è che l’Inter possa andare a vincere la coppa a Madrid, magari sperando in un sorteggio benevolo.

SIVIGLIA 1-2 CSKA MOSCA

Al “Ramon Sanchez-Pizjuan” di Siviglia, gli andalusi devono proteggere l’1-1 di Mosca dagli assalti del CSKA, determinato come non mai a scrivere la storia. Il Siviglia di Manolo Jimenez parte ovviamente coi favori del pronostico, schierando un 4-4-2 molto simile a quello dell’andata, con qualche elemento differente (Diego Capel sulla fascia sinistra, Perotti e Luis Fabiano in attacco con Kanoutè e Romaric esclusi). Dal canto suo Leonid Slutsky fa la stessa cosa, inserendo gli stessi 11 dell’andata. Un 4-2-3-1 con Mark Gonzalez, Honda e Krasic dietro all’unica punta Necid. La differenza è che ora i russi hanno più minuti nelle gambe, avendo da poco cominciato il loro campionato. La partita comincia in maniera piuttosto noiosa, il Siviglia tiene le redini del gioco e costringe i giocatori sovietici a un pressing esagerato che spesso sfocia in falli con sanzioni disciplinari. La sorpresa arriva al 39′ quando il “corazziere” Tomas Necid irrompe in area e segna l’1-0 che gela il pubblico andaluso. Passano solo due minuti e da un cross basso di Jesus Navas dalla destra, Diego Perotti insacca facilmente la rete dell’1-1, che porta la perfetta parità con la sfida dell’andata. Il secondo tempo comincia con l’ingresso di Kanoutè nel siviglia al posto di Diego Capel: una punta per un’ala. Manolo Jimenez vuole vincere la partita. Purtroppo per lui è Palop a fargliela perdere: al 55′ una punizione senza pretese di Keisuke Honda chiama l’estremo difensore spagnolo a un comodo intervento che però trasforma in una papera clamorosa che permette alla palla di insaccarsi per il pesantissimo 1-2.  A questo punto al Siviglia servono 2 goal. Entrano Adriano e Negredo (un’altra punta). Slutsky risponde con l’inserimento di due giocatori difensivi come Odiah e Rahimic, inserendo anche Mamaev per sfruttare le ripartenze. Non succederà più nulla e dopo la Coppa Uefa vinta nel 2005, il CSKA Mosca aggiorna la sua storia raggiungendo per la prima volta i quarti di finale di Champions League.

BARCELLONA 4-0 STOCCARDA

Al “Camp Nou” di Barcellona, i padroni di casa campioni d’Europa e del mondo in carica devono riscattare il mezzo passo falso di Stoccarda (finì 1-1). I tedeschi invece tentano l’impresa già riuscita per metà appunto nella gara di andata. Josep Guardiola deve fare a meno di Abidal sulla corsia mancina (al suo posto Maxwell), recupera Dani Alves, perde Xavi e rinuncia volontariamente ad Ibrahimovic. Schiera così il solito 4-3-3 con la seconda linea composta da Iniesta-Busquets-Yaya Tourè e il trio d’attacco con Pedro e Messi a supporto di Henry. Christian Gross risponde con un quadrato 4-4-2 in cui Niedermeier e Kuzmanovic trovano posto dal 1′ rispettivamente in difesa e a centrocampo. Solita linea giovane con i vari Celozzi, Trasch, Khedira coadiuvati dai più esperti Lehmann, Hleb, Pogrebnyak e Cacau. La partita comincia con un canovaccio ben preciso: lo Stoccarda è troppa poca cosa di fronte ad un Barcellona così. Messi infatti è in serata: al 14′ parte dalla destra, si accentra in mezzo a tre difensori tedeschi e da fuori area fa partire un sinistro vellutato all’incrocio alla destra di Lehmann, è l’1-0: l’apertura delle danze. Al 22′ elude il fuorigioco dello Stoccarda con un assist delizioso per Yaya Tourè che a sua volta è molto bravo a mettere in mezzo il pallone per Pedro, che realizza il 2-0. Qualificazione in ghiaccio e tedeschi oramai spariti dal campo. Il secondo tempo regala subito un cambio: Gebhart per l’impalpabile Celozzi. Ma al 59′ Messi, dopo una strepitosa azione di Dani Alves sulla destra, conclude girandosi da fuori area col suo sinistro mortifero: è il 3-0. A questo punto Guardiola mette in campo Ibrahimovic per il dolorante Busquets, arretrando Pedro a centrocampo. Entrano anche Gabi Milito per Henry e Bojan Krkic per Iniesta. Gross si limita a cambiare Pogrebnyak, inserendo il romeno Marica. All’89′ Ibrahimovic sfrutta uno sbilanciamento dello Stoccarda per lanciare in campo aperto Bojan, che sull’uscita di Lehmann tocca in rete per il 4-0. Finisce qui. Il Barcellona era troppa roba per i ragazzi di Gross. I catalani si dimostrano ancora una volta una delle squadre più forti di tutti i tempi, giocando un calcio spettacolare. Chi vorrà vincere la coppa, dovrà sicuramente fare i conti con la squadra di Guardiola.

BORDEAUX 2-1 OLYMPIACOS

Al “Jacques Chaban Dalmas” di Bordeaux, i girondini cercano la loro prima storica qualificazione ai quarti di finale di Champions League, in virtù dell’1-0 maturato ad Atene. L’ Olympiacos dal canto suo si presenta per rovesciare il risultato. Laurent Blanc deve fare a meno di Planus (al suo posto Sanè in mezzo alla difesa) ma ritrova il capitano Alou Diarra che insieme a Menegazzo forma la diga dietro ai tre fantasisti (Wendell, Gourcuff, Plasil) che supportano l’unica punta Chamakh. Bozidar Bandovic risponde con un 4-4-2 classico con LuaLua e Derbyshire (preferito a Mitroglu) di punta, supportati dalle incursioni sulla fascia di Datolo e Zairi. Per il resto, formazione tipo. Il Bordeaux parte forte, anzi fortissimo. Al 5′ Gourcuff trasforma una punizione decentrata dalla sinistra in una palla velenosa che si insacca all’ incrocio dei pali alla sinistra di Nikopolidis, non certo irreprensibile nell’occasione. L’1-0 francese taglia le gambe all’Olympiacos che scompare dal campo. A metà tempo Gourcuff prova a ripetersi dalla stessa “zolla”, ma prende la traversa. All’ultimo minuto di recupero, Derbyshire devia in rete un tiro crosso di LuaLua, ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Il secondo tempo comincia malissimo per i greci, sempre Derbyshire commette un fallaccio a meta campo. Il portoghese Benquerenca decide per il secondo giallo e dunque l’espulsione. A questo punto Bandovic si gioca il tutto per tutto inserendo Mitroglu per Zairi. Un minuto dopo la giovane punta greca pareggia il conto con un bel tiro al volo che non lascia scampo a Carrasso: 1-1. A questo punto i francesi prendono paura. Un’altra rete e la qualificazione che sembrava già in tasca, prenderebbe la strada per Atene. Saltano i nervi. Alou Diarra in pochi minuti si fa prima ammonire e poi mandare sotto la doccia per un fallo identico a quello di Derbyshire. La partita è in bilico. Blanc manda in campo Sertic al posto di Plasil, Bandovic inserisce Ledesma per Stoltidis. All’87 però si rompe l’equilibrio: cross di Tremoulinas dalla sinistra, Nikopolidis non salta abbastanza e Chamakh di gran carriera incorna la palla del 2-1. Gli ingressi di Jussie e l’espulsione di Mellberg servono solo agli almanacchi. La qualificazione è del Bordeaux che, per la prima volta nella storia, arriva ai quarti di Champions e si candida come mina vagante per il sorteggio di Nyon.

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