Calcio, Champions: i risultati dell’andata delle semifinali
Stravince l'Inter col Barcellona, il Bayern regola di misura il Lione
Di Michele Furlan il 24 aprile | ore 09 : 17 AM
Tra martedì 20 e mercoledì 21 aprile 2010 si è giocata l’andata delle due semifinali di Champions League 2009/10. L’Inter, opposta al Barcellona, ha sfoderato una grandissima prestazione vincendo a Milano per 3-1. Il Bayern Monaco in casa ha giocato una grande partita, imponendo il proprio gioco ma riuscendo a vincere solo 1-0 contro il Lione. Il ritorno, che sancirà le partecipanti alla finale di Madrid, si disputerà tra martedì 27 e mercoledì 28 aprile prossimi.
Vediamo ora più nel dettaglio come sono andate le due partite attraverso un’analisi sintetica.
INTER 3-1 BARCELLONA
In un “Giuseppe Meazza” stracolmo di tifosi interisti, decisi a sostenere la propria squadra in una partita così importante, che non vedeva l’Inter protagonista dal 2003, anno della semifinale contro il Milan, i nerazzurri se la vedono contro i marziani del Barcellona, campioni in carica. I blaugrana sono arrivati a Milano in pullman, per via delle polveri del vulcano islandese che ha bloccato i voli di mezza europa, ma nonostante questo sono i favoriti. Josè Mourinho schiera il consueto 4-2-3-1 offensivo con Julio Cesar tra i pali; Maicon, Lucio, Samuel e Zanetti in difesa; Cambiasso e Thiago Motta in mediana; Eto’o, Sneijder e Pandev a supporto dell’unica punta, Diego Milito. In risposta, Pep Guardiola dispone il classico 4-3-3 con Victor Valdes in porta; difesa con Dani Alves, Puyol, Piquè e Maxwell; centrocampo a tre con Busquets interno e Xavi e Keita ai suoi lati; attacco con Messi a destra, Pedro Gonzalez a sinistra e Ibrahimovic al centro. La partita inizia subito con un buon ritmo imposto dagli ospiti. Xavi dispensa le solite geometrie, gli esterni Dani Alves e Maxwell mettono più volte in difficoltà l’Inter, mentre Messi è ben ingabbiato da Cambiasso e Motta. Da un errore in disimpegno di Lucio, al 19′ il Barcellona va in goal. Xavi recupera palla, serve sulla sinistra Maxwell che compie una grande discesa fino alla linea di fondo. Il suo cross basso è troppo arretrato per Ibrahimovic, ma perfetto per Pedro che di sinistro e di prima intenzione fulmina Julio Cesar: è lo 0-1, assolutamente meritato. L’Inter però non sta a guardare, sa bene che il goal subito può essere molto pesante. Milito viene dunque servito più spesso e con più precisione, tanto che almeno due volte va vicino al meritato 1-1, ma la sfortuna sembra dalla sua parte. Al 30′ però, Eto’o nell’inedito ruolo di esterno destro, serve Milito a centro area, il quale piazza un pallone d’oro a Sneijder che da solo di piatto destro insacca la rete dell’1-1, facendo esplodere lo stadio. Di fatto il primo tempo termina qui. La seconda frazione comincia col “botto”. Al 48′ discesa strepitosa di Maicon sulla destra, scambio nello stretto con Milito e palla depositata in rete dall’altezza dell’area piccola dallo stesso brasiliano: è il 2-1, e l’Inter non poteva ripartire meglio di così. A questo punto Mourinho decide di coprirsi di più levando un ottimo Pandev ed inserendo Stankovic, che comunque garantisce un lavoro anche offensivo. Al 61′ arriva il goal del roboante 3-1: Eto’o dalla destra fa partire un cross verso il centro dall’area, Sneijder di testa fa la sponda per Milito che, sempre di testa, (anche se in probabile fuorigioco) insacca il goal della sicurezza. Il “Meazza” impazzisce, ma non è ancora finita. Guardiola decide di togliere un impalpabile Ibrahimovic per inserire Abidal ed avanzare Dani Alves. Comincia l’assedio blaugrana, che durerà fino al 94′. Il Barcellona ha due palle d’oro con Busquets (murato da Julio Cesar) e Piquè (salvato sulla linea da Lucio). Messi si fa notare solo per una punizione ben calciata su cui però il portierone brasiliano dell’Inter salva senza problemi. L’episodio che fa più discutere è un contatto in area tra Cambiasso e Dani Alves. L’arbitro portoghese Benquerenca ammonisce il brasiliano per simulazione, le immagini rallentate gli daranno torto. Nel tentativo di salvare uno dei tanti assedi del Barça, Maicon subisce un colpo al mento che gli fa perdere un incisivo ed è costretto ad uscire per Chivu. C’è anche spazio per Balotelli, che entra al posto di uno stremato Milito. Ma il giovane nerazzurro, dopo aver sprecato due ripartenze, viene beccato dal pubblico di casa e reagisce in malo modo. Al termine della gara (che finisce appunto 3-1) si leva e getta a terra platealmente la maglia da gioco. Ne scatta un parapiglia generale tra i compagni che rovina in parte la festa dell’Inter, che ora dovrà gestire con un’ altra partita perfetta al Camp Nou il vantaggio di due reti perchè Il Barcellona non dovrà sbagliare nulla e soprattutto non dovrà recarsi in Spagna convinta di essere già in finale. Ci sarà senz’altro da divertirsi.
BAYERN MONACO 1-0 LIONE
All’ “Allianz Arena” di Monaco di Baviera (spettacolare la coreografia dei tifosi tedeschi) va in scena la semifinale meno “nobile” di questa Champions League. Il Bayern, dopo un inizio di stagione da dimenticare, vuole compiere il miracolo di vincere la sua quinta coppa. Il Lione invece vuole onorare al meglio la competizione, che mai l’aveva visto arrivare tanto lontano. Louis Van Gaal predispone il solito 4-4-1-1 (che si può leggere anche 4-2-3-1) con Butt in porta; Lahm, Demichelis, Van Buyten e il giovanissimo italo-tedesco Diego Contento (in sostituzione di Badstuber, squalificato) in difesa; a centrocampo coppia centrale formata da Schweinsteiger e Pranjic con Ribery e Robben sugli esterni (con il compito di svariare tra le linee); in attacco unica punta Olic supportata da Thomas Muller, vera e propria rivelazione della stagione tra le file del Bayern. Anche Claude Puel schiera il “suo” 4-2-3-1, cambiando un po’ di interpreti perchè obbligato dalle assenze, ma anche per qualche scelta tecnica. Hugo Lloris è indiscutibilmente a difendere i pali; Reveillere, Cris, Toulalan (arretrato da mediano a centrale di difesa) e Cissokho formano la linea dei difensori; i due mediani sono Gonalons e Kallstrom; Ederson, Pjanic e Delgado agiscono dietro l’unica punta Lisandro Lopez. La partita è inizialmente molto tattica, con il Bayern che cerca di alzare il ritmo mediante un prolungato possesso palla e il Lione che cerca di difendersi e ripartire in contropiede. Sono i padroni di casa però alla lunga a diventare padroni del gioco, grazie ad un Schweinsteiger in giornata, ad un Robben strepitoso, alla fascia sinistra Contento-Ribery che funziona alla grande e all’ottimo svariare tra le linee di Muller. Il Bayern infatti ha diverse occasioni, che partono soprattutto dai piedi di Ribery, ma nessuna macroscopica. L’unico tiro degno di nota è del Lione e precisamente di Kallstrom, che con un destro di controbalzo dalla sinistra impegna severamente Butt. La svolta però sembra arrivare al 37′. Ribery in un contrasto entra con il piede a martello sulla caviglia di Lisandro Lopez. Rosetti è lì vicino e non può fare altro che espellere direttamente il francese, incredulo, che dovrà per forza di cose saltare il ritorno a Lione e, se il giudice sportivo sarà severo, potrebbe anche saltare l’ipotetica finale. Il Lione non ha il tempo di approfittare della superiorità numerica e il primo tempo finisce 0-0, tra i fischi dell’ “Allianz” indirizzati a Rosetti. La ripresa si apre con un cambio tattico, Van Gaal leva Olic (non in serata) e inserisce un mediano come Tymoschuk, avanzando quindi Schweinsteiger. Il risultato si vede subito, dato che il Bayern comincia quello che sarà un assedio di 45′. Al 53′ Toulalan, appena ammonito, si fa espellere per somma di ammonizioni per un intervento a gamba tesa punito in maniera severa da Rosetti. La parità numerica è ristabilita e così sia Van Gaal che Puel operano dei cambi. Per i bavaresi esce Pranjic ed entra una punta pura come Mario Gomez. Per i francesi esce Pjanic ed entra Makoun. Al 69′ il risultato si sblocca. Lahm cede palla a Robben, che dai 20 metri opera un dribbling e fa partire un sinistro velenoso che viene fortunosamente deviato da Muller in rete: è l’1-0 strameritato dai padroni di casa. Nelle file del Lione entrano anche Michel Bastos e Govou, mentre nel Bayern uscirà uno stizzito Robben (come al solito, il migliore) per far spazio ad Altintop. Non succederà più nulla. L’1-0 sta quindi un po’ stretto agli uomini di Van Gaal, che hanno dominato la partita. Il Lione esce con le ossa rotte, sapendo però che gli basterà segnare una rete in casa per pareggiare il conto. Al “Gerland” sarà dunque battaglia.
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