Caccia anche nei parchi. Gli ambientalisti protestano

Il senatore Molinari (Terzo Polo) ha proposto un emendamento che permetterebbe di abbattere anche specie fino ad ora non cacciabili. Gli ambientalisti: ritiri immediatamente l'emendamento

Di Antonio Tomeo il 15 settembre | ore 10 : 27 AM


«Gravità inaudita. Molinari ritiri il testo “stermina-fauna” e i partiti ne prendano pubblicamente le distanze» è il commento delle associazioni ambientaliste all’emendamento proposto dal senatore Claudio Molinari (Terzo Polo Api-Fli) alla legge sui parchi (legge 394/91, ndr)in discussione in commissione Ambiente del Senato. Di fatto la proposta del senatore del Terzo Polo, se dovesse essere approvata, permetterebbe di abbattere specie attualmente non cacciabili anche in aree protette, senza limitazioni temporali e in tutto il territorio nazionale.

La proposta di Molinari ha provocato le risposte di diverse associazioni ambientaliste – Amici della Terra, Animalisti Italiani, Enpa, Fare Verde, Lac, Lav, Lipu, No alla Caccia, VAS e WWF – che si sono unite per un comunicato congiunto. «L’emendamento – si legge nella nota – che ha fatto il giro del Senato prima di trovare, appunto nel senatore Molinari del Terzo Polo il messaggero giusto, prevede tra le altre cose, che l’abbattimento della maggior parte delle specie di fauna presenti sul territorio nazionale, cacciabili o meno, avvenga con il semplice parere obbligatorio (cioè, non vincolante) dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ndr), senza limiti di tempo e di luogo». In parole più semplici, «sotto le mentite spoglie del controllo faunistico» si dà la possibilità di sparare «in tutte le zone vietate alla caccia, inclusi centri abitati, parchi, zone di prossimità alle abitazioni private, previo semplice piano da predisporre da parte delle regioni».

In questo modo quindi sparisce la necessità di utilizzare prioritariamente i metodi ecologici per il controllo delle popolazioni faunistiche e da qui le preoccupazioni delle associazioni ambientaliste, secondo cui l’emendamento Molinari aprirebbe «un’ulteriore stagione di deroghe regionali, rispetto alle quali sarà difficilissimo distinguere tra attività venatoria, deroghe classiche e nuove deroghe da controllo faunistico».

La situazione è quindi «davvero grave e va fermata subito e ci attiveremo strenuamente» si legge nel comunicato. La richiesta delle associazioni è chiara: «Chiediamo al senatore Molinari di ritirare un così cattivo emendamento, e a tutti i partiti di maggioranza e opposizione di prendere pubblicamente le distanze da questo testo “sterminafauna”, non degno di un Paese civile».

Alcuni partiti hanno già risposto all’appello. Cristina Morelli, responsabile diritti degli animali e membro dell’Esecutivo nazionale dei Verdi, chiede il ritiro dell’emendamento, che definisce folle e ha invitato il senatore a «occuparsi piuttosto delle complesse vicende economiche che affliggono l’Italia». La senatrice Ceccacci Rubino, portavoce del gruppo parlamentare Diritti degli Animali Pdl, ha chiesto al collega di ritirare subito l’emendamento, e anche l’Idv promette battaglia.

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