Bufale, ovvero l’irresistibile fascino della menzogna

Di lorenza.boninu il 22 settembre | ore 12 : 34 PM


Bene, ancora una volta la bufala è stata smascherata, e con una certa facilità: la vicenda del matrimonio beffa di Monopoli (lo sposo che al momento del “sì” avrebbe in realtà pronunciato un bellissimo e rotondo “no”, aggiungendo: “chiedete il perché a lei e al testimone”) non ha retto ad una più attenta verifica. Si tratta di una vecchia leggenda metropolitana che gira in Rete da anni, con poche e irrilevanti varianti. In verità, quando ieri ho fatto leggere la notizia a mio figlio sedicenne, l’astuto ragazzino è scoppiato in una sonora risata: “E’ una bufala, mamma. L’ho letto a casa dei nonni su Focus … di agosto “.  Su Focus Extra del mese scorso, avete capito bene, mica su un rapporto segreto svelato da Wikileaks. Eppure fior di testate titolate (Repubblica, Il Giornale, Libero, Il Fatto quotidiano etc etc) hanno fatto a gara nel diffondere la ghiotta notiziola che, ovviamente, è rimbalzata poi di bacheca in bacheca su Facebook e vari altri social network. Storia vecchia, si dirà. Che forse non meriterebbe spazio ulteriore, se una volta di più la faccenda non avesse rivelato i limiti di certa informazione e, scusate tanto se lo dice una che non è nessuno, una sconfortante mancanza di professionalità: controllare, no? troppo difficile, troppo dispendioso in termini di tempo? Eppure, mica per niente, un paio di clic e la questione sarebbe stata subito chiara.

Il fatto in sé, siamo d’accordo, è marginale. Però chi ci dice che il perverso meccanismo non funzioni con effetti ben più devastanti anche su questioni più importanti? Quando leggo un giornale che non sia dichiaratamente di gossip e non sguazzi volutamente nello sciocchezzaio mediatico, ma ambisca su serio a “fare opinione”, come si dice, vorrei potermi ragionevolmente fidare: vorrei credere che sia all’opera un tasso accettabile di deontologia, che i filtri funzionino, che i fatti siano fatti e non storielle confezionate per meri scopi di audience.

Per dire: si sa che l’utente medio di facebook è abbastanza ingenuo e tende a condividere qualunque stranezza appaia a schermo senza verifiche. Grazie a Dio la Rete ha una comprovata capacità di autocorrezione “dal basso” e quindi, anche senza essere professionisti del “debunking” come Paolo Attivissimo , si incontra sempre qualcuno che, appena appena più smaliziato, è in grado di smascherare le stupidaggini più grossolane. Esempio tipico, il virus malevolo  che via facebook ti ruberebbe in un batter d’occhio le password, ti cancellerebbe il profilo, formatterebbe il disco rigido e, presumibilmente, svuoterebbe il tuo conto in banca, sedurrebbe tua/o moglie/marito, ruberebbe la tua automobile etc etc… allarmi invariabilmente scritti in un terrorizzante maiuscolo, con annesso invito a condividere con il maggior numero possibile di contatti: il che, naturalmente, non impedisce che quando il virus si manifesta davvero, sotto forma di falsi video che finiscono per impestare le bacheche di tutti, le medesime persone che prima si sono abbandonate ad un allarmismo ingiustificato non ci pensino due volte ad aprire per curiosità malsana link che, al contrario, dovrebbero cestinare senza pensarci un attimo.

Ma i cosiddetti professionisti dell’informazione, no, non sono giustificabili. Non sono giustificabili né quando mentono sapendo di mentire (ricordate il famigerato “metodo Boffo”?), né quando avallano stupidaggini per mera ignoranza, manco fossero candidi bimbiminkia.

Daily Life Margini

Related Posts

Un Commento

  1. Gianni Pardo, 8 meses fa Replica

    Il fatto è che gli uomini credono tanto più facilmente qualcosa quanto più gli piace crederla. Se non fosse così, i truffatori avrebbero una vita talmente dura che forse preferirebbero lavorare onestamente. Già i romani dicevano degli stupidi (cioè della maggior parte) “credunt quod cupiunt”, credono quello che desiderano, e gli inglesi hanno coniato il concetto di “wishful thinking”.
    A questo aggiunga che se il “desiderio” è quello di sorridere, può accadere che si creda la storiella del “matrimonio con rivelazione sull’altare”. Se invece il desiderio è quello di nuocere alla parte politica avversa, si può arrivare… no, non sto per parlare di Berlusconi. Parlo delle dimissioni di Giovanni Leone. Una storia che a tanti anni di distanza dà ancora il voltastomaco. E che costrinse un galantuomo che non aveva la resistenza di… Berlusconi, ha pensato? No, che non aveva la resistenza di un Leonida, a uscire di scena con disonore.


Scrivi il tuo Commento

Ricorda che non sono consentiti: contenuti offensivi e diretti all'autore, razzisti, diffamatori, che contengono turpiloquio o contrari alla legge italiana, pubblicitari, copiati o privi di significato; commenti privi di nome, cognome e indirizzo email.

*

Sondaggio

La tua considerazione di Berlusconi negli ultimi 3 anni?

View Results

Loading ... Loading ...

About us

DailyBlog.it - Testata giornalistica iscritta, con ordinanza n. 4/2010, presso il Registro Stampa del Tribunale di Vasto (Ch).

P.IVA 02328460692 – ROC n. 20166

Direttore Responsabile: Alessandro Olivieri - More >