Bologna, Delbono rassegna le dimissioni
Di Valentina Cervelli il 26 gennaio | ore 08 : 06 AM
Bologna non ha più il suo sindaco. Dopo soli 7 mesi in carica Flavio Delbono si dimette dal suo incarico, iniziato in giugno. A monte del gesto il “Cinziagate”, l’indagine nei suoi confronti per peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata aperto presso la Procura cittadina.
Tutto iniziò con le dichiarazioni di Cinzia Cracchi, sua ex compagna e segretaria,in merito al presunto utilizzo di denaro della Regione a uso privato. Anche la donna, che ha perso il lavoro, è indagata per peculato ed abuso d’ufficio.
Sabato scorso Delbono aveva rassicurato tutti, sostenendo, dopo 5 ore di interrogatorio con gli inquirenti, che nessuno lo avrebbe portato alle dimissioni. Quarantotto ore dopo il dietrofront: a quanto pare infatti le sue affermazioni così nette non sarebbero piaciute ai vertici del PD, i quali puntano da sempre su un immagine pulita ed onesta dei propri rappresentanti. Ecco quindi arrivare nel pomeriggio di ieri le dimissioni del sindaco in Comune. Una decisione presa da Delbono per il “bene della città” ed accettata di buon grado dal Pd, segretario Bersani in primis.
Le dimissioni formali sono arrivate intorno alle 15. In seguito l’annuncio di Flavio Delbono alla stampa: la tensione era evidente. “I modi e i tempi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria”, ha spiegato ai presenti, “rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco”. Per questo motivo “ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica”.
Una scelta, ha continuato Delbono, dovuta ai suoi elettori ed a una città come Bologna, che merita il meglio e tutta la attenzione possibile da parte dei suoi amministratori. Ed ha rassicurato, in merito agli impegni previsti in Comune, che sceglierà per il suo abbandono, “modi e tempi che dovranno tener presente i temi prioritari della città”, partendo dal fatto che “nei prossimi giorni inizierà in aula l’esame per la discussione del bilancio 2010”. Le reazioni alle dimissioni del sindaco sono state molteplici. Le più dure si sono però registrate dai suoi avversari bipartisan alle scorse amministrative. Sia per Alfredo Cazzola che per Giorgio Guazzaloca (unico ex sindaco bolognese di destra, n.d.r.) le dimissioni di Delbono rappresentano il punto più alto della sua inadeguatezza alla carica.
Ora per Bologna le strade sono due: commissariamento per almeno un anno, o se il Governo decidesse di varare un decreto apposito, ritorno alle urne in autunno.
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