Bollettino Bce: il bilancio dell’Ue necessita di ulteriori riforme
I dati incoraggianti giungono da disoccupazione e crescita economica
Di Simone Ricci il 12 novembre | ore 10 : 18 AM
L’ultimo bollettino della Banca Centrale Europea mette in luce una situazione finanziaria dai contorni incoraggianti per l’Ue, ma non abbastanza per parlare di un vero e proprio salto di qualità: l’istituto di Francoforte ha voluto sottolineare come la governance economica continentale sia attualmente oggetto di interessanti progetti di riforma, ma attualmente che queste stesse proposte non possono essere sufficienti per dar vita a un vero e proprio salto di qualità, più che necessario nel contesto storico attuale.
In base a quanto emerge dalla pubblicazione dell’istituzione europea, le riforme in atto sono dei rafforzamenti strategici del quadro di sorveglianza, ma occorre anche sciogliere tutti quei dubbi che circondano il fronte delle sanzioni automatiche, finora assenti ingiustificate, e la riduzione del rapporto esistente tra il debito e il prodotto interno lordo, un elemento da monitorare in maniera costante.
L’eurozona sta vivendo un momento positivo in tal senso, con le stime macroeconomiche che hanno dipinto uno scenario di sostanziale ripresa economica. Ciò nonostante, i paesi che adottano la moneta unica del Vecchio Continente non possono gioire del tutto, visto che i rischi e i timori sono dietro l’angolo, soprattutto se si pensa che i mercati finanziari vivono costantemente momenti di tensione. La lettura del bollettino della Bce fa però suscitare anche sensazioni piene di ottimismo; anzitutto, le previsioni di economisti e analisti appartenenti alle principali istituzioni finanziarie per quel che riguarda la crescita dell’eurozona sono migliorate notevolmente e lo stesso discorso può essere fatto per il relativo tasso di disoccupazione.
Quest’ultima indagine, in particolare, ha coinvolto ben sessantuno previsori, soggetti completamente esterni all’Eurotower, quindi una rilevazione più che incoraggiante. C’è poi da aggiungere che la crescita dell’anno in corso è stata rivista al rialzo dell’1,6%, mentre in estate si era assestata all’1,1%; nel 2011, la percentuale diminuirà leggermente (1,5%), per poi raggiungere il traguardo dell’1,8% nel 2015.
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