Cala l’obolo di San Pietro, ma non il bilancio del Vaticano
Di Daniela Ciabattini il 4 luglio | ore 09 : 42 AM

L’obolo di San Pietro è in calo, ma nonostante ciò i conti del Vaticano risultano essere in attivo per il secondo anno consecutivo.
Questo, in breve, è quanto emerso alla conclusione del consiglio della commissione cardinalizia che sovrintende alle finanze pontificie e diramato dalla sala stampa vaticana. Il cardinale Velasio De Paolis, presidente della Prefettura per gli Affari economico della Santa Sede, carica che equivale al Ministro delle Finanze, ha fatto sapere che il Vaticano ha chiuso il bilancio del 2010 con un attivo di circa 10 milioni di euro.
Insomma, fin qui tutto bene, se non fosse, specifica il cardinal De Paolis, che le offerte dei fedeli, il famoso l’obolo di San Pietro, sono in netto calo. Nel 2010 si sono registrati 46,6 milioni di euro di offerte rispetto ai 65,2 milioni del 2009, con una differenza, quindi, di 18,6 milioni di euro, che secondo il cardinal De Paolis è da imputarsi alla crisi economica che ha colpito anche i fedeli.
L’istituzione dell’obolo di San Pietro risale al VII secolo, quando gli anglosassoni, dopo essersi convertiti al cristianesimo, decisero di inviare ogni anno al successore di Pietro, una somma in denaro per il suo sostentamento; in pratica l’obolo di San Pietro è proprio questo: l’insieme delle offerte che i fedeli danno al Pontefice per sostenere la missione della Chiesa.
Molto più semplicemente, oggi l’obolo di San Pietro, oltre che dalle offerte dei singoli fedeli, è costituito dalle donazioni che provengono dagli istituti di vita consacrata e di vita apostolica, dalle fondazioni e dalla Chiese particolari.
Diminuzione dell’obolo di San Pietro a parte, l’attivo del Vaticano è un vero e proprio “tesoro” che si deve, secondo quanto illustrato dal cardinale De Paolis, dall’ottimo andamento dei Musei Vaticani, che nel 2010 hanno registrato un aumento delle visite, oltre ad una politica di contenimento delle spese; le uscite della Santa Sede, invece, sono dovute alle spese ordinarie e straordinarie dei Dicasteri e degli Organismi vaticani che, in termini di personale dipendente si quantifica intorno alle 2.806 unità.
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Giacomo Bertoni, 10 meses fa
Un modestissimo consiglio al Vaticano? Prima di ricordare la crisi (sicuramente complice della diminuzione delle offerte) occorrerebbe anche un piccolo esame di coscienza… Molti comportamenti ambigui, molte prese di posizione sbagliate e molte dichiarazioni sciatte e non supportate dai fatti hanno sicuramente fatto perdere fiducia anche a molti fedelissimi…