Battisti se la ride e noi stiamo a guardare
Di Federico Catani il 9 febbraio | ore 20 : 38 PM
Se la ride Cesare Battisti. L’ex terrorista rosso, vecchio membro dei proletari armati per il comunismo, ha dichiarato che sfilerà al prossimo carnevale di Rio de Janeiro. L’assassino protetto dal Brasile non sembra essere sfiorato minimamente dai sensi di colpa per i quattro omicidi di cui si è macchiato in Italia.
Il fatto che il nostro Paese continui a guardare e a lanciare qualche critica nei confronti del governo brasiliano e di Battisti è vergognoso. Un criminale del genere dovrebbe marcire in galera scontando il suo ergastolo, dovrebbe essere condannato a svolgere lavori forzati. E invece se ne sta bel bello al sole di Rio, tra ballerine e samba. Non sarebbe il caso di rivedere i nostri rapporti con l’esecutivo brasiliano, purtroppo anch’esso tinto di rosso, oppure di chiedere la modifica di assurde norme internazionali che consentono ad un terrorista di farla franca e di prendersi gioco sia delle vittime, sia dei loro parenti distrutti dal dolore?
Vedere il volto beffardo di Cesare Battisti sui giornali e nelle tv è davvero insopportabile. E sapere che l’Italia non può far nulla per evitare simili pagliacciate tragicomiche è alquanto umiliante. Dato che il presidente Napolitano ci tiene assai all’onore del nostro Paese, tanto da festeggiare con retorica stucchevole il centocinquantenario dell’unificazione e visto che Monti sarebbe molto più autorevole di Berlusconi e di qualsiasi altro politico nostrano, non sarebbe il caso di far sentire la nostra voce? Ma questa è soltanto un’ingenua illusione. L’Italia non è governata da grandi uomini, ma solo da fantocci in mano a certe lobby che fanno il bello e il cattivo tempo quando e come vogliono. Se già si riuscisse a riconoscere questa triste realtà saremmo un passo avanti. Intanto ci tocca subire Battisti che sfila a Rio de Janeiro. Giustamente, si dice che a carnevale ogni scherzo vale. Ma questo è proprio di pessimo gusto.









Gianni Pardo, 3 meses fa
“L’Italia non è governata da grandi uomini, ma solo da fantocci in mano a certe lobby che fanno il bello e il cattivo tempo quando e come vogliono. Se già si riuscisse a riconoscere questa triste realtà saremmo un passo avanti”.
Caro Catani, lei si è lasciato trascinare dall’indignazione, mentre il dovere della misura non dovrebbe mai essere dimenticato. A parte il fatto che non vedo molti grandi uomini alla guida degli altri Paesi, chiamare “fantocci in mano alle lobby” personaggi come Berlusconi, che al massimo una lobby poteva anche possederla, o come Mario Monti, che non vedo perché debba essere sospettato di questo, che cosa le fa pensare che essi possano o abbiano potuto “fare il bello e il cattivo tempo”? Credo che uno dei motivi per i quali Berlusconi si è fatto da parte sia stata la convinzione di non riuscire a governare l’Italia in modo da trarla fuori dai guai.
Lei ha compiuto una insolita cattiva azione: mi ha costretto a difendere i politici italiani.
Per quanto riguarda Battisti, lei ha ragione. Ma il fatto che quel tanghero non si vergogni, e rida, come dice lei, dimostra a che punto è diverso da lei e, se permette, da me. Soprattutto dimostra a che punto una persona disturbata è capace di darsi ragione, checché abbia fatto in vita sua. Viziato dagli intellettuali francesi, protetto contro venti e maree dalle autorità brasiliane si sentirà un grand’uomo. Un creditore piuttosto che un debitore. Credo che neanche una cooperativa di psicoanalisti sarebbe in grado di aiutarlo. E personalmente amerei che di lui si occupasse piuttosto una cooperativa di agenti di custodia.
Ma capisco che il nostro governo non si occupi di lui. Un criminale, visto dal consiglio dei ministri, è cosa del tutto priva d’importanza.