Barak Obama: L’ economia si riprenderà
Di AlessandraBattistini il 25 febbraio | ore 17 : 06 PM
Nel suo discorso alle Camere riunite, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, parla della crisi economica: “L’economia americana è indebolita ma si salverà. Non sarà il peso della recessione economica a determinare il destino di una Nazione come gli Stati Uniti, ricostruiremo, usciremo dalla crisi”, ha aggiunto.
Nei suoi proteggi, Obama ha le idee chiare: punta sulla speranza, che già ebbe successo per farlo giungere sino alla Casa Bianca, nel tentativo di risanare l’America, allontanandola dalla crisi. Per settimane il presidente ha sottolineato i mali estremi dell’economia americana, per giustificare l’estremo rimedio di una maxi-manovra da 787 miliardi di dollari.
All’appuntamento con il suo primo discorso al Congresso in seduta plenaria, di fronte a milioni di americani che lo seguivano in diretta tv (in Italia era notte), Obama si è affidato all’ottimismo cocciuto dell’America “che non molla”, che si sorregge sulle proprie gambe per rialzarsi, per ricostruire ciò che gli uragani abbattono e non si ferma di fronte a nessun ostacolo.
“Ricostruiremo l’America”, insiste Obama, “usciremo dalla recessione e torneremo a galla più forti di prima”.
Dalle sue parole non è difficile avvicinarlo a chi venne prima di lui, come Franklin Delano Roosvelt e Ronald Reagan: “Le risposte ai nostri problemi non sono al di fuori della nostra portata, ciò di cui questo Paese ha bisogno è unire le forze, per affrontare a muso duro gli ostacoli e assumere insieme le responsabilità per il nostro futuro”.
Non si presta agli applausi di rito e alle standing ovation alla fine di ogni frase. Prosegue nel suo discorso intenso, denso, che in 52 minuti tocca tema su tema, tutti gli ambiziosi punti del programma di governo.
Non ha cercato di far paura agli americani, il presidente, ma di rassicurarli. A partire dalla fiducia nelle banche. I risparmi, ha detto “sono al sicuro” e “le banche continueranno a funzionare”.
Ma il Congresso deve “fare tutto quello che è necessario” per salvare il settore del credito, perché salvare le banche significa salvare gli americani. Parlando in termini concreti, questo significa che i 700 miliardi di dollari già stanziati per salvare Wall Street non bastano.
Trova il modo di parlare di occupazione e rigore fiscale lanciando una frecciatina a Bush: “E’ finito il tempo in cui un surplus viene utilizzato per tagliare le tasse ai ricchi.”
Obama promette tagli alla spesa pubblica per 2000 miliardi in dieci anni e ribadisce che taglierà il deficit alla metà entro la fine del suo primo mandato.
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