Bankitalia-Tesoro, disaccordo sui dati della disoccupazione

Guerra di cifre anche sulle entrate tributarie e sulla produzione industriale

Di Simone Ricci il 16 ottobre | ore 14 : 13 PM


C’è un tema economico che sta mettendo a confronto le prese di posizione della Banca d’Italia e del Ministero delle Finanze: si tratta della disoccupazione, uno dei fattori macroeconomici che meglio indica l’andamento di una nazione. Secondo Palazzo Koch, infatti, parlare di recupero per quel che concerne le spese da parte delle famiglie è ancora azzardato, a causa della cautela che viene utilizzata nei consumi. Il bollettino dell’istituto centrale del nostro paese mette in luce un secondo trimestre del 2010 piuttosto stagnante in questo senso, con gli acquisti dei beni durevoli in calo di 6,8 punti percentuali e un tasso di disoccupazione reale superiore all’11%.

Inoltre, da via Nazionale sono giunti dei segnali allarmanti circa le immatricolazioni di auto e le prospettive del mercato del lavoro. I dati in possesso a via XX settembre, però, sono ben diversi e lo stesso ministero ha voluto delineare tutti i chiarimenti del caso: le stime della Banca d’Italia vengono definite inopportune e ansiogene. In particolare, le indicazioni relative alle entrate del Fisco e alle spese sono decisamente in contrasto con quelle contenute nella Decisione di Finanza Pubblica.

Questo calo di introiti è stato spiegato con una giustificazione più semplice, vale a dire le mancate entrate una tantum che erano state registrate nel corso dell’anno passato; i dati del 2010, quindi, sarebbero pienamente in linea con quanto era stato preventivato prima della pubblicazione del documento di Bankitalia, una sottolineatura che era già stata avanzata dal Dipartimento delle Finanze.

Due fotografie che non coincidono, ma dei punti di riferimento importanti sono senza dubbio quelli del Consensus Economics, il quale illustra un incremento di un punto percentuale da parte del prodotto interno lordo, una stima molto simile a quella del Fondo Monetario Internazionale, mentre la produzione del nostro settore industriale si è mantenuto costante nel terzo trimestre del 2010, una ascesa che è partita più di un anno fa.

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