Arresti per pedofilia. L’indagine che parte da eMule
Scattata all’alba del 27 gennaio la maxi-operazione contro la pedopornografia online che ha visto le Forze dell’Ordine alle prese con 6 arresti, 31 indagati e il sequestro di 150mila file video e immagini
Di Andrea Cinalli il 29 gennaio | ore 12 : 18 PM
L’infanzia, si sa, è un periodo cruciale nella vita di ogni essere umano: è da piccoli che si plasmano le tendenze comportamentali. Immagini ed episodi di quel periodo si cristallizzano nella memoria influendo, a livello inconscio o meno, sull’andamento della vita adulta. E come tale va tutelato.
Questo nobile intento è la molla che fatto scattare Roberto Di Legami, dirigente della Polizia Postale palermitana, e Francesco Re, a capo del settore “Reati Informatici e Contrasto alla diffusione di materiale pedopornografico”. I due hanno giostrato la maxi-operazione di lotta alla pedopornografia online, partita lo scorso venerdì su scala nazionale (anche se, a dir la verità, ha interessato solo 13 regioni). L’inchiesta, denominata “Fabulinus” (dal nome della divinità romana protettrice di bimbi) e avviata un anno e mezzo fa, ha condotto all’arresto di 6 italiani, tutti benestanti con un’età tra i 35 e 65 anni, e all’iscrizione di 31 persone nel registro degli indagati per detenzione di materiale pedopornografico (scaricato, a quanto risulta, da E-Mule).
Nell’occhio del ciclone, dunque, per ora sono finiti un programmatore informatico barese, un dipendente di imprese di pulizia romano, un pensionato napoletano, un giornalista, un militare romano e pure un elettricista di Campobello di Licata, Agrigento, non solo colto con le mani nel sacco (precisamente con un computer pullulante di materiale hard scaricato attraverso il network E-Donkey), ma sorpreso anche in possesso di droghe e piantagioni di marijuana.
La Polizia Postale di Palermo, con l’ausilio del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, è risalita ai sei servendosi dell’indirizzo IP dei rispettivi computer, ora posti sotto sequestro e al vaglio degli inquirenti, che hanno raccolto oltre 150mila video e immagini. “Scene raccapriccianti” – come le definiscono in questura – che immortalano bambini fra i 2 e 10 anni, alcuni incappucciati, nell’atto di subire molestie da parte di adulti. Al momento, gli agenti sono tutti proiettati all’individuazione delle giovani vittime, cercando di carpire dettagli fisici e particolari relativi al luogo delle molestie dagli scatti.
Se il procuratore Sergio Licari può inorgoglirsi dei risultati conseguiti (“La Procura di Caltanissetta non si occupa solo di mafia o di stragi. Questa grande inchiesta sulla pedopornografia ha permesso di smantellare un ampio giro online.”), don Fortunato di Noto, presidente dell’associazione Meter che alle Forze dell’Ordine aveva segnalato oltre 1900 siti a sfondo pedopornografico, invoca a gran voce riforme da parte del presidente di Camera e Senato alla Convenzione di Canzarote, in modo da offrire maggior protezione ai più piccoli.
Siti informatici, come PcTuner.net, auspicano d’altro canto che la vicenda non divenga il pretesto per limitare ulteriormente la libertà degli utenti internet, già minata dalla chiusura di siti di filesharing quali Megaupload e Fileserve.
Chissà invece cosa avrà da dire il poliziotto che ha innescato le ricerche delle Forze dell’Ordine, quando, intento a scaricare video di pesca, si è ritrovato dinanzi istantanee di ragazzini denudati e seviziati.
Related Posts
-
16 April at 11 : 24 AM 0
Le vacanze pagate a Roberto Formigoni, da chi?
-
15 April at 21 : 31 PM 0
Cosa sta succedendo in Afghanistan
-
15 April at 12 : 35 PM 0
Top week: i più letti dal 9 al 15 aprile 2012
-
15 April at 10 : 22 AM 0
Le prime pagine dei quotidiani italiani - 15 aprile 2012








