Arab Blogger 2011 ed il futuro della Primavera Araba

Di Paolo Gallazzi il 3 ottobre | ore 17 : 09 PM


Anima delle Primavere Arabe in Tunisia ed Egitto, spina dorsale della rivolta il Libia, il cyberattivismo arabo si interroga sul ruolo dei social media nella transizione democratica dei Paesi Nordafricani. Lo fa oggi (3 ottobre, ndr) con un raduno a Tunisi, l’Arab Blogger 2011. Attesi nella capitale tunisina circa 200 attivisti, tra blogger e cybernauti.

Scegliere Tunisi è un atto fortemente simbolico, è qui che tra il dicembre 2010 ed il gennaio 2011 tutto ebbe inizio. Un sollevamento popolare senza precedenti, sia per il contesto politico-geografico che per i mezzi utilizzati per diffondere le idee, i pensieri ed organizzare manifestazioni ed azioni sovversive. Mai prima d’ora il web aveva mostrato tutte le sue potenzialità, come un’onda inarrestabile ha travolto tre regimi e spodestato altrettanti dittatori: Zine El-Abidine Ben Ali, Osni Mubarak e Muhammar Gheddafi. Inoltre l’importanza dei nuovi sistemi di comunicazione è sottolineata anche dal fatto che alcuni dei blogger arabi ispiratori dei movimenti di protesta come Lina ben Mhenni, tunisina, e l’egiziano Wael Ghonim sono tra i candidati al Nobel per la Pace, assegnato ad Oslo i prossimo 7 ottobre.

Si tratta in realtà del terzo incontro dei blogger arabi, i due precedenti, nel 2088 e nel 2009, si erano tenuti a Beirut, tuttavia quello di oggi è il primo in assoluto post-Primavera Araba.

E un incontro eccezionale. Ci sono state tre rivoluzioni arabe e la maggior parte dei blogger invitati vi sono stati coinvolti. Qui avranno modo di incontrarsi di persona e sviluppare le reti di solidarietà

Così ha affermato Malek Khadraoui, uno degli organizzatori dell’evento ed amministratore del sito tunisino Nawaat.

Il raduno durerà tre giorni e sarà possibile seguire il forum in diretta su Twitter con l’hashtag #AB11. I temi affrontati saranno molti, ha partire dalle prospettive future e dal ruolo degli stessi blogger e dei tweeps nel processo di democratizzazione, sono già sette in Tunisia i candidati alle prossime elezioni del 23 ottobre provenienti dalle fila dei cybernauti), ma saranno trattati anche altri temi “caldi” come la protezione degli attivisti (in Egitto la repressione non si è ancora placata), l’affidabilità delle informazioni (mainstream media e Wikileaks). Si discuterà inoltre delle rivolte ancora in atto in Siria, Yemen e Barhein e, con ogni probabilità, dell’esclusione al meeting dei blogger palestinesi, ai quali è stato negato il visto.

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