Apple sotto accusa. iPhone o iTrack?
Di Andrea Galassi il 22 aprile | ore 11 : 05 AM
iOS 4, la più recente iterazione del sistema operativo mobile sviluppato da Apple, include una funzionalità in grado di tenere traccia dei dati di localizzazione degli utenti di iPhone e iPad 3G. Ad individuarla sono stati Alasdair Allan e Peter Warden. I due ricercatori esperti in sicurezza informatica hanno illustrato la loro scoperta nel corso della Where 2.0 Conference di Santa Clara, California, organizzata da O’Reilly Media.
Gli spostamenti tracciati attraverso iOS 4 sono registrati in un file denominato condolidated.db, salvato in automatico su sistemi PC o Mac ogniqualvolta si collegano alle macchine iPhone ed iPad. I dati di localizzazione degli utenti, hanno spiegato Allan e Warden, sono raccolti mediante la triangolazione dei ripetitori delle reti cellulari e non attraverso il GPS integrato nei dispositivi Apple.
Secondo John Gruber di Daring Fireball, la funzionalità nascosta e portata alla luce dai due ricercatori altro non sarebbe che un bug della versione 4.2 di Apple iOS, destinato ad essere risolto tramite un aggiornamento firmware. L’ipotesi di Gruber, tra i più noti esperti di tutto ciò che bolle in pentola nelle cucine di Cupertino, non sembra aver placato le polemiche e rasserenato quanti manifestano preoccupazione per la tutela della privacy.
Si è mossa Berlino: «Ci sono alcune questioni aperte che devono essere chiarite dalla Apple in collaborazione con l’autorità competente per la protezione dei dati», ha dichiarato Ilse Aigner, ministro per la Protezione dei consumatori. E si sono mossi negli USA il senatore democratico Al Franken e il congressman Ed Markey, che hanno inviato una lettera a Steve Jobs, CEO di Apple. «Is It iPhone or iTrack?», ha chiesto Markey. Apple è chiamata a rispondere ad alcune precise domande. Perché iOS 4 raccoglie i dati di localizzazione? E in che modo sono generati i dati? Attraverso la triangolazione delle celle telefoniche, come sostengono Allan e Warden, o sfruttando anche il GPS e il Wi-Fi? Perché le informazioni raccolte non sono protette da un sistema di crittografia? Perché Apple non ha informato gli utenti e richiesto un consenso esplicito?
In Italia, ADOC (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) ha chiesto l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali ed ha invitato Apple a chiarire le motivazioni e l’utilizzo dei dati raccolti. «È sconcertante la violazione della privacy operata dai dispositivi mobili della Apple ed è gravissimo che i dati raccolti non siano in alcun modo protetti da un sistema di sicurezza», ha dichiarato Carlo Pileri, presidente di ADOC.
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