Ancora sui cosiddetti indignati
Di Federico Catani il 19 ottobre | ore 09 : 48 AM
Poiché c’è chi sostiene che coloro che hanno stuprato Roma sabato scorso erano quattro gatti, al massimo 300 e che tutto sommato la stragrande maggioranza dei manifestanti era composta da gente pacifica, mi sento in dovere di tornare sull’argomento.
Il ministro Maroni, parlando al Senato, ha dichiarato che i delinquenti intenti a lanciare sanpietrini ed estintori, a bruciare auto e spaccare vetrine erano ben 3000. Un numero non propriamente esiguo. E infatti sono riusciti a distruggere ogni luogo in cui sono passati. Un nuovo sacco della capitale, come se ne sono visti tanti nella storia della Città eterna. Un sacco peraltro ben organizzato, se è vero, come è vero, che i criminali col passamontagna si sono allenati in Grecia, per esportare qui da noi le rivolte di quel Paese.
E siccome c’è chi sostiene che i cosiddetti indignati avevano buone ragioni e non rivendicano affatto l’austerità, io rispondo facendo notare che tra i manifestanti, talmente pacifici da insultare e sputacchiare uno di loro, Marco Pannella, c’erano sempre i soliti contestatori di tutti questi ultimi anni: no global, no-Tav, no-Vat, studenti arrabbiati e così via, quindi anche chi vuole un mondo “equo e solidale”. Ragazzi e ragazze senza ideali veri, senza principi, ma perdutamente immersi nel nulla più totale. Una massa di giovani e meno giovani anti-tutto, anticapitalisti e antisistema per partito preso, perché così va di moda. Nonostante ovviamente facciano essi stessi parte di questo mondo materialista, edonista, utilitarista, individualista e corrotto che contestano alacremente. Insomma, non c’è poi tanta differenza tra alta finanza e black bloc: si tratta di due facce della stessa medaglia. Per questo chi ha un po’ di sale in zucca non si schiera né da una parte né dall’altra.
Quanto alla sinistra, che ora fa la scandalizzata, deplora e critica il governo per non aver saputo tener testa ai rivoltosi, sarebbe meglio tacesse. Chi ha aizzato l’odio contro Berlusconi (perché alla fine è sempre lui il problema, il tiranno, il male assoluto) e i nemici politici in tutti questi anni? Chi ha fatto di Carlo Giuliani un eroe? Chi si è scagliato duramente contro le forze dell’ordine durante il G8 di Genova, nel 2001? La risposta è scontata. E quindi non si possono accettare lezioni di civiltà da chi non ha fatto altro che seminare rancore e desiderio di vendetta. Chi da sempre difende i centri sociali, luoghi fuori legge per eccellenza e covi di violenze, non ha titoli per dare lezioni.
Inutile negarlo, lo scempio di sabato verrà ricordato per quella Madonna e quel crocifisso presi e distrutti in odio alla fede (nonostante il cardinal Vallini, pavidamente, abbia di fatto negato). Non era mai accaduto prima. Tutto il resto, le buone intenzioni dei pacifici, le polemiche sull’ordine pubblico e quant’altro, passano inesorabilmente in secondo piano. Roma è stata stuprata. Si esige una riparazione degna di questo nome.









Giorgio Fabietti, 7 meses fa
Ma lei davvero crede che i disordini di sabato sono dovuti alla sinistra che ha aizzato l’odio contro Berlusconi?
Berlusconi ha avuto il solito culo: quando una manifestazione giusta potrebbe contribuire a farlo cadere prima 700 – 800 infami devastatori (non di più) lo rimettono in pista….ma ancora per poco!!!!
Gianni Pardo, 7 meses fa
Non credo che Berlusconi, come lei dice, sia il reale obiettivo dei manifestanti né credo avessero la pretesa di farlo dimettere dicendogli di andarsene. In realtà i giovani protestavano – alcuni in modo civile, altri in modo incivile – per la loro condizione lavorativa ed esistenziale. Che lo facessero a ragione o a torto è cosa che si può discutere, ma ridurre tutto a Berlusconi sì, Berlusconi no, è quanto meno riduttivo. Basti dire che la manifestazione è nata in Spagna, dove c’è ancora un governo di sinistra, e si è avuta un po’ in tutto il mondo, in cui non governa Berlusconi.
La sinistra – questo sì – ha il torto di soffiare sul fuoco, alimentando false speranze, come quella da lei espressa: che gridando tutti insieme si cambi governo. Inoltre ha il torto di trattare la maggioranza non come la coalizione che ha vinto le elezioni, ma come un’associazione per delinquere che bisognerebbe eliminare con ogni mezzo, legale o illegale, inclusa la derattizzazione. Questo, nelle menti deboli, si traduce in un’istigazione alla violenza.