Al Terzo Polo restano le congiure di Palazzo
Di Paolo Tassoni il 1 agosto | ore 21 : 23 PM
Bisogna essere chiari: non siamo reduci del ventennio fascista, non veniamo da una dittatura e la guerra non ha lacerato profondamente la nostra Patria.
Detto questo, continuare a proporre un governo di unità nazionale è una sciocchezza.
Mi riferisco naturalmente all’ennesima uscita del Terzo Polo che trova sponda anche in Massimo D’Alema.
Niente di nuovo, si dirà. Eppure la novità c’è.
Sono mesi che Casini & co. parlano di governo tecnico di transizione cercando di ribaltare la volontà popolare, ma stavolta la proposta è di risolvere tutto politicamente, riesumando le congiure di Palazzo.
Le sirene terzopoliste cercano di allettare esponenti della maggioranza per emarginare il Cav. proponendo di volta in volta nomi altisonanti che traghettino il Paese al post berlusconismo. Avete capito il perché?
Semplice: le elezioni anticipate sarebbero la definitiva morte del Terzo Polo (già un anticipo si è visto alle amministrative).
Per non soccombere alla volontà popolare Casini, Fini e Rutelli sono costretti a intrighi e congiure, disposti a cedere il potere ad un “traditore”.
Ma la risposta politica alla crisi può essere questa?
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23 January at 08 : 51 AM 0
Il pegno d'amore? Una password









Federico Catani, 9 meses fa
Per quel che può valere, sottoscrivo in toto. Non ho bisogno di aggiungere altro, se non ribadire la mia profonda ostilità verso la politica dell’inciucio cara al Terzo Polo, che vuole portare l’Italia indietro di vent’anni.
Luca Bonicalzi, 9 meses fa
La risposta politica non è certamente formare un Governo di transizione permanente. Lo ha detto chiaramente Massimo D’Alema: “La via maestra sono le elezioni anticipate”. Al contrario dell’ex premier, Casini e Rutelli sono per un Governo di transizione. Il Pd, con D’Alema e Bersani, appoggia un eventuale Governo di transizione, per l’unico e solo scopo, indispensabile -aggiungo io- di cambiare la legge elettorale. Solo su questo punto D’Alema è d’accordo con il terzo polo. Certi chiarimenti, per non creare ulteriore confusione, sono necessari.
Paolo Tassoni, 9 meses fa
“Credo che anche nella destra ci sia chi comincia a capirlo. Si facciano coraggio, prima che sia tardi. Noi siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità”. Lo dice Massimo D’Alema alla fine di una lunga intervista all’Unità riguardante gli esponenti politici indagati e così via. Ma queste ultime parole sono interessanti a mio parere perché spronano esponenti del Pdl al “tradimento”, alla congiura, ma affermando anche che il Pd è pronto all’avenienza assumendosi le proprie responsabilità, come a dire “buttate giù Berlusconi, noi appoggiamo la congiura”.
Gianni Pardo, 9 meses fa
Rispondo a Luca Bonicalzi, che considera “cambiare la legge elettorale” “indispensabile”. Questo è un mantra, uno slogan, un luogo comune, anche della sinistra, cui non è necessario prestare ascolto senza spirito critico.
Il premio di maggioranza conviene tanto al Pd quanto conviene al Pdl Dunque ambedue i partiti sarebbero profondamente stupidi, se ci rinunciassero.
La legge elettorale nuova potrebbe solo riportare i nomi dei candidati (divenuti tali per volontà del partito, come sempre) sulla scheda. E vale la pena di fare una guerra, per questo?