A Natale non siamo tutti più buoni
Di admin il 15 dicembre | ore 11 : 47 AM
Sgomento e dolore a Firenze per la morte di due senegalesi uccisi da un 50enne pistoiese, militante di estrema destra, poi suicidatosi. L’uomo ha colpito prima al mercato di piazza Dalmazia, poi in quel di San Lorenzo, ferendo a colpi d’arma da fuoco altri tre africani. Immediate le reazioni da parte della comunità senegalese, che ha dato vita a cortei spontanei nei luoghi della sparatoria.
Si ripropongono, inevitabilmente, i temi del razzismo e della xenofobia nelle città italiane: città divenute veri e propri melting pot culturali con i quali non sempre – e non per tutti – è facile convivere. Ma c’è anche un altro tema che si affianca a questo scenario di cronaca da Far West fiorentino: quello delle festività natalizie.
Questo è infatti un periodo particolarmente pericoloso per chi soffre di depressione o altre patologie mentali: diverse sono le ricerche in campo psicologico che mettono in luce come, durante le Festività invernali, aumentino i suicidi o le stragi, familiari e non. Il tutto, causato da una solitudine troppo opprimente con cui convivere, dalla mancanza di supporto familiare o da traumi vissuti durante le Feste mai del tutto superati. Anche a Liegi, in Belgio, ci si è dati da fare in tal senso: un folle ha sparato alla fermata dell’autobus, dopo aver ucciso una vicina di casa ritrovata poi in un garage. E allora non è mica vero che a Natale si è tutti più buoni.
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