A Benedetto XVI vita e vittoria
Di Federico Catani il 11 febbraio | ore 10 : 34 AM
In Vaticano c’è il caos. Lotte intestine tra fazioni diverse sono ormai all’ordine del giorno. La Curia – e non da oggi – è diventata sempre più un ambientino poco raccomandabile, specie per chi ha una fede debole. Dopo decenni di faciloneria, superficialismo e colpevoli decisioni, i nodi vengono al pettine. Nelle ultime settimane, qualcuno in Segreteria di Stato si diverte a fare la talpa e passa documenti riservati alla stampa, che ovviamente, facendo il suo mestiere, ne approfitta. Dopo le lettere sugli appalti truccati e sullo sconquasso delle finanze vaticane, ora è saltata fuori la notizia di un presunto complotto volto ad ammazzare il Papa. Sarà vero? Sarà falso? Non ci è dato saperlo. Si tratta di questioni più grandi di noi. Ad ogni modo il documento, sbattuto in prima pagina dal Fatto quotidiano, è autentico, nel senso che era effettivamente in possesso della Segreteria di Stato. Ovviamente la Sala stampa della Santa Sede ha smentito tutto. Ma alcuni misteri restano senza risposta, anche perché padre Federico Lombardi non si è premurato di fornire spiegazioni complete e convincenti. Sembra proprio che quando ad essere tirato in ballo è il Santo Padre, il Vaticano non si preoccupi più di tanto. Quando invece ad essere attaccati sono alcuni cardinali o alcuni istituti del piccolo Stato pontificio, le risposte, magari con un po’ di ritardo, arrivano eccome!
Ciò che emerge in tutto questo marciume è la grandezza di Benedetto XVI, accompagnata dalla sua profonda solitudine. Papa Ratzinger è costretto a ricevere insulti, attacchi, illazioni e quant’altro per fatti i cui responsabili vanno rintracciati in ben altri pontificati. L’unica colpa di Benedetto XVI è di essere troppo mite e di aver scelto collaboratori non alla sua altezza. Le faide vaticane per il potere stanno a dimostrare che la sporcizia nella Chiesa di cui parlò l’allora cardinale Ratzinger nella Via Crucis del 2005 è ancora ben presente. Il Papa non è padrone in casa sua e non riesce a compiere tutto ciò che vorrebbe. Tuttavia, alcuni notevoli passi avanti sono stati fatti. E non è un caso che incontrino resistenza.
Prendiamo i caso della pedofilia. Il 2010 fu un annus horribilis per la Chiesa. Persino Benedetto XVI fu coinvolto dalla macchina del fango. Il Vaticano però non si premurò di difenderlo. Il Papa non si lamentò e decise di portare da solo una croce che non gli apparteneva. E i mass media hanno goduto. Ma la verità pian piano sta emergendo. Basti pensare al simposio tenuto nei giorni scorsi a Roma per discutere degli abusi sessuali commessi dai sacerdoti sui minori. Mai nessun Pontefice come Benedetto XVI ha fatto tanto per denunciare l’orribile perversione della pedofilia. È stato proprio Joseph Ratzinger, fin da quando era cardinale, a criticare gli insabbiamenti e a chiedere insistentemente di adottare la linea della trasparenza. Nonostante – ed è giusto ripeterlo – i casi di abusi siano pochissimi e nonostante la campagna mediatica sia stata orchestrata ad arte per diffamare la Chiesa e spillarle fior di quattrini, Benedetto XVI ha scelto la politica della “tolleranza zero”. Vogliamo o no dargliene atto? Riconosciamo o no i suoi meriti?
Anche ora, mentre circolano lettere anonime, mentre in Vaticano pensano a tutto fuorché a Cristo, mentre i ricatti sono all’ordine del giorno, emerge ancor più nitida l’integrità di Benedetto XVI, la cui unica colpa, lo ripetiamo, è quella di non usare a sufficienza il bastone per punire e la scopa per pulire. Bisogna però anche riconoscere che è circondato da un branco di lupi feroci. Si, molti, dentro e fuori la Chiesa, non amano il Papa regnante. C’è molta ostilità nei suoi confronti, proprio perché tenta di far finire la ricreazione e cerca di far uscire la Chiesa dalla crisi senza precedenti in cui versa. Tuttavia, fu Gesù stesso ad ammonire: “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi” (Lc 6,26). E siccome le parole di Cristo valgono molto più del cicalio dei giornali e dei talk-show, bisogna riconoscere che Benedetto XVI è sulla buona strada.








