29 anni fa. Ieri come oggi

Di Fulvio DAmico il 3 settembre | ore 11 : 14 AM


Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli. C’è troppa gente onesta, tanta gente qualunque, che ha fiducia in me. Non posso deluderla

Palermo, 3 settembre 1982. Alle ore 21.15 la A112 bianca sulla quale viaggiava il prefetto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, fu affiancata, in via Isidoro Carini, a Palermo, da una BMW dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47 che uccisero il prefetto e la giovane moglie e l’agente di scorta.

Termina così la vita del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa.  Nella lotta a Cosa Nostra la morte è una costante con cui occorre fare sempre i conti. “Purtroppo in questa difficile battaglia gli errori si pagano. Quello che per noi è una professione, per gli uomini di Cosa Nostra è questione di vita o di morte: se i mafiosi commettono degli errori, li pagano; se li commettiamo noi, ce li fanno pagare.

Sono passati 29 anni. Le bombe hanno smesso di esplodere. I Kalashnikov hanno smesso di sparare. Ma la mafia continua a mietere vittime. Vittime sociali. Vittime politiche. Ed a volte anche vittime di sangue (ma sono sempre meno). La criminalità organizzata si è evoluta. Non poteva fare altrimenti. E’ la natura stessa delle cose che tende a mutare.  E’ grave però il fatto che il contrasto alla mafia non segua tale evoluzione. Anzi. Sembra esserne passivamente oppresso. Se la criminalità mette bombe, allora massima allerta. Se la criminalità affina la sua tecnica e sfrutta altri settori (finanziari, economici, ecc) allora l’allerta cede. Lascia il passo alla tregua. Niente di più sbagliato.

I mafiosi di oggi non hanno più la coppola e la lupara ma hanno ruoli di potere in banche, alta finanza, imprenditoria nazionale ed estera, enti governativi. Sono ovunque.

In questo periodo si parla di controlli finanziari tra cittadini, redditi on-line, guerra tra poveri insomma. Ma il grosso della fetta non viene mai toccato. Loro sono sempre lì. Immobili, immutabili, preistorici.

Oggi Palermo ricorderà la morte del Generale con una messa alle 09.30 presso la sede del Comando Legione Carabinieri Sicilia.

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